La denuncia di Rossetti: «Fegato per trapianto “perso” perché manca il reparto in Liguria»

Il consigliere regionale del Pd ha denunciato nel corso della seduta del consiglio regionale che ieri una persona è morta e ha donato il fegato, ma non sarebbe stato possibile utilizzare l’organo perché da anni manca il relativo reparto e non è stato possibile trasferire il fegato all’ospedale Niguarda per l’operazione.
Esiste una lista. Quando è partito l’avviso dell’esistenza di un fegato donato, l’equipe genovese del professor Enzo Andorno si è subito attivata e ha espiantato il fegato da donare. Gli interventi, non potendosi effettuare i trapianti a Genova, si svolgono di solito all’ospedale Niguarda di Milano che mette a disposizione la sala operatoria e il personale infermieristico di sala. L’intervento può durare anche 8/12 ore. Dopo il paziente deve ovviamente entrare in terapia intensiva, ma il Niguarda (in una zona rossa con problemi di Covid peggiori di quelli della Liguria) ha risposti che l’intensiva non era a disposizione proprio a causa degli effetti dell’epidemia. Così una persona ha perso l’opportunità di poter ricevere il fegato e dovrà aspettarne un’altro, sempre che arrivi in tempo per scongiurarne la morte.
<Da 3 anni cerchiamo, in Commissione, di spingere perché si organizzino i trapianti a Genova. Cosa serve? Un chirurgo di prima e un turno infermieri. E qui sta il problema. È noto e già uscito sui giornali che una donna per 2 volte si è vista rinviare il trapianto del fegato, necessario per problemi oncologici, perché non c’erano infermieri in “intensiva”. In sostanza, abbiamo letti di intensivi non attivi perché manca l’equipe infermieristica. C’è un altro problema, adesso: sono stati sospesi i trapianti di rene da donatore perché per le esigenze del Covid è stato chiuso il reparto>.

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