La narrazione e la verità: nei palazzi sgomberati del ghetto nessun clandestino. Il vero problema: i proprietari italiani
L’affabulazione della politica, che crea emergenza da insicurezza percepita e per quello tanto piace ai partiti populisti di destra, parla di 40 irregolari trovati nei palazzi evacuati. Ma la notizia è falsa. Invece tutte le persone trovate all’interno dei due stabili evacuati (18 in tutto, delle quali 8 regolarmente residenti e 10 ufficialmente residenti altrove) erano regolarmente presenti sul territorio nazionale. L’annuncio di una denuncia ai proprietari per favoreggiamento all’immigrazione clandestina? Una evidente bufala (in assenza totale di clandestini) che va ad alimentare la xenofobia strisciante, l’immagine di un centro storico in mano ai clandestini “brutti e cattivi” quando, invece, è in mano ai padroni italiani degli immobili. Tutta una narrazione che sposta l’obiettivo dal vero problema, lo stesso per negozi e appartamenti: i proprietari italiani che pur di non investire e guadagnare comunque non guardano a chi e a come affittano

Il problema sono sì i proprietari, persone e aziende italianissime, ma la ragione è diversa: non ristrutturano i palazzi nemmeno quando hanno problemi di staticità e li affittano così come si trovano ai più poveri, stranieri ma non solo, creando un ghetto sociale e costringendo i poveri affittuari a vivere nel pericolo e in condizioni igienicosanitarie pietose. Il problema, per quanto riguarda i negozi, riguarda il fatto che i proprietari chiedono affitti fuori mercato. Un commerciante italiano rifiuta e apre altrove. Quello straniero accetta, preso per la gola, per aprire in un luogo in cui ha i clienti di riferimento e paga cifre stratosferiche: anche 1.800 euro per due luci in via del Campo. Tutto legale, per carità, ma la società dovrebbe far sentire una forte pressione – sociale, appunto – su questa gente che bada soltanto alla propria cassa ben sapendo di condannare la città vecchia.
Ma vediamo le affabulazioni dell’assessorato attraverso un comunicato divulgato ieri. Le bugie cominciano col numero dei pezzi sequestrati in un immobile adiacente a quelli chiusi per inagibilità, in cui gli uomini del reparto Sicurezza Urbana e del nucleo Centro Storico della Polizia locale sono entrati mentre era in atto lo sgombero alla luce del fatto che, guardando le case dai tetti, anche quello stabile sembrava in pessime condizioni. Lì, in un appartamento, sono state trovate 4 persone regolari sul territorio ma non residenti. La merce apparterrebbe a una quinta persona, residente, regolare sul territorio e anche con un lavoro, intestataria del contratto di affitto, che, però, al momento non c’era. Nel comunicato dell’assessorato si legge di 200 pezzi contraffatti sequestrati. Erano, in realtà, 73. E non si capisce la ragione di sparare le cifre a casaccio. 73 sono pochi? A noi non sembra. Perché mentire? Il tutto sa tanto dell'”abundantis abbundandum” della lettera di Totò e Peppino.

