Toti ricorda De Andrè a 22 anni dalla morte e sulla sua bacheca scoppia il finimondo

Pioggia di insulti sul post che ricorda il cantautore/poeta anti borghese: <Quella chitarra minimo te la infilava nel c…>; <Lui ti avrebbe schifato>; <Non sei degno di parlare di De André>. Il presidente della Regione: <L’arte non è di destra o di sinistra. L’arte è un bene universale, di tutti e per tutti>

<Questi sono solo alcuni degli insulti che ho ricevuto stamattina quando con un post ho ricordato Fabrizio De André, un grande cantautore, poeta, italiano, genovese e ligure – scrive il presidente della Regione Giovanni Toti, commentando la raffica di messaggi di hater che gli sono piovuti addosso -. Un atto sentito personalmente e dovuto da presidente di Regione Liguria. In questi anni abbiamo valorizzato molto i nostri cantautori, inserendo anche un corso specifico nelle scuole, in modo da tramandare anche ai più giovani la loro poesia e le nostre tradizioni. Siamo stati i primi in Italia a farlo e di questo sono orgoglioso. L’arte non è di destra o di sinistra. L’arte è un bene universale, di tutti e per tutti. Trovo quindi vergognose e fuori luogo le critiche di chi scrive che io non sia degno di nominare De André, né di ascoltarlo. Ma davvero la vostra idea di libertà e democrazia, che tanto difendete, è questa? Fino a che punto arriva la vostra superiorità morale se vi arrogate anche il diritto di decidere chi è degno o no di ascoltare certa musica? Ma quanto è fastidioso e miope credersi sempre superiori e dalla parte del giusto, perfino del bello? Uso una frase di Faber per rispondervi, se mi è concesso: “Se i cosiddetti ‘migliori’ di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po’ vivremmo in un mondo infinitamente migliore”. Viva De André!>.

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