Caccia, ennesima bocciatura per Mai. Cassati 2 articoli delle legge regionale

Depositata ieri la sentenza della Corte Costituzionale Soddisfazione viene espressa dalla Lega Abolizione Caccia (LAC), che insieme con altre associazioni ambientaliste (ENPA, WWF, LAV, LIPU) aveva inoltrato a fine 2018 un esposto ai ministeri competenti. Il Consiglio dei Ministri (gialloverde) aveva poi impugnato la legge regionale 29/2018 presso la Corte Costituzionale.

<Per l’ennesima volta , in materia di gestione faunistica, la Regione Liguria aggiunge alla sua già  ampia collezione una nuova sconfitta in sede giudiziaria – spiegano alla Lega Abolizione Caccia -. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 178 depositata il 30 luglio, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di due articoli della legge regionale n. 29/2018  “Disposizioni collegate alla legge di stabilità per l’anno 2019”. Un articolo censurato dalla Consulta prevedeva la possibilità di immissioni nelle acque interne di specie ittiche esotiche, in violazione delle competenze statali e delle norme nazionali (di recepimento della cosiddetta Direttiva comunitaria “Habitat”) che vietano ripopolamenti di fiumi e torrenti  con specie di pesci non autoctone>.

<La seconda disposizione che cessa di avere efficacia riguardava la previsione di una quarta e quinta giornata settimanale aggiuntive di caccia da appostamento agli uccelli migratori ad ottobre e novembre; in pratica  una deroga alla norma statale che consente ai cacciatori tre giornate settimanali di caccia a testa. Ma deroghe del genere possono essere adottate solo con atto amministrativo, previo parere obbligatorio annuale dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), ma non fissate in modo permanente con legge regionale> aggiungono all’associazione, che criticano aspramente l’assessore Mai che si è visto in questi cinque anni azzerare leggi e provvedimenti non solo sulla caccia (sempre scritti per ampliarla), ma anche sui parchi.

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