Perché mentire sulla situazione generale? Leggiamo il comunicato di ieri
«Gli immobili – spiega l’assessore alla sicurezza Giorgio Viale – si trovano in una situazione di precarietà strutturale, con voragini nelle scale d’accesso ai piani, vani pericolanti, una situazione igienico-sanitaria a dir poco precaria e di pericolo per l’incolumità dei residenti: insomma, del tutto inadatti alla permanenza di decine di persone, che, da quanto risulta da un primo riscontro, abitano i circa 10 appartamenti distribuiti sui due immobili con contratti di affitto e subaffitto ancora da accertare. Durante i controlli, è stato trovato anche un ingente quantitativo di merce contraffatta, circa 200 pezzi, e una capienza di abitanti ben oltre alla capacità degli appartamenti».
Vediamo, invece, qual è la verità
Il primo intervento è stato eseguito sul civico 3 di vico Croce Bianca che, contrariamente a quanto segnalato dai cittadini della zona che collaborano con la Polizia locale, è risultato completamente disabitato.
Gli stranieri, per lo più magrebini, regolari sul territorio ma non residenti negli stabili, erano 3 nel civico 5 di vico Croce Bianca e 7 nel civico 4 di vico degli Adorno. Non sono stati ricollocati dal Comune attraverso i servizi sociali perché, appunto, non residenti e si sono dovuti cercare una sistemazione.
Quattro residenti regolari sono stati alloggiati dal Comune in hotel mentre una famiglia di 4 cittadini filippini, tra cui un minore, è stata ospitata dal datore di lavoro di uno di loro che li ha generosamente accolti nella sua casa nel levante cittadino: una bella storia di umanità e accoglienza nel pasticciaccio brutto degli italiani caini che sfruttano gli stranieri più poveri nel centro storico e della politica che stravolge i fatti per creare percezione di insicurezza.
Altre 9 persone residenti all’anagrafe, ma non effettivamente, saranno cancellate. Insomma: non abitano più lì né tantomeno sono state trovate all’interno degli appartamenti.
Ieri la Polizia locale ha anche allertato la Croce Gialla per il trasferimento temporaneo di un cane presso il canile.
Insomma, gli abitanti erano in tutto 18, dei quali 8 con regolare contratto d’affitto e 10 comunque regolarmente presenti sul territorio nazionale.
L’assessore, il leghista Giorgio Viale, ha invece parlato ad alcuni media di dormitori dove, «in ognuno, viveva anche una decina di persone». Questo non è vero secondo quanto è stato accertato. Di conseguenza non è vera nemmeno la possibile denuncia del proprietario per immigrazione clandestina, visto che non c’erano affatto clandestini. Nemmeno uno. L’irregolarità di affitti e subaffitti è tutt’altra cosa e non riguarda il Testo unico sull’Immigrazione ma, piuttosto, il Fisco. Per avvalorare la tesi dell’affollamento sono state anche pubblicate immagini della coda all’Ambulatorio Sociale del Ghetto, dove arrivano persone da tutta la città, ma che non sono riferibili in alcun modo allo sgombero, dove non c’erano persone di provenienza centroafricana. Il servizio, tra l’altro, è fortemente voluto dai residenti.
«La Polizia Locale ha messo i sigilli a due edifici del Ghetto qui nel Centro Storico di Genova per per problemi statici – ha scritto ieri sulla sua pagina Facebook il presidente del Comitato di via del Campo Christian Spadarotto -. Preservare l’incolumità delle persone è un concetto indiscutibile. Vorremmo ringraziare la Polizia locale e i Vigili del fuoco per essere intervenuti dopo le richieste di verifica fatte anche da chi lì ci abitava. In questo frangente sono emersi anche problemi di diversa natura che affliggono da troppo tempo questo luogo meraviglioso. Se i problemi si vogliono risolvere, bisogna affrontarli». E i problemi non sono l’immigrazione clandestina, ma i palazzi lasciati in rovina e gli appartamenti fatiscenti affittati agli ultimi degli ultimi, seppur regolari e anche con un lavoro. Il problema, enorme, è costituito da chi, per intascare gli affitti, fa dell’ex Ghetto ebraico un ghetto vero.
A nostro parere spostare il problema del Ghetto e del centro storico sull’immigrazione clandestina, creando ad arte un “caso” di facile strumentalizzazione politica, è un male per la città vecchia: porre falsi problemi impedisce di vedere quelli veri, creati da italianissimi proprietari. Su quelli si deve intervenire come correttamente ha fatto ieri la Polizia locale che è intervenuta con 30 uomini: gli operatori di diversi nuclei e reparti, ciascuno per la propria competenza (Giudiziaria, Sicurezza urbana, Pronto intervento, nucleo Centro storico dell’Unità territoriale Centro e Noa, il Nucleo operativo anti evasione), oltre all’Incolumità pubblica del Comune, ai Vigili del fuoco, ai tecnici del Municipio Centro Est per sigillare i locali evacuati.
È vero: ci sono persone irregolari sul territorio, ad esempio i pusher arrestati o denunciati tutti i giorni dalla Polizia locale stessa o dalle forze dell’Ordine. Spesso fanno la spola tra diverse città, come Torino. Ma è tutta un’altra storia e fa specie che l’Amministrazione comunale strumentalizzi, sovrapponendoci una narrazione bella e buona, una bella operazione della Polizia locale anche su segnalazione dei residenti, che sono felici che sia stata fatta. Gli stessi residenti (che ben conoscono la situazione), ieri, sono rimasti a bocca aperta per le notizie false circolate. E la parte politica del Comune non ci ha fatto certo una bella figura.

I limiti della narrazione populista hanno dimostrato, alle ultime elezioni, di essere arrivate al capolinea: la gente non ci crede più e o cambia partito o non va a votare. Sarebbe il caso di smetterla di spostare l’obiettivo dai veri problemi del centro storico perché questo danneggia fortemente il lavoro per la loro soluzione che fanno coloro che al centro storico tengono veramente, abitanti in primis.


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