L’auto a oltre 100 all’ora prima dello schianto contro il suo scooter: così è morta Elisa Bozzano

L’inchiesta sull’incidente di via Perlasca si concentra sulla velocità della Lancia Ypsilon che avrebbe invaso la corsia opposta. I colleghi ricordano la giovane autista con cartelli sui bus e una raccolta fondi per la Band degli Orsi

Il nome di Elisa Bozzano continua a viaggiare per Genova sui bus dell’Azienda mobilità e trasporti, scritto sui cartelli esposti dai colleghi come un saluto pubblico, semplice e doloroso, a una ragazza che da due anni faceva parte della grande comunità del trasporto cittadino. Non solo parole di cordoglio: chi lavorava con lei ha anche avviato una raccolta fondi in favore della Band degli Orsi, trasformando il lutto in un gesto concreto di solidarietà.

È il lato più umano di una vicenda che ha scosso profondamente Genova. Elisa Bozzano, 25 anni, ex pallavolista e autista dell’Azienda mobilità e trasporti, è morta dopo lo scontro avvenuto la sera del 17 giugno in via Perlasca, mentre era alla guida della sua moto. Una morte improvvisa, arrivata su una strada percorsa ogni giorno da migliaia di persone, e che ha lasciato un vuoto evidente tra familiari, amici, compagni di sport e colleghi.

Sul piano giudiziario, l’inchiesta prosegue per ricostruire con precisione ogni momento prima dell’impatto. Secondo gli elementi al vaglio degli investigatori, l’auto guidata dal trentenne indagato per omicidio stradale avrebbe viaggiato a oltre 100 chilometri orari nel tratto immediatamente precedente alla curva dove è avvenuto lo schianto. La ricostruzione è affidata al nucleo Infortunistica del reparto Polizia Stradale della polizia locale e tra gli elementi acquisiti ci sarebbe anche il filmato di una telecamera che avrebbe ripreso la Lancia Ypsilon procedere a velocità sostenuta poco prima dell’incidente.
In quel tratto di via Perlasca, per la presenza di un cantiere, il limite di velocità era fissato a 30 chilometri orari. Se il dato sulla velocità dovesse essere confermato dagli accertamenti tecnici, la posizione dell’automobilista potrebbe aggravarsi. Non è escluso che la procura disponga una perizia per definire in modo puntuale velocità, traiettoria, punto di invasione della corsia opposta e dinamica dello scontro.
La pubblico ministero Daniela Pischetola ha intanto conferito al medico legale Mario Molinari l’incarico per l’autopsia sul corpo di Elisa Bozzano. L’esame servirà a completare il quadro degli accertamenti medico-legali, mentre la città continua a fare i conti con la perdita di una giovane donna ricordata per il suo lavoro, per lo sport e per il legame costruito con chi le stava accanto.
Sui bus, quei cartelli sono diventati il segno più visibile di un dolore collettivo. Non una commemorazione formale, ma il saluto di una comunità di lavoratori che ha scelto di portare Elisa con sé, lungo le strade della città.
In copertina la foto di Angelo Spanò: i cartelli per Elisa Bozzano sul bus della linea 62 che arriva a Coronata
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