Oggi a Genova 

La Procura chiede 59 rinvii a giudizio per il crollo del Ponte Morandi

Omicidio colposo plurimo, omicidio stradale, attentato alla sicurezza dei trasporti, crollo doloso, omissione d’atto d’ufficio, e omissione dolosa di dispositivi di sicurezza sul lavoro: queste, a vario titolo, le imputazioni. Chiesto il rinvio a giudizio anche per le aziende Aspi e Spea

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Tra i rinviati a giudizio, i nomi più pesanti sono quelli di Giovanni Castellucci, al momento del crollo amministratore delegato di Autostrade, Antonino Galatà, all’epoca amministratore delegato della società controllata Spea che era incaricata delle manutenzioni. Ci sono poi l’ex direttore delle manutenzioni Michele Donferri Mitelli e il manager Aspi Paolo Berti.

Tre le persone che, nel corso delle indagini, sono decedute. Si tratta di Graziano Baldini, Luigi Forti e Celso Gambera. Stralciate, invece, le posizioni di Roberto Acerbis; Vittorio Barbieri; Galliano Di Marco; Giovanni Dionisi; Carlo Guagni; Giorgio Peroni; Luigi Pierbon; Alessandro Pirzio Birolli; Giorgio Ruffini; Alessandro Severoni. All’inizio gli indagati erano 71.

La procura ha ricostruito un meccanismo finalizzato a massimizzare i dividendi per i soci. Per questo, secondo i Pm, sarebbero state trascurate costose, ma fondamentali, manutenzioni che avrebbero portato al deterioramento e al crollo del ponte il 14 agosto 2018.

«La giornata di oggi segna un ulteriore passo avanti per arrivare finalmente alla verità e alla giustizia che i familiari delle 43 vittime, Genova e la Liguria attendono da quasi tre anni. Il mio ringraziamento è rivolto ai magistrati che da allora hanno lavorato con impegno incessante. Nessuno mai potrà dimenticare quel terribile 14 agosto, spartiacque indelebile della storia passata e futura di questa regione e di tutto il paese: l’auspicio è di poter arrivare a sentenza in tempi ragionevoli». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

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