Investito da un taxi a Castelletto, muore dopo due mesi: Romano Torri è la nona vittima della strada a Genova

La procura ha disposto l’autopsia sul corpo del novantaseienne, travolto il 18 aprile in via Contardo durante una manovra in retromarcia. Nel bilancio cittadino non rientrano i due casi di malore del guidatore prima dello schianto e la morte di Edoardo Corrieri, per cui si indaga per omicidio volontario

È morto nella sua abitazione, due mesi dopo l’investimento avvenuto a Castelletto. Romano Torri, 96 anni, era stato travolto il 18 aprile in via Contardo da un taxi che stava effettuando una manovra in retromarcia. Dopo la caduta sull’asfalto e le gravi lesioni riportate, era stato trasportato all’ospedale San Martino, dove era rimasto ricoverato prima delle dimissioni con una prognosi di 30 giorni.

La sua morte, avvenuta ieri, ha ora riaperto il fronte degli accertamenti. La procura di Genova ha disposto l’autopsia per verificare se esista un nesso diretto tra il decesso e le conseguenze dell’incidente. In base agli esiti dell’esame medico-legale, la posizione del tassista potrebbe essere valutata nell’ambito di un’ipotesi di omicidio stradale.

Secondo la ricostruzione iniziale, l’anziano, che viveva poco distante dal punto dell’investimento, si trovava sulla carreggiata quando è stato urtato dal taxi in retromarcia. L’impatto lo aveva fatto cadere violentemente a terra, rendendo necessario il trasferimento in ospedale. A distanza di oltre due mesi, saranno gli accertamenti disposti dalla magistratura a chiarire se le condizioni cliniche successive siano riconducibili alle lesioni riportate quel giorno.
Con la morte di Romano Torri, il conto delle vittime della strada a Genova dall’inizio dell’anno sale a nove, al netto dei due casi in cui il guidatore sarebbe stato colto da malore prima dello scontro e dell’investimento di Edoardo Corrieri in corso Italia, vicenda per la quale l’indagine procede con l’ipotesi di omicidio volontario.
Il nuovo caso conferma la gravità di un bilancio che continua ad allungarsi sulle strade cittadine e che riguarda pedoni, motociclisti, automobilisti e utenti fragili della mobilità urbana. In questo quadro, l’esame autoptico su Romano Torri diventa il passaggio decisivo per stabilire la qualificazione giuridica del fascicolo e l’eventuale responsabilità penale legata all’investimento di via Contardo.
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