Genova Jeans, effetto Scampia. Pantaloni appesi e rumenta a vista, la differenza tra essere e apparire

SPECIALE GENOVA JEANS – Il volenteroso allestimento per l’evento è dei commercianti di via Luccoli, a cui nessuno ha ricordato che in centro storico, tra i palazzi monumentali, è vietato per decoro urbano stendere in facciata. Insomma, si doveva fare qualcosa di diverso. Non dovevano pensarci loro, ma l’assessore a Centro Storico, Commercio e Grandi Eventi Paola Bordilli, che sulla questione ha triplice competenza d’ufficio. Questo sarebbe stato nulla se i jeans stesi che hanno sostituito, stavolta, girandole e ombrellini, non si fossero stagliati su cumuli di maleodorante spazzatura non raccolta in cui banchettano i topi da mesi e mesi senza che l’appello di residenti e negozianti venga accolto dal Comune senza che l’assessorato al Centro storico se ne occupi risolvendo il problema che si è ripresentato (come ogni giorno) anche sotto manifestazione

Topi e spazzatura, problema noto da mesi e non risolto

Da tempo cittadini e commercianti della zona chiedono di fare qualcosa per eliminare lo scempio dei topi che saltellano sulla spazzatura in vico dell’Arancio, traversa di via Luccoli, una delle zone più commerciali della città. Di eliminare in una delle vie più commerciali e turistiche i cumuli di spazzatura. Qui l’appello inascoltato dei cittadini del 17 luglio scorso. Nulla è stato fatto, tanto che siamo arrivati a settembre e a Genova Jeans nelle stesse, identiche condizioni: cumuli di spazzatura e topi sullo sfondo dei jeans appesi.

Di metaforiche pagliuzze messe in evidenza nel maldestro tentativo di nascondere concretissime travi a vista

L’assessore a Centro storico/Commercio/Grandi eventi intanto fa conferenze stampa sul posizionamento dei portacenere che sono donati in realtà da Philip Morris Italia, la multinazionale produttrice di sigarette, nell’ambito della campagna nazionale #cambiagesto e che quindi il Comune s’è limitato ad accettare, tra le polemiche dei residenti che temono che vengano utilizzati come l’imbosco delle dosi di stupefacenti. Perché la città vecchia non è le vetrine di via XX, non è un quartiere come gli altri e non lo si può amministrare con successo senza comprenderlo, senza conoscerne la complessa realtà e tra queste la necessità di evitare possibili imboschi di droga usabili per gli spacciatori. Invece i mesi gestione-Bordilli si sono dimostrati nella loro piena “leggerezza dell’amministrare” che ben si sintetizza nel binomio: portacenere per le cicche da una parte, dall’altra cumuli di rumenta, topi e odor di orina. Un po’ un moderno “Non hanno pane? Che mangino delle brioche!”, la frase che sintetizza la superficialità e la mancata comprensione della rabbia del popolo da parte monarchia francese prima della Rivoluzione.

La spazzatura dietro l’angolo

Durante Genova Jeans via Pré e via del Campo erano tirate a lucido, persino continuamente sanificate, ma bastava girare l’angolo per ripiombare nel degrado, nella puzza, nel viavai dei topi e degli scarafaggi. In realtà ieri (domenica), ultimo giorno dell’evento anche le “Vie del Jeans” lasciavano a desiderare in quanto pulizia. Il peggio, però, s’è visto nelle vie non direttamente interessate, anche se intensamente frequentate da turisti e vissute dagli stoici cittadini che continuano ad amare la città antica nonostante il degrado per cui le giunte, di destra o sinistra che siano, si passano drammaticamente staffetta.

La “parrucca” della propaganda sopra lo sporco e i topi

Ma il video che vedete sotto è di sabato, in piena manifestazione. Come si pensa di avviare un “evento internazionale” in queste condizioni è difficile da comprendere. Come si pensa che il commercio si rinforzi in queste condizioni è difficile da comprendere. Come i turisti possano non scappare schifati da queste condizioni è difficile da comprendere. I quartieri non si risanano facendo ammonina, due selfie e quattro post su Facebook: serve la sostanza che in centro storico, allo stato attuale, manca totalmente. Alla narrazione social possono credere solo i tifosi politici fideisti che abitano in altri quartieri. Perché quelli che invece abitano nel centro storico da tempo chiedono ormai da mesi una veloce correzione di rotta verso iniziative meno “d’apparenza” e più di sostanza. Essere o apparire? Non si può apparire per sempre, senza essere autori di azioni concrete e incisive. Altrimenti il territorio finisce come quei nobili del Sei-Settecento francese che coprivano capigliature sporche, unte e piene di pidocchi con grandiose parrucche. Via Lomellini durante Genova Jeans è apparsa proprio così: con la voglia di festa non soddisfatta e la realtà di rumenta sotto gli occhi di tutti.

AGGIORNAMENTO: ci scrive l’assessore all’Ambiente Matteo Campora che ora si farà carico personalmente del problema: «Ho comunicato ad Amiu la necessità di una maggiore attenzione alla postazione evidenziata nel servizio per evitare accumuli, oggi la postazione è pulita, però dobbiamo prestare maggiore attenzione, provvederò in prima persona ad accertarmene». Siamo certi che metterà in campo la sua concretezza per evitare che succeda di nuovo.

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