Rapinatore attira in trappola un portapizze: la Polizia lo arresta

Il malvivente aveva attirato il fattorino della pizzeria in una strada poco trafficata e in pieno lockdown e lo aveva aggredito e minacciato di morte. Le indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Procura, hanno portato alla custodia cautelare per un trentenne pregiudicato

Nelle prime ore della mattina di ieri, la Polizia di Stato di Genova, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha tratto in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P., un cittadino italiano A.C., trentenne, pregiudicato, responsabile di una rapina pluriaggravata ai danni del fattorino di una pizzeria.

I fatti sono accaduti ad aprile, quando ad una pizzeria di Marassi giunge la richiesta di consegna di alcune pizze in zona Quezzi, in una strada di per sé piuttosto isolata e di scarso transito. A ciò si aggiunga che si era in piena emergenza sanitaria con le conseguenti limitazioni agli spostamenti.

Quella che per l’ignaro fattorino sembrava una normale consegna, di quelle che effettua decine di volte durante un turno di lavoro, si è rivelata, invece, una vera e propria trappola. Giunto all’indirizzo indicato, viene avvicinato dal rapinatore che dopo averlo afferrato al collo, lo scaraventa violentemente al suolo, addirittura minacciandolo di morte se non gli avesse consegnato i soldi che portava addosso. Il giovane porta pizze non poteva far altro che aderire a tale richiesta sperando di poter mettere fine all’incubo che stava vivendo. Una volta impossessatosi della refurtiva A.C. fuggiva tra i sentieri boschivi presenti in zona.

I poliziotti della locale Squadra Mobile, appresa la notizia, hanno immediatamente avviato le indagini volte all’identificazione e al rintraccio del reo e, a seguito di un accurato lavoro di ricostruzione del delitto, sono riusciti a dare un volto al rapinatore e a ricostruirne i movimenti antecedenti e successivi all’evento.

Gli elementi raccolti dagli investigatori della Squadra Mobile hanno permesso di delineare un circostanziato quadro accusatorio a carico dell’indagato, necessario per l’emanazione della misura cautelare da parte dell’autorità giudiziaria.

L’uomo è stato rintracciato nella propria abitazione, non distante dal luogo del delitto. Al termine degli atti di rito A.C. è stato associato alla Casa circondariale di Marassi.

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