Italia Nostra impugna al Tar il Puc. L’assessore Cenci: “Modifiche legittime”

L’associazione ha presentato ricorso alla delibera approvata dal consiglio comunale su proposta dell’Assessore all’urbanistica e critica l’abitabilità dei bassi, i box sotto alberi ad alto fusto e l’ampliamento delle piscine. Cenci spiega le scelte dell’Amministrazione: <Recupero del centro storico, eliminazione di limiti di dimensione troppo stretti e nuova piantumazione di alberature ad alto fusto intorno al parcheggio e sistemazione di verde pensile>


 <L’amministrazione, infatti, ha approvato alcune modifiche che non ci trovano assolutamente d’accordo, a partire dalla possibilità di trasformare i bassi del centro storico in abitazioni, una decisione che va a snaturare l’identità della città vecchia e, al tempo stesso, rischia di annientare il già fragile tessuto commerciale. Dal punto di vista ambientale, inoltre, temiamo che i provvedimenti del Comune possano portare a un abbattimento di piante di alto fusto> ha detto oggi, nel corso di una conferenza stampa il presidente di Italia Nostra Genova, Vincenzo Lagomarsino.

“L’Avvocatura del Comune di Genova sta predisponendo la risposta nelle sedi competenti al ricorso al Tar della Liguria presentato dall’associazione Italia Nostra onlus per l’annullamento della delibera, approvata dal consiglio comunale lo scorso 21 luglio, che ha introdotto alcune modifiche al Piano urbanistico comunale – risponde l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci -. Oltre a ribadire l’assoluta legittimità del metodo della procedura adottata per la modifica al Puc, in quanto non è prevista l’assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale – come da determinazione Direzione Ambiente dello scorso 17 settembre -, nel merito, ritengo utile evidenziare come l’introduzione dell’abitabilità dei cosiddetti ‘bassi’ del Centro Storico nasca dalla precisa volontà di questa amministrazione di rigenerare il tessuto urbano di alcune porzioni di territorio, particolarmente degradate, attraverso la vivibilità diffusa, in particolare promuovendo la residenzialità di studenti universitari, in zone dove il tessuto commerciale risulta, ormai da tempo, praticamente assente>.

I bassi

<Il Comune, nell’ottica dell’interesse collettivo e di un’azione di un’autentica rigenerazione che passi quindi anche dall’aspetto sociale, ha subordinato la residenzialità dei ‘bassi’, oltre che al rispetto della normativa igienico-sanitaria, alla sottoscrizione di una convenzione con i privati, con una serie di clausole che evitino il riproporsi di situazioni di degrado e che inneschino un effetto catalizzatore per l’insediamento anche di nuove realtà associative – prosegue Cenci -. Inoltre, non è previsto alcun aumento dei volumi abitativi, ed è mantenuta la precisa osservanza dei vincoli architettonici e storici negli edifici di pregio. Inoltre, ritengo utile ribadire quanto sia strategico e di primo piano l’interesse di questa Amministrazione per il Centro Storico, interessato dal Piano integrato Caruggi, che ne prevede la rigenerazione attraverso la rivitalizzazione, servizi ai residenti, lotta al degrado, difesa della legalità sotto ogni aspetto e quindi anche quello collegato alla destinazione degli edifici stessi>.

Le piscine

<Come già detto durante l’iter delle modifiche al Puc – aggiunge l’assessore all’urbanistica -, ritengo utile specificare che, per quanto riguarda le piscine, si tratta di una modifica che riguarda solo quelle pertinenziali e che quindi non possono essere “oggettivamente” di grandi dimensioni anche nel rispetto di quanto stabilisce il testo unico dell’Edilizia. Va inoltre precisato che le suddette piscine possono esser realizzate solo nelle aree ambiti di Puc dove già ne era consentita la realizzazione, è stato soltanto eliminato un limite dimensionale troppo rigido e ristretto (30 mc) con un limite di proporzione rispetto all’abitazione alla quale sono a servizio, ciò anche in conformità a due sentenze del Tar sull’argomento>.

I box e il verde

<Per quanto riguarda la paventata eliminazione di verde, ribadiamo con forza che le nuove norme non consentono l’abbattimento di alberature ad alto fusto – dice, su questo tema, Simonetta Cenci -. Le modifiche apportate all’art 14 prevedono espressamente che i parcheggi siano ammessi nelle zone a verde strutturato solo se non vi è verde di pregio palme e alberature ad alto fusto. Al contrario di quanto contestato, la realizzazione di parcheggi esclusivamente pertinenziali è subordinata alla nuova piantumazione di alberature ad alto fusto intorno al parcheggio e alla sistemazione di verde pensile>.

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