Cosa fare a Genova 

Anni Venti, la mostra genovese che ha conquistato Sgarbi e oltre 15 mila visitatori – IL VIDEO

A Palazzo Ducale una mostra autoprodotta con 120 opere che racconta le collezioni della città mai abbastanza promosse in passato e gode di una serie di prestiti di altissima qualità storica e artistica. È il primo passo genovese della nuova tendenza delle esposizioni che si allontana dalle mostre acquistate “chiavi in mano” e punta a costruire cultura oltre che ad esporla. Dalla mostra genovese ne nascerà un’altra che aprirà a settembre a Modena. Il Ducale, inoltre, “esporterà” a Londra l’esposizione dedicata nel 2016 alla Manifattura Italiana Tappeti Artistici. La mostra “Anni Venti” è anche una valida proposta per la notte di Capodanno

Parlando a Radio uno, Vittorio Sgarbi ne ha raccomandato la visita: <Imperdibile la mostra Anni Venti di Palazzo Ducale a Genova> ha detto, dopo averla visitata nei giorni precedenti. Lo aveva convinto anche il progetto, tanto che ha concesso anche un suo pezzo.

Vittorio Sgarbi alla mostra “Anni Venti”

La mostra, autoprodotta da Palazzo Ducale non è un’esposizione “di facile cassetta” (come sarebbe, ad esempio, una mostra sugli Impressionisti, già vista ovunque, ma sempre di grande presa sul pubblico, a patto di avere a disposizione cifre favolose per finanziarla), ma è bella, ricca (quasi 120 le opere esposte), interessante perché dettaglia un periodo poco raccontato al grande pubblico. Bella perché racconta in modo articolato la storia e le tante storie di quegli anni che tante analogie hanno col periodo attuale. I curatori hanno effettuato una bulimica ricerca di pezzi che potessero arricchire la narrazione, trovandone moltissimi anche nelle gallerie pubbliche genovesi, nella Gam e nella ricchissima collezione Wolfsoniana (7 le opere esposte in mostra). Il risultato è sbalorditivo. Ve lo mostriamo nel video, accompagnati dalla direttrice di Palazzo Ducale, Serena Bertolucci, e da uno dei curatori, Matteo Fochessati.

La mostra raccontata dal direttore di Palazzo Ducale, Serena Bertolucci, e da uno dei curatori, Matteo Fochessati

Da questa mostra ne nascerà una più piccola che a settembre aprirà alla Biblioteca estense di Modena, sempre prodotta da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura. Ad aprile, alla Historic Collection di Londra, attorno alla Mita, la Manifattura Italiana Tappeti Artistici fondata a Nervi da Mario Alberto Ponis nel 1926 e attiva fino ai primi anni Settanta, già protagonista di un’esposizione a Genova nel 2016. I curatori sono gli stessi della mostra Anni Venti, oltre a Fochessati, Gianni Franzone. Qui sotto il servizio che realizzammo nel 2016 a Palazzo Ducale.


Palazzo Ducale si fa quindi pioniere di un nuovo modo di fare cultura (e attrazione turistica), quello a cui piano piano stanno scivolando molte istituzioni culturali. Acquistare grandi mostre da terzi non sempre è conveniente. I costi sono altissimi e i temi sono più o meno sempre gli stessi, indagati sotto ogni profilo. Quelli, appunto, che attirano il grande pubblico. Possono fare cassetta come non riuscire a ripagare le spese, cosa che accade sempre più spesso, ma non sempre raccontano qualcosa di mai raccontato, tanto più oggi, in un periodo in cui è facile prendere un aereo e andare a vedere le opere dove sono custodite. Molte mostre espongono cultura, ma non sempre costruiscono nuove occasioni di cultura come la mostra “Anni Venti” al Ducale. Certo, bisogna saperlo fare. La Fondazione lo fa rilanciando anche le straordinarie opere di proprietà della città, che i genovesi spesso conoscono poco, che sono un patrimonio ricchissimo e di grande interessa mai troppo promosso in passato.

In esposizione opere di Carlo Carrà, Felice Casorati, Galileo Chini, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Achille Funi, Virgilio Guidi, Alberto Martini, Arturo Martini, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Alberto Savinio, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Adolfo Wildt.

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