Quinto, la denuncia di una donna: “Ragazzino picchiato in strada da una banda di coetanei”

In parecchi, sulla pagina social del quartiere, denunciano atti vandalici alle auto. Ieri, l’aggressione al minore, probabilmente a scopo di furto o estorsione. La donna che è intervenuta: <C’era un uomo che ha assistito a tutto. Il ragazzino chiedeva aiuto, non è intervenuto>

La cronaca resa dai cittadini sulla pagina Facebook del quartiere parla di fregi delle auto rubati e vetri spaccati forse per rubare qualche spicciolo abbandonato all’interno dell’abitacolo, forse per puro vandalismo. In tanti parlano di bande di ragazzini che agiscono per noia. Ma quello che è successo ieri è molto più grave: non solo l’episodio di bullismo, ma anche l’indifferenza di chi ha assistito. Lo ha raccontato una donna su Facebook.

Abbiamo cancellato il nome della signora perché il gruppo non è pubblico.

Il racconto è agghiacciante sotto molti aspetti: il ragazzino che sceglie un coetaneo per farlo oggetto di un atto di bullismo, il branco che si unisce alla violenza. Tutto al semaforo di via Filzi. Se possibile, ancora più terribile è il racconto dell’uomo che assiste a tutto mentre la vittima chiede aiuto e non interviene. La donna ha chiamato la polizia, che è intervenuta. L’uomo non ha fatto nemmeno quello e a lei si è giustificato dicendo che non conosceva i bulli incappucciati. Un fatto gravissimo: un adulto che assiste alla violenza a un ragazzino e se ne frega: non solo non interviene, ma nemmeno chiama le forze dell’ordine.
Fatto sta che nel quartiere esiste un problema che, prima che di sicurezza, è sociale, è di civiltà.

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