Protesta dei tassisti sotto il palazzo della Regione

Decine di taxi in piazza De Ferrari. Protesta nazionale di alcune sigle sindacali per chiedere per sollecitare una regolamentazione delle app e un intervento contro l’abusivismo. Il presidio durerà fino a mezzogiorno

La nota della Cooperativa 5966: «La Cooperativa Radio Taxi Genova condivide, in linea di principio, le motivazioni della manifestazione nazionale – indetta dai sindacati Ugl taxi, Federtaxi Cisal, Tam, Satam, Claai, Unimpresa, Usb taxi, Or.S.A taxi, Ati Taxi, Fast Confsal e Associazione Tutela Legale Taxi. Pur manifestando alcune perplessità sulle modalità organizzative, la Cooperativa ha lasciato ai propri soci libertà di adesione. L’astensione da parte dei lavoratori del comparto taxi a Genova potrà quindi svolgersi in maniera spontanea e non organizzata, garantendo in ogni caso la continuità del servizio».

Il testo del volantino nazionale

Le scriventi Organizzazioni Sindacali a più riprese hanno ricercato un confronto con il Ministero dei Trasporti per arginare l’utilizzo illegale delle autorizzazioni di noleggio con conducente (ncc) nel nostro SERVIZIO.
SIAMO ORMAI INEQUIVOCABILMENTE GIUNTI AD UNA SITUAZIONE INACCETTABILE.
Nelle principali Città italiane violando ogni minima regola, agevolati anche da atteggiamenti assurdi delle Amministrazioni Locali, il NCC di fatto svolge il servizio TAXI, con l’aggravante di non aver nessun tipo d’obbligo a tutela dell’utenza.
Dinamiche meramente speculative, integrate dall’azione di società multinazionali, aggrediscono l’utenza e relegano i TAXI sempre più ad un ruolo marginale e in un recinto che rende lo svolgimento del nostro lavoro insostenibile.
Tra l’altro questo agire in assoluto disprezzo di regole e disposizioni, produce profitti esentasse, che migrano intatti verso paradisi fiscali, con un danno non da poco per il nostro Paese.
Danni causati da soggetti che si avvalgono di attività di lobbying che in quest’ultimo periodo hanno avuto un’ulteriore accelerazione anche in sede Europea con l’intento evidente di spostare l’asticella anche in questo caso ben oltre la legalità.
Il tutto mentre ogni misura di sostegno per i tassisti viene ridotta e sottoposta a vincoli incomprensibili.
A questo punto però il perdurare di quella che è sempre piů una disparità, tra chỉ vive del proprio lavoro, i tassisti e chi viceversa sviluppa azioni speculative, senza neppure il rischio d’impresa è giunto ad un livello intollerabile.
Se vogliamo avere un futuro come lavoratori del SERVIZIO PUBBLICO va bloccata senza ulteriori indugi quella che è una vera infezione nel nostro lavoro, ovvero I’LLEGALITA’.
Chiediamo l’immediato intervento del Governo Italiano in Consiglio di Stato a difesa dei lavoratori e delle imprese italiane contro la sentenza del Tar Lazio n. 9364/2021, l’immediata emanazione del DPCM di regolamentazione delle piattaforme tecnologiche come previsto dalla Legge 12/2019.

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