Castello d’Albertis, lo spettacolare maniero nel cuore di Genova – VIDEO – DRONE

Quello che si prova a Castello d’Albertis è “meraviglia”. Meraviglia per lo spettacolare edificio, un castello tardo ottocentesco in stile neo gotico su un bastione cinquecentesco a sua volta su una torre medioevale. Meraviglia per l’uomo che lo ha voluto, il capitano Enrico Alberto D’Albertis, che ha fatto tre volte il giro del mondo in nave, anche sulla rotta di Cristoforo Colombo e una cabina, angusta proprio come quelle delle navi, l’ha voluta e se l’è costruita nel suo immenso palazzo

Meraviglia per le sue collezioni, ma anche per l’allestimento del Museo delle Culture del mondo, esposizione comunale dedicata alle popolazioni native americane. Poi, meraviglia per il panorama da Savona a Portofino, per le luci del tramonto che virano al rosso e al viola tra le nuvole scure che si chiudono a incorniciare la loggia del statua di Colombo Bambino che guarda eternamente il mare arrampicato su una bitta come su un trespolo.

Sotto: il trailer del video che trovate in fondo in formato integrale

Meraviglia per i passaggi segreti ricavati nel bastione sul cucuzzolo di Monte Galletto, per quel pezzo di muraglia cinese che il Capitano ha portato con sé dalla Cina e per il salotto turco che tanto somiglia a certe stanze del Vittoriale di D’Annunzio. Meraviglia – e sconcerto – anche per il fatto che per decenni Genova non ha saputo o voluto sfruttare sotto il profilo dell’incoming turistico un’attrazione che toglie il fiato a chiunque: a chi è solo curioso come all’antropologo. Una di quelle attrazioni che da sole varrebbero uno o due milioni di visitatori l’anno, se solo la si sapesse e volesse sfruttare. Stupore perché parte del parco romantico-percorso iniziatico, che avrebbe una cascata da 18 metri restaurata tra il 1991 al 1992 per le Colombiane e poi nel 2004, per l’Anno europeo della cultura, è ridotto una selva per gli alberi cresciuti negli ultimi 16 anni, perché non s’arriva al ponte levatoio né alle garitte. Meraviglia per i soldi spesi invano e per l’incapacità manifesta e cronica della città di “spendersi” in Italia e all’estero qualcosa che lascia a bocca aperta e a occhi spalancati.

Per fortuna, anche grazie all’impegno del direttore Maria Camilla De Palma (che è quasi da sola, peraltro, come molti degli altri colleghi degli altri musei genovesi), l’edificio e parte del parco sono in ottime condizioni e il museo ha un allestimento particolare quanto godibile, a maggior ragione nel corso delle tante iniziative organizzate. La gestione è affidata alla cooperativa Solidarietà e Lavoro.

Chi era il Capitano

Enrico Alberto d’Albertis (Voltri, 23 marzo 1846 – Genova, 3 marzo 1932) è stato un navigatore, scrittore, etnologo e filantropo.
Il suo spirito avventuroso lo portò a legare la sua vita al mare e ai viaggi e a farne un modello di cultura scientifica: sviluppata specialmente sulla base dei suoi viaggi transoceanici verso rotte esotiche e, al tempo in cui visse, assai poco conosciute.
Fu tra i fondatori del primo Yacht club d’Italia (nel 1879) ; a bordo del Violante e del Corsaro, i suoi due cutter, viaggiò nel Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico, seguendo la rotta intrapresa, quattrocento anni prima, da Colombo.
Raggiunse San Salvador nel 1893, utilizzando strumenti nautici da lui stesso ricostruiti prendendo a modello quelli in uso ai tempi del grande navigatore genovese.

Durante tutta la sua vita, d’Albertis ha coltivato la passione per le meridiane. Ne costruì 103, di cui undici nel solo castello genovese di Montegalletto. Moltissime si trovano disseminate in paesi di montagna, ove trascorreva molto tempo, perché anche l’alpinismo era una sua grande passione.
È scomparso a Montegalletto (significa “collina delle ginestre” e oggi si raggiunge direttamente con un ascensore che parte nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Principe e raggiunge proprio corso Dogali) nel 1932, lasciando in dono al Comune il suo maniero e tutte le collezioni ivi contenute; con il desiderio che fosse fatto un museo, desiderio che si è realizzato con la ristrutturazione del castello come Museo delle Culture del Mondo. Lasciò anche alcuni appartamenti: coi proventi degli affitti, l’Amministrazione avrebbe dovuto provvedere ai restauri. Invece li inglobò nel patrimonio abitativo pubblico lasciando al degrado il palazzo, restaurato in due tranche nel 1992 per le colombiane e nel 2004 per Genova capitale europea della Cultura. Ci sarebbero una cascata di 18 metri, un ponte levatoio, delle garitte, ma sono ormai nella parte del parco abbandonata e piena di vegetazione. Sarebbe l’ora di utilizzare i proventi dei famosi affitti secondo la volontà del Capitano. Tra l’altro, quella parte del parco fa parte di un percorso iniziatico esoterico su cui ora sta studiando anche il direttore di Villa Durazzo Pallavicini, Silvana Ghigino, che sul tema è esperta.

Sotto: un documentario di 1 ora e 20 minuti in cui Maria Camilla De Palma, direttore del Museo delle culture del Mondo, conduce a visitare sia il parco, sia il palazzo, sia il museo. De Palma ringrazia <la Cooperativa Solidarietà e Lavoro per i servizi prestati come gestore del museo>.

Vi consigliamo di vedere il video su Youtube ad alta definizione

Questo è lo scarno link dei musei comunali dedicato al Palazzo. Per fortuna, l’assessore comunale alle Politiche Culturali Barbara Grosso ha già dato mandato di sostituirlo con uno migliore e non antiquato come questo (in Liguria e a Genova in particolare il punto debole della Turismo “pubblico” è rappresentata proprio dall’inadeguatezza della comunicazione online. È anche per questo che abbiamo pensato la nostra iniziativa “GenovaÈ”. Se non altro, potrete trovarci gli orari di apertura.

Il progetto GenovaÈ di GenovaQuotidiana

Ci siamo resi conto che manca una puntuale ed esaustiva documentazione sul web delle meraviglie di Genova, che troppi ignorano. Sicuramente sfuggono anche a molti genovesi, ma visto che ormai la rete è anche veicolo di promozione turistica, abbiamo deciso di realizzare a puntate servizi su tutti i luoghi della città che altrove raccoglierebbero milioni di visitatori. È il momento di “vendere” meglio Genova in rete!

A QUESTA PAGINA LE ALTRE PUNTATE DI GENOVAÈ CON LE MERAVIGLIE DELLA CITTA’

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