Sulla nuova diga naufraga (una volta di più) la credibilità della politica

Tutto come da previsioni secondo il sottosegretario ai Trasporti e alle infrastrutture con delega ai porti, il pentastellato Roberto Traversi. Una sciagura per il suo predecessore del governo giallo verde, Edoardo Rixi, deputato della Lega. Qual è la verità? Sta tutta da una parte? Per i cittadini è sempre più difficile distinguere tra dichiarazioni elettorali e realtà. L’uso sempre più di frequente linguaggio e tecniche acchiappalike da social sta allontanando sempre di più la politica dai cittadini

In principio erano le tribune elettorali in bianco e nero dei canali televisivi unici pubblici nazionali degli anni cinquanta, sessanta e settanta. Tralasciando tutto quello che sta di mezzo, coi canali tv privati si arriva ai social, dove si legge tutto e il contrario di tutto, comprese parecchie fake news e tonnellate di propaganda elettorale.

L’ultimo caso, tutto ligure come i protagonisti, è la vicenda della nuova diga a 400 metri dalla costa contro i 160-170 metri di quella attuale. Quanto basta per garantire l’ingresso in porto delle maxi portacointainer da 400 metri di lunghezza ed evitare che le rotte commerciali siano dirottate su altri porti.
C’è anche l’ipotesi, finita l’opera della diga, di tombamento di tutte le darsene per creare una piastra lunga 3,2 chilometri e larga quasi 500 metri. Cosa ottima per il porto, decisamente meno per la città, perché quello di Genova è un porto in città (come non è a Marsiglia dove i container vanno a Fos).

Sul tema dei finanziamenti si stanno scontrando a colpi di post social il sottosegretario ai Trasporti e alle infrastrutture con delega ai porti Roberto Traversi (M5S) e l’ex viceministro ai Trasporti con delega ai porti del governo M5S-Lega, il deputato leghista Edoardo Rixi, responsabile nazionale Infrastrutture del Carroccio. Entrambi eletti in Liguria.

<Nei giorni scorsi sono circolate voci secondo le quali il governo avrebbe tagliato le risorse previste nel Recovery Plan per il progetto della diga Foranea di Genova. Erano ovviamente fake news, e oggi l’ho ripetuto al presidente della Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini – scrive Traversi sulla sua pagina Facebook -. Nessun taglio: per il progetto della nuova diga foranea del Porto di Genova chiederemo all’Europa 500 milioni di euro di fondi Next Generation Eu. Anche per questo, non bastassero i progetti finanziati nell’ultimo anno per un totale di due miliardi di euro, è ridicolo sostenere che il governo abbia dimenticato la Liguria>.

Gli risponde Rixi: <Traversi sa che con 500 milioni i lavori della diga foranea di Genova neanche partono?>

<Le dichiarazioni del sottosegretario Traversi sono la sintesi perfetta
della confusione in cui regna il governo giallo-fucsia – prosegue Rixi -. La proposta di 500 milioni di euro sul Recovery Plan per la diga foranea di Genova, come confermato dallo stesso deputato grillino, produrrà un effetto
devastante. Il sottosegretario dovrebbe saperlo (mi auguro) che, finanziando i due terzi dei costi, i lavori non possono neanche partire. Inoltre, se così fosse, servirebbero almeno 650 milioni visto che la
prima fase ha un costo stimato in 950 milioni. Senza considerare
eventuali imprevisti. Inoltre risulta vergognoso che nel Recovery Plan
il governo preveda un miliardo di euro per l’intero sistema portuale
italiano e ben 600 milioni per le piste ciclabili. Trovo davvero
incredibile che l’unico componente ligure del governo – invece di
difendere le opere fondamentali per la sua regione – avalli la decisione
di spostare parte dei fondi previsti per la diga di Genova ad altri
sistemi portuali>.

Dove sta la verità?

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