Maragliano, quarta denuncia di parenti dei defunti

La famiglia di Giobatta Gentile (92 anni) si aggiunge a quelle di Giulio Macciò (79 anni), Anna Maria Sostegni (64 anni) e Giuseppe Di Maio (77 anni). Indaga la Procura che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, per ora contro ignoti

Gentile è deceduto il 20 marzo. Era stato ricoverato al Maragliano circa un mese prima ed era rimasto in reparto fino a 4 marzo, quando era stato dimesso con test negativo e spostato in una Rsa dove, però, qualche giorno dopo, aveva cominciato ad accusare i sintomi del Covid. A quel punto, il tampone era risultato positivo e l’anziano era tornato al Maragliano dove è morto qualche giorno dopo.

Una delle famiglie dei 4 deceduti ha chiesto il sequestro delle cartelle cliniche e la riesumazione del cadavere per accertare i reali motivi del decesso. I familiari di Anna Maria Sostegni sostengono che la loro congiunta stava per essere dimessa quando si è aggravata ed è morta. La morte di Macciò è avvenuta il 12 marzo ed è stata attribuita al Covid solo due giorni dopo, alla luce del risultato del tampone post mortem. Anche in questo caso la famiglia ha presentato denuncia, come la famiglia di Giuseppe De Maio, 77 anni, morto il 15 marzo. De Maio era ricoverato in pneumologia dal 1º marzo scorso e il 14 era risultato positivo allo screening avviato dopo la scoperta della positività di Macciò. Era stato uno dei pazienti trasferiti nei reparti Covid. Il giorno successivo era morto.
Il caso di Anna Maria Sostegni, 64enne, se attraverso l’autopsia si scoprisse che era positiva, getterebbe tutt’altra luce sul cluster, anticipandone di parecchio la data di formazione. La donna, infatti, è morta il 4 marzo scorso, 8 giorni prima di Macciò, 11 giorni prima di De Maio. Secondo la famiglia, che ha presentato denuncia al Nas dei Carabinieri, si sarebbe aggravata 5 giorni prima del decesso, cioè alla fine di febbraio, quando stava per essere dimessa perché le patologie per cui era stata ricoverata erano in miglioramento. I familiari avevano sospettato che si fosse contagiata col Covid e sostengono di aver chiesto il tampone. Oltre al sequestro delle cartelle cliniche, hanno chiesto la riesumazione del cadavere per scoprire se Anna Maria è morta di Covid.
Anche alcune delle famiglie delle persone che sono state contagiate nel reparto, ma sono ancora vive, si stanno organizzando per avviare un’azione legale.

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