Aspi: «No alla cessione del controllo a Cassa Depositi e Prestiti»

L’azienda fa sapere, con una nota inviata alle 21:30, di aver <trasmesso al Mit il testo dell’accordo, contenente ultimi affinamenti, per la successiva ratifica>. Tra questi c’è il rifiuto dell’articolo 10: <La subordinazione dell’efficacia dell’accordo alla cessione del controllo di Aspi a Cassa Depositi e Prestiti, contenuta nell’articolo 10, risulta estranea all’intesa intercorsa, oltreché giuridicamente impropria>. Secondo l’azienda l’approvazione dell’accordo <può essere vincolata solo alle procedure previste dalla normativa vigente e non da condizioni di altro tipo>

Nella lettera di accompagnamento, Aspi ricorda che, <in assenza di alcun accertamento di responsabilità, pur di giungere ad una non più procrastinabile definizione della procedura di contestazione avviata a seguito della tragedia del Ponte Morandi, ha dato seguito a tutte le intese intercorse con il Governo, formalizzate in diverse comunicazioni (11, 13, 14 e da ultimo con la lettera del 15 luglio)>.
<In particolare, Aspi, al fine di trovare un componimento, ha accettato le richieste del Governo, che prevedono tra l’altro: l’adozione del nuovo sistema regolatorio previsto dall’Art, con una generale riduzione del tasso di remunerazione degli investimenti ed un incremento della tariffa pari all’1,75%, che già include gli oneri per i mancati ricavi dovuti alla flessione di traffico nel periodo di lockdown da Covid-19; l’impegno a realizzare fino a 14,5 miliardi di euro di investimenti in nuove opere e 7 miliardi di euro di spese di manutenzione per l’ammodernamento della rete con la possibilità di aprire da subito importanti cantieri a livello nazionale; la messa a disposizione di 3,4 miliardi di euro di fondi a titolo compensativo per investimenti e sconti tariffari non remunerati, inclusivi degli oneri sostenuti per la ricostruzione del nuovo Viadotto sul Polcevera; l’accettazione di una profonda revisione delle clausole contrattuali nei termini previsti dall’art. 35 del Decreto Milleproroghe>.
<Nella lettera inviata al Governo – prosegue la nota di Aspi -, si ripercorrono puntualmente gli accordi intercorsi, dando dimostrazione del pieno rispetto degli impegni assunti. La formalizzazione del suddetto accordo, come indicato chiaramente nella lettera del 14 luglio 2020, era il necessario presupposto per il riassetto societario. Pertanto la subordinazione dell’efficacia dell’accordo alla cessione del controllo di Aspi a Cdp, contenuta nell’articolo 10, risulta estranea all’intesa intercorsa, oltreché giuridicamente impropria. La lettera odierna inviata da ASPI ricorda inoltre che – dai numerosi confronti intercorsi e dalla espressa e comune volontà di definire in via negoziale la Procedura di Contestazione – risulta del tutto evidente la totale disponibilità della Società ad aderire alle richieste del Governo, dopo aver doverosamente adempiuto all’obbligo di ricostruzione a proprie spese del Viadotto sul Polcevera>.
<Nell’eventualità non auspicata di una indisponibilità del Governo a finalizzare l’accordo già raggiunto – conclude l’azienda -, restano naturalmente fermi i diritti di Autostrade per l’Italia sanciti dalla Convenzione Unica e già rappresentati al Mit. La Società conferma la propria disponibilità a sottoscrivere l’accordo nei termini pattuiti, auspicando che il Governo voglia finalizzare quanto prima lo stesso>.

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