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Seconda ondata di controlli movida, ma l’inferno è in vico Mele

24 sanzioni della Polizia Locale per assenza di mascherina, 2 segnalazioni alla Prefettura per stupefacente per uso personale, 6 sanzioni per ubriachezza manifesta e tre denunce, una delle quali per porto d’arma da taglio. L’epicentro della mala movida è via San Donato, quello dell’illegalità tra San Luca e vico Mele. Da oggi il centro storico passa sotto la competenza delle Sicurezza Urbana. Intanto, da Levante arriva una granaiuola di segnalazioni per la movida e gli assembramenti

Ci sono due centri storici, quello dei ragazzi caciaroni, delle secchiate d’acqua e dei tavolini a un metro di distanza e quello della malavita. A poche decine di distanza, separati da via San Lorenzo e da qualche carruggio. Nella “Rive Gauche” della città vecchia, per due sere, hanno lavorato gli uomini della polizia locale: personale del reparto Sicurezza Urbana (che ha organizzato il servizio) integrato da qualche operatore del I Distretto e dell’Infortunistica-Giudiziaria.
Proprio al reparto specialistico del Corpo passerà, da oggi, la responsabilità della vivibilità e la sicurezza del centro storico a fronte di problemi crescenti che vanno dallo spaccio (è quasi finito l’addestramento di Maqui, il cane anti droga acquistato qualche mese fa che sarà membro effettivo del gruppo) alla gestione della regolarità delle serate dei giovani nei carruggi passando per la vivibilità della zona di giorno e di notte. Il reparto Sicurezza Urbana ha ricevuto in trasferimento il personale che già si occupava della zona in forze al I Distretto territoriale (a cui restano le competenze su pareri di viabilità ed esposti dell’area). Conta ora, quindi, di una settantina di uomini tra la Sicurezza vera e propria, il nucleo Commercio, i “tecnici” del nucleo Ambiente e, appunto, il nuovo nucleo Centro Storico. Come per tutti i reparti speciali (anche Giudiziaria-Infortunistica e relitti e Pronto Intervento), il commissario responsabile, Francesco Castellani, fa diretto riferimento al comandante Gianluca Giurato mentre i capi dei 9 distretti sono coordinati del dirigente Varno Maccari che, completamente scaricato dalla pesante responsabilità della città vecchia, potrà concentrarsi con gli uomini del Territorio, tra le altre cose, sul problema della movida a Levante che in questo fine settimana ha creato più problemi che nei carruggi. Proprio da Levante ci sono arrivate venerdì e sabato decine di segnalazioni. A Boccadasse, venerdì sera, la polizia locale ha dovuto contingentare gli accessi, mentre la Guardia di Finanza ha dovuto sgomberare “Il Baretto” in corso Italia dove per due volte s’era formato assembramento. Nessuna soluzione, invece, per il baccano generato dai giovani che gremivamo le aree antistanti l'”Hemingway“, in via Caprera fino a ben oltre la chiusura facendo un chiasso assordante a cui si è aggiunto il problema degli assembramenti.

Assembramenti anche di giorno davanti alla creperia “Happy Days”, sempre in via Caprera (nella foto sotto).

Per quanto riguarda il centro storico qualche lamentela è arrivata, ma per lo più sono polemiche che continuano dai “tempi d’oro” della vita notturna. I problemi segnalati in via Giustiniani, a noi non risultano. Certo è una delle strade più a rischio, dove spesso, in passato, si sono verificati problemi, ma in questi due giorni le persone presenti erano molto meno. Maggiori problemi sono stati riscontrati senza dubbio a metà di via San Bernardo.

