Convenzione tra ministeri di Cultura e Giustizia, anche a Palazzo Reale i lavori di pubblica utilità

Sono 52 i siti culturali (musei, biblioteche, archivi) e 102 le persone condannate fino a 6 anni per specifici reati come furto, danneggiamento di beni culturali, omissione di soccorso, lesioni personali e stradali, guida in stato di ebbrezza

Il lavoro di pubblica utilità, consiste nella prestazione di un’attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato, oltre che, ovviamente, nello Stato e da oggi anche in diversi siti culturali. La prestazione di lavoro viene svolta a favore di persone affette da HIV, portatori di handicap, malati, anziani, minori, ex detenuti o extracomunitari; nel settore della protezione civile, nella tutela del patrimonio pubblico e ambientale o in altre attività pertinenti alla specifica professionalità del condannato. Oggi il ministro della Cultura, Dario Franceschini e il ministro della Giustizia, Marta Cartabia hanno firmato una convenzione tra i rispettivi ministeri. Nei 52 siti elencati c’è, appunto, anche Palazzo Reale

Secondo il ministro Cartabia, le persone che avranno accesso ai lavori di pubblica utilità nel settore della Cultura «sono professionisti che potranno svolgere lavori di pubblica utilità che corrispondono alla loro preparazione, accompagnati dai ministeri della Giustizia e della Cultura perché il percorso possa essere proficuo»

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