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Musei, Lodi (Pd): “Subito a bilancio i fondi per la messa in sicurezza”

La capogruppo Dem: <A bilancio, come confermato dall’assessore Piciocchi, mancano stanziamenti per Museo di Sant’Agostino, il Museo d’Arte orientale “Chiossone”, il Museo di Storia naturale “Doria” e il Museo delle Culture del Mondo – Castello D’Albertis>

Quello di Cristina Lodi con l’assessore al Bilancio Pietro Piciocchi è un muro contro muro. Due giorni fa la capogruppo Pd aveva reso noto il contenuto della risposta scritta a una sua interrogazione.

L’assessore Piciocchi aveva risposto dicendo che <Ammontano ad oltre 12 milioni e 700 mila euro le risorse che l’Amministrazione comunale sta dedicando al programma di interventi di realizzazione, manutenzione e messa in sicurezza delle strutture museali civiche>.

Nell’elenco erano citati i Magazzini dell’Abbondanza del Molo (che non saranno sede museale ma per startup nel campo dell’economia del mare) e realtà che sono musei nazionali, come il Museo dell’Emigrazione, e con il Comune di Genova hanno a che fare solo perché sono sul suo territorio.

<Nel lungo elenco di interventi finanziati sulle strutture museali da parte del Comune, vengono compresi fondi provenienti ad altri Enti – sottolinea Lodi -. Più precisamente: i 5 milioni di Euro per il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana alla Commenda di Pre’ arrivano da fondi Mibact; i 3,5 milioni di Euro per gli interventi su Palazzo Rosso e Museo di Sant’Agostino provengono dal Patto per Genova siglato con il Governo Renzi; 1milione e seicentomila euro per il Museo della Città di Genova – Genoa City Museum nella Loggia dei Banchi sono stanziati dalla compagnia di San Paolo; i lavori di Villa Pallavicini sono finanziati dalla Compagnia di San Paolo più 12mila euro del FAI>.

La somma, sottratti i Magazzini dell’Abbondanza e i fondi arrivati da Stato, San Paolo e Mibact, è di oltre 11.500.000 euro dei 12.700.000 indicati dall’assessore Piciocchi. Della cifra restante, la maggior parte è spesa per i lavori di somma urgenza a seguito del maltempo (infiltrazioni d’acqua e danni ai tetti e ai solai) che dovrebbe essere compresa nei fondi statali per l’evento meteorologico chiesta dalla Regione allo Stato. Una cifra considerevole sarà impiegata per la sostituzione dei vetri interni del Sant’Agostino (quelli esterni sono compresi nei fondi del Patto per la Città), ora chiuso anche per questa problematica. Sono pericolosi perché potrebbero esplodere da un momento all’altro per un semplice colpo di tuono troppo vicino, come è già successo a una delle vetrate.

Vero è che i musei sono in queste condizioni perché per decenni non è stato fatti nulla, nemmeno per gli adeguamenti di legge. A Palazzo Rosso, chiuso proprio per questi adeguamenti finanziati dal Patto per la Città, c’erano ancora l’impianto elettrico con le piattine e i dissipatori di ceramica degli anni Cinquanta. Il cerino è, però, ora in mano all’Amministrazione Bucci.

<In merito agli interventi per la messa in sicurezza dei musei cittadini, dopo la Commissione consiliare di ieri pomeriggio, rinnovo la mia intenzione di presentare uno specifico documento di impegno nel corso della discussione sul Bilancio comunale, affinché vengano previsti i finanziamenti necessari per i lavori nelle realtà museali di eccellenza che esistono in città – dice Cristina Lodi – Mi spiace che a riguardo, e nello specifico per quanto concerne il Museo di Sant’Agostino, il Museo d’Arte orientale “Chiossone”, il Museo di Storia naturale “Doria” e il Museo delle Culture del Mondo – Castello D’Albertis, non arrivino rassicurazioni dalla giunta sulle eventuali cifre stanziate a bilancio per la messa in sicurezza. Ieri in Commissione l’assessore Piciocchi ha riconfermato la mancanza di disponibilità economica su questo bilancio per mettere in sicurezza i musei oggetto dell’interrogazione. A riguardo confermo che presenteremo documenti in aula per chiedere invece immediate risorse già nel bilancio attuale per permettere “l’adeguabilità alle misure di sicurezza” come scritto nella nota fornita dall’assessore stesso>.

<Resta inoltre da sciogliere un nodo pesantissimo e cioè con quali fondi verranno poi gestiti questi musei, soprattutto quelli di nuova istituzione, come il Museo della Città – conclude la capogruppo Pd -. Se non ci sono risorse per l’emergenza, figuriamoci per la normale conduzione. Molte domande rimangono perciò senza risposta>.

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