Il passaggio della polizia locale in via Giustiniani

Qualcuno s’è lamentato della sanzione alla donna che venerdì ha tirato una secchiata d’acqua dalle finestre in via San Donato. Probabilmente non lo avrebbe fatto se sotto l’acqua fosse finito lui. Purtroppo accade spesso che da quel palazzo arrivino docce inaspettate e molti cittadini se ne sono già lamentati: la sera precedente ad essere colpito era stato un incolpevole trentacinquenne della zona che era a passeggio col cane e non aveva arrecato alcun disturbo. Le regole di legalità e convivenza urbana, ad ogni modo, valgono per tutti. Certo è che quel tratto di via San Donato è l’epicentro dei problemi, lo sanno bene anche gli agenti della polizia locale che l’altra sera hanno stazionato a lungo davanti al locale “Malibù” controllando la situazione, gli avventori e il proprietario. Prima che qualcuno mugugni per il telefonino in mano a un commissario (a capo della squadra di 30 uomini), sappiate che non sta scrivendo su Facebook o mandando messaggi, ma compilando gli aggiornamenti delle operazioni compiute e le generalità dei controllati direttamente sul sistema Verbatel, introdotto dal comandante Giurato e che consente di aggiornare le informazioni sull’operatività e mettere a disposizione le statistiche aggiornate sull’attività del Corpo. Al termine del controllo, una persona è stata portata in Questura per l’identificazione.

Anche quella è un’area difficile per quanto riguarda la vivibilità notturna nel fine settimana, ma ben di peggio gli operatori della polizia locale hanno trovato in vico Mele, tra San Luca e le Vigne, inserito nei controlli mirati ad evitare assembramenti (non, quindi, alla repressione dello spaccio, attività che porta, a seguito di ogni arresto, alla sottrazione dalle forze in campo degli agenti che devono svolgere tutti gli adempimenti relativi, procedura che, se si tratta di extracomunitari è ancora più lunga perché presume anche l’identificazione in questura) nonostante non ospiti la movida perché vi stazionano gruppi di stranieri alcuni dei quali sono spacciatori.
Lì gli operatori della polizia locale si sono trovati davanti un esercito di zombie ubriachi e fatti. Uno aveva una mano che gocciolava sangue perché era stato appena ferito da una bottigliata, un altro stava prendendo a sediate un connazionale per una pipetta di crack.

È anche per questa situazione, soprattutto per questa situazione (quella di via della Maddalena, di vico Mele, di via San Luca dove lo spaccio impazza e la sera ci sono risse e si combatte a pietrate), che il sindaco Marco Bucci, con l’assessore Stefano Garassino hanno chiesto al comandante Giurato di studiare un’organizzazione diversa per il centro storico. Ancora sabato scorso gli agenti che si trovavano nel centro storico ed erano già intervenuti alla Maddalena sono stati distolti dalla città vecchia e mandati a dirigere il traffico per il corteo a Corvetto. Succede così: le esigenze della viabilità hanno sempre distolto uomini dalla vivibilità del centro storico. Ci sono stati tempi, non molto lontani, in cui per ogni turno nel centro storico c’erano solo 2 persone, 4 al giorno. Una di queste era l’attuale capo del reparto, Castellani, il secondo era il sovraintendente capo Marco Santamaria (che da oggi è nel reparto e che è una grande risorsa per quanto riguarda la prossimità). Il terzo, Maurizio Luciano, è scomparso prematuramente lo scorso anno.
Castellani conosce profondamente la città vecchia e qualcosa riusciva a fare anche quando di uomini ne aveva 4 al giorno compreso se stesso e non 70 da fare ruotare sui turni come adesso (anche se ognuno col suo compito e l’Ambiente con competenze specifiche e molto diverse). Anche quando la vivibilità era vista come il fumo negli occhi dalla politica. È da qui che si parte da oggi, col personale adeguato e di età sufficientemente giovane per affrontare situazioni legate alla sicurezza e alla vivibilità non facili (3 anni fa l’età media del Corpo era di 54 anni per gli agenti e di 58 per i funzionari), le divise in ordine (prima molti agenti avevano letteralmente le uniformi rattoppate), tutte le strumentazioni e dotazioni, non solo tecnologiche, aggiornate, anche per l’incolumità degli operatori. Intendiamoci, non sarà un lavoro facile perché la situazione è fortemente degradata. Bisognerà lavorare molto, inventare strategie. Sarà necessaria una forte collaborazione con le forze di polizia. Proprio stamattina il sindaco Bucci, insieme a Garassino, Giurato e il presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù, andrà in Prefettura, al Tavolo per l’ordine e la sicurezza, per chiedere interventi ed esporre il piano di Tursi che parte proprio dalla rivoluzione della Polizia Locale, ma ha bisogno di molte altre cose che devono arrivare “da fuori”. È Giurato che ha preparato un piano. No, non sarà facile, ma vale la pena di tentare.

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