Concluso con successo il disinnesco della bomba. Riaperta la A26

Le operazioni, effettuate dal 32° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito di Fossano, si sono concluse alle 18. Lo annuncia la Prefettura

Le operazioni di disinnesco e neutralizzazione sono avvenute mediante combustione dell’ordigno, del peso di 500 libbre, risalente alla seconda guerra mondiale rinvenuto lo scorso 14 giugno nel comune di Campo Ligure

<A conclusione di molteplici riunioni in Prefettura, alla presenza del 32° Reggimento Genio Guastatori dell’Esercito di Fossano, delle Forze dell’Ordine, di tutte le componenti del sistema di protezione civile e delle società erogatrici di servizi, con apposita ordinanza prefettizia erano state determinate tutti le fasi delle operazioni – spiega una nota della Prefettura -. L’evento della bonifica dell’ordigno è stato costantemente monitorato dal Centro Coordinamento Soccorsi riunito in Prefettura e dal Posto di Comando avanzato, costituito presso il comune di Masone e coordinato dalla Prefettura. Per la durata del disinnesco è stato necessario procedere all’evacuazione degli edifici di civile abitazione e delle attività produttive e commerciali ubicate nell’area rossa – poste fino una distanza di 660 metri dal luogo in cui è stato ritrovato l’ordigno – dando specifiche prescrizioni di sicurezza e di interdizione per gli ulteriori edifici e attività’ aperte al pubblico ubicati invece nell’area gialla (raggio di 1820 metri). Sono state disposte limitazioni alla circolazione stradale, autostradale e ferroviaria, al trasporto pubblico e al traffico aereo nelle citate aree. Le persone che hanno dovuto lasciare le abitazioni sono stata accolte in un centro allestito presso il comune di Masone>.

Circa trenta ospiti di una RSA, sita nella zona rossa, sono stati temporaneamente ospitati in un punto Medico Avanzato della CRI, posizionato nel vicino Comune di Rossiglione.

Nelle prime ore del pomeriggio, l’ordigno reso inerte e sezionato in più parti, è stato trasferito, a cura dello stesso reparto specialistico dell’Esercito, presso una cava sita in Val Varenna e neutralizzato mediante combustione.

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