La morte di Camilla, tutti sgomitano per commentare la fine senza senso di una diciottenne

Salvini, leader della Lega, lancia strali sugli open day che, in realtà, sono stati autorizzati dal comitato scientifico del suo stesso Governo, la sindaca Pd di Sestri Levante Ghio rende pubblico il decesso della sua cittadina ben prima che sia ufficiale (e prima delle 6 ore di osservazione di legge) mentre la famiglia chiede all’ospedale di attendere a rendere pubblica la notizia. Poi c’è una miriade di politici di ogni sorta che cavalca il tragico evento sui social, sulle messaggerie Whatsapp, sui canali Telegram, a botta calda. In realtà senza che sia stata ancora fatta l’autopsia e siano stati determinati i motivi del decesso della povera Camilla Canepa. Poi, migliaia di post di cittadini che sui social fanno processi, attribuiscono colpe, si inventano medici legali e giudici. «Spero davvero che nessuno voglia usare questo momento terribilmente drammatico per sciacallare su emozioni, dolore e paura» scrive Toti. E invece…

Quello che manca al mondo
è un poco di silenzio
Quello che manca a questo mondo è il perdono che non vedo e non sento
Tutta la gente intorno sogna di cavalcare il temporale
Quello che serve alla vita
è acqua e sale

(Ivano Fossati)

«Non si può sperimentare sulla pelle dei ragazzi e dei bambini. Si era detto che Astrazeneca era per gli over 60. Poi ci sono stati i geni degli Open Day. Chi ha autorizzato» a farlo anche ai giovani? Lo dice Matteo Salvini alla trasmissione Dritto e Rovescio. Chi? Il Comitato tecnico scientifico del governo che lui e la Lega sostengono.

Non lo sa nonostante il ruolo che ricopre e parla comunque? Lo sa e ci marcia per fare ammoina politica? Non è il caso di fermare l’agone politico davanti alla morte di una ragazza di 18 anni, davanti al dolore immenso della sua famiglia? E, magari lasciare parlare i medici legali e la magistratura?

«Oggi è una giornata triste per la Liguria – scrive il presidente della Regione Giovanni Toti sui social -. Piangiamo la giovane Camilla e abbracciamo i suoi genitori che, con sensibilità non scontata, hanno deciso di aiutare altre persone in difficoltà donando i suoi organi. Spero davvero che nessuno voglia usare questo momento terribilmente drammatico per sciacallare su emozioni, dolore e paura. È il momento della responsabilità: ai medici e agli scienziati spetta stabilire l’eventuale nesso tra il vaccino, altri farmaci assunti e tutte le circostanze che hanno portato a questo terribile evento. Al Ministero della Salute, all’Agenzia del Farmaco, all’Istituto di Sanità, al Comitato tecnico scientifico la responsabilità di dire una parola chiara, definitiva e irreversibile sull‘uso di AstraZeneca. Un siero che ha cambiato almeno cinque volte in tre mesi la sua destinazione: solo sotto i 50 anni, poi sospeso, poi solo sopra i 60, poi per tutti. Sì, perché la possibilità di utilizzare AstraZeneca per tutti su base volontaria non è un’invenzione delle Regioni o di qualche dottor Stranamore: è un suggerimento che arriva dai massimi organi tecnico-scientifici per aumentare il volume di vaccinazioni, e quindi evitare più morti. Perché più corrono veloci i vaccini, più cittadini ricevono in fretta la prima dose, meno persone muoiono. Ora da Roma su esprimano senza ambiguità: ritengono che aumentare le vaccinazioni, e dunque usare anche AstraZeneca di cui abbiamo milioni di dosi, sia necessario per salvare vite umane? E allora si assumano la responsabilità di dirlo chiaramente, senza mettere sotto accusa chi segue le indicazioni in tal senso. Oppure, si ritiene di fare a meno di AstraZeneca, pur rallentando le vaccinazioni, perché è considerato troppo rischioso? Lo devono dire gli scienziati a Roma, una volta per sempre. RESPONSABILITÀ e CHIAREZZA. Per fare in modo almeno che questa drammatica morte non sia stata vana».

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