Attacco sessista a professioniste dello staff del presidente Toti, isolati gli autori

Jessica Nicolini, portavoce del presidente della Regione, ha denunciato pubblicamente lo spiacevole meme e ha minacciato querele. A condannare il post anche la Commissione Pari Opportunità della Fnsi. Alla fine l’autore si è scusato e ha evitato la querela, impegnandosi anche a combattere il sessismo sulla pagina Fb che gestisce. Ecco come è andata

«Se parli di professioniste della comunicazione e di giornaliste come di inutili “soubrette” che fanno a scrocco “gite di piacere” con appellativi come “quella” e “signorina” invece di “dottoresse” quali siamo questo è l’osceno risultato. Vado avanti in questa battaglia di cui avrei fatto volentieri a meno ma qualcuno mi ha insegnato che “ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne”.
Questa vignetta è sessista e non ci fa ridere» così, Jessica Nicolini, portavoce del presidente della Regione Giovanni Toti, aveva denunciato, ieri, un post scritto su una chat Whatsapp di area destra. Nicolini è partita dall’attacco di Ferruccio Sansa, capogruppo della lista che porta al suo nome in consiglio regionale, al presidente della Liguria per la missione a Dubai avvenuta qualche settimana fa: un atto politico legittimo, parte della dinamica tra maggioranza e opposizione. In quel post di attacco, però, erano citate non solo la portavoce, ma anche diverse dipendenti della Regione tra ufficio stampa e altri uffici dell’istituzione, oltre a quelli dei colleghi inviati dalle rispettive testate a lavorare, con spese di viaggio e albergo coperte dalla Regione stessa. Attualmente è in atto un’indagine della Corte dei Conti che sta verificando la congruità della spesa della missione: alla fine si saprà se le spese erano giustificate oppure no. Nel frattempo, però, sono stati trascinati nella polemica lavoratori e lavoratrici che nulla hanno a che fare col processo decisorio dell’istituzione. Una dipendente regionale ha dovuto cancellare il proprio account Instagram a causa degli attacchi. Ieri il post, giudicato sessista da Nicolini e da Francesca Licata (con lei nel meme) che però veniva da destra, ed è stato pubblicato sulla chat Whatsapp da sostenitori dell’area Lega che, però, secondo il partito, non avrebbero rinnovato la tessera nel 2022.

Il capogruppo del Carroccio Stefano Mai non esita a definire quelle che sono scorse nella chat «Frasi sessiste» e ha emesso un comunicato ufficiale in cui la «Lega prende distanze da chat non autorizzate» ed esprime «solidarietà allo staff del Governatore»

«La Lega prende le distanze da frasi e contenuti su un  meme pubblicato su una chat Whatsapp non autorizzata e di cui non era  a conoscenza – recita la nota diffusa da Mai -. Dopo opportune verifiche è stato appurato che è composta  in larga parte da ex iscritti al partito che non hanno rinnovato la  tessera nel 2022. Per la Lega si tratta di un gesto vile e sessista,  da condannare senza se e senza ma nei modi e nei contenuti. Al tempo  stesso la Lega e tutti i suoi componenti manifestano la massima  solidarietà allo staff del governatore Toti e alle persone coinvolte».

Ieri è arrivata anche la netta condanna della Commissione Pari Opportunità della Fnsi, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, cioè il sindacato dei giornalisti: «Inaccettabile attacco sessista alle colleghe dell’ufficio stampa», si legge nel titolo del comunicato, che prosegue: «Una foto con a commento un’allusione esplicita ad alcune vicende che avevano riguardato l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, mette “alla gogna” le giornaliste. La condanna delle rappresentanti sindacali: “Colpite in quanto donne, mettendone in discussione la professionalità”».
Prosegue il comunicato: «Siamo alle solite. Dopo il caso politico, con interrogazione del consigliere regionale Ferruccio Sansa sulle spese delle delegazione della Regione Liguria a Expo Dubai, l’attacco che segue, sotto forma di meme, alle due colleghe ritratte nella foto, la capo ufficio stampa e la media social manager, assume contorni sessisti».

«Nelle parole a commento della foto – prosegue la nota – c’è una allusione, esplicita, ad alcune vicende che avevano riguardato l’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La Cpo Fnsi segnala e condanna questo linguaggio, anche per immagini, che vuole colpire due colleghe in quanto donne, mettendo così in discussione la loro professionalità». Insomma: le due professioniste sono state paragonate alle Olgettine.

Nel frattempo, la minaccia di querela di Nicolini ha prodotto i suoi effetti. La persona che aveva pubblicato il meme, dopo aver parlato con la portavoce di Toti, ha postato su Fb questo post.

Di stamattina il post di Jessica Nicolini: «Volevo ringraziare tutti per la vicinanza e la solidarietà dimostrata con i vostri messaggi preziosissimi, rinnovare la mia gratitudine per il suo intervento alla Cpo FNSI e dire grazie a Stefano Mai, capogruppo della Lega che ha immediatamente preso le distanze da quanto circolato contro di noi. Ieri ho anche parlato al telefono con l’autore del meme. Lontani dalla tastiera, per fortuna, si riesce a ragionare e questa persona ha capito che quel meme, per lui una goliardata divertente, per noi e le nostre famiglie è stato particolarmente offensivo. Ha capito che nel legittimo diritto di satira verso il politico di turno sarebbe bene lasciare fuori chi lavora per lui e non fare becera ironia sulle donne. Il problema resta alla base: non gli sembrava ci fosse niente di male, ed era sincero! Facciamo infatti parte da talmente tanto tempo di questo modello socioculturale, e siamo talmente abituati a queste storture che spesso non le riconosciamo più, ci sembrano normali e la cosa incredibile che è normale anche per molte donne! L’autore del meme si è quindi scusato pubblicamente e ha cancellato il meme dicendo che la prossima volta userà la giusta sensibilità prima di postare qualcosa sulle donne e anzi si impegnerà a combattere il sessismo con la sua pagina di satira che gestisce. Io gli ho creduto e tanto mi è bastato per decidere di non sporgere denuncia (non so cosa legittimamente vorrà fare la mia collega Francesca Licata). Il punto non è punire o vendicarmi di qualcuno ma sensibilizzare su un tema su cui, almeno a parole, sembriamo tutti d’accordo: combattere la cultura sessista e misogina in cui siamo immersi. Quello di ieri mi sembra un piccolo ma buon risultato e mi auguro che anche qualche rappresentante delle istituzioni che da anni ci mette alla gogna mediatica si renda conto dei danni che provoca tirandoci in mezzo con un approccio misogino nelle sue battaglie politiche. Se lo staff di Toti fosse stato composto solo da uomini ci sarebbe stato questo meme “simpatico” dopo gli attacchi del consigliere? La risposta è ovviamente NO. Ed è questo da cui ci dobbiamo difendere, colpo su colpo!».

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