Spediporto: “Ci costituiamo parte offesa contro Aspi”
Il direttore generale Giampaolo Botta annuncia l’iniziativa e invita associazioni di categoria, sindacati e aziende a fare altrettanto
<Le laboriose formiche di Spediporto, il gigante Aspi e il silenzio di tutto il mondo che non sta in coda. Mi chiedo quali altri elementi necessitino perché tutto il mondo produttivo, le amministrazioni, le associazioni di categoria da quelle di impresa a quelle dei lavoratori, fino alle bocciofila sotto casa, non decidano di costituirsi come parti offese contro contro Aspi>. Lo dice il direttore generale di Spediporto Giampaolo Botta. <Noi lo faremo – continua -. È un anno che lavoriamo a questa iniziativa, raccogliendo dati e documenti, informazioni su danni, mancati guadagni, penali per contratti non rispettati a causa dei disagi e maggiori costi di trasporto. Eppure intorno a noi c’è il silenzio più assoluto, quasi che qualche spicciolo finito nelle ultime leggi a risarcimento di autotrasporto, possa compensare l’immenso danno alla nostra regione ed alla nostra portualità. Vedremo questa estate, quanti avranno il coraggio di venire a imbarcarsi da Genova per le isole o quanti decideranno di trascorrere i fine settimana nella nostra splendida riviera. Ho fatto personalmente oltre 3 ore di coda per arrivare da Genova al bivio per A6 percorrendo la A10 ad una corsia per tutto il tratto. Fa così paura dire che tutto questo che stiamo vivendo è inaccettabile, è così assurdo immaginare di unire le forze della produzione del Nord Ovest per una azione collettiva contro Aspi. La arroganza di una società che non ha neanche l’educazione di chiedere pubblicamente scusa è sconcertante. Così come è scontertante il silenzio del Mit. Non una parola di condanna, non una posizione di intransigenza. Vedremo al riaprire delle attività portuali post 2 Gennaio in quale inferno ci troveremo. Noi, comunque, come laboriose formiche andiamo avanti nel nostro instancabile lavoro contro Aspi, aspettando un cenno dal resto del mondo. E voi?>.


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