Oggi a Genova 

I banchetti non sfrattano i dehors, commercianti contro a Rapallo. È la guerra degli spazi esterni

Fiera di luglio trasferita solo per quest’anno lungo gli argini del Boate. Lo ha deciso la giunta della cittadina rivierasca dopo aver condiviso la scelta con la maggioranza. Secondo il sindaco Carlo Bagnasco lo spazio lontano dal centro storico garantisce il rispetto delle norme Covid, ma agli ambulanti non sta bene e si schierano contro l’amministrazione e contro i loro stessi colleghi

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Il comunicato è a doppia firma: quella di Roberto Zattini, presidente di Anva (l’associazione degli ambulanti Confesercenti) e quella di Carlo De Barbieri, presidente di Fiva, l’analoga associazione di Confcommercio che a Rapallo, dove è stato aperto ormai parecchi anni fa il primo Civ in assoluto, ha una delle proprie roccaforti.
Di fatto, De Barbieri si schiera non solo contro i colleghi in sede fissa e contro la propria stessa associazione facendo inviare il comunicato dall’addetto stampa della Confcommercio.

«Di fronte alla tragedia umana, sociale ed economica del COVID-19 avremmo sperato in atteggiamenti decisamente diversi sia da parte dei commercianti rapallesi, sia dall’Amministrazione Comunale – si legge nella nota – il fatto di apprendere richieste degli uni e decisioni degli altri dai media, senza alcun dialogo, senza alcuna comunicazione, lascia francamente esterrefatti. Sono comprensibili le richieste di chi vuole mantenere il proprio dehors dopo le tante limitazioni alla propria attività, ma ricordiamo che i fieristi sono fermi da oltre un anno e hanno altrettanto diritti di lavorare, sulla base di concessioni che sono decennali e non una novità di quest’anno sarebbe bastato il dialogo, anziché la solita guerra tra poveri al grido di mors tua, vita mea».

Poi il mirino si sposta sull’amministrazione comunale e sul sindaco Carlo Bagnasco: « È incomprensibile la scelta della collocazione sul lungofiume da parte del Comune di Rapallo, senza la ben che minima interlocuzione per verificare alternative, senza nemmeno consentire la scelta dei posti così individuati sulla base dell’anzianità, bensì attribuendoli d’ufficio. Crediamo fermamente – concludono i due presidenti di categoria – che la solidarietà tra le imprese e il rispetto per il lavoro siano fondamentali sempre, a maggior ragione per questa ripartenza, i banchi dei mercati e delle fiere sono aziende, con famiglie e indotti alle spalle, non semplici soprammobili o panchine da spostare».

Dopo la rivolta dei cittadini che a Genova e in tutta la Liguria (ma un po’ in tutta Italia) si sono visti sottrarre moltissimi posteggi, era inevitabile che la guerra degli spazi contrapponesse ambulanti e commercianti in sede fissa.

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