Detenuto morto in carcere, l’autopsia: non fu suicidio. Due compagni di cella indagati per omicidio
L’esame autoptico effettuato dal medico legale Sara Lo Pinto ha messo in luce che i segni trovati sul corpo di Emanuele Polizzi, 41 anni, trovato impiccato nel bagno della cella venerdì scorso a Marassi, non sarebbero compatibili con il suicido
Polizzi si è impiccato alle grate del locale bagno/cucina della cella o è stato ucciso da due dei suoi 4 compagni mentre gli altri 2 erano assenti perché impegnati in un’attività lavorativa al di fuori di quelle stanze? L’autopsia dice che le ferite sarebbero incompatibili con una decisione volontaria dell’uomo, ma le indagini continuano. Tante le circostanze da chiarire. Ad esempio perché una guardia carceraria avrebbe detto di aver visto vivo e sveglio alle 8:45 quando, invece, che si sia ucciso o che l’abbiano ucciso, a quell’ora, secondo le condizioni del cadavere quando è stato ritrovato, l’uomo era già morto. Poi la ferita alla testa e la maglietta del detenuto, sporca di sangue, ritrovata in un sacchetto nel lavandino della cella.
Sono stati i due compagni di cella ora indagati a dare l’allarme. Erano le 9:30 di venerdì scorso. Hanno detto di non aver sentito rumori e di aver trovato l’uomo impiccato. Il pubblico ministero Giuseppe Longo aveva già aperto un fascicolo per omicidio volontario, dopo l’autopsia ha iscritto come indagati i due compagni di cella. L’ipotesi è che abbiano aggredito Polizzi e poi abbiano inscenato il suicidio.


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