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Musei di Palazzo Rosso e Sant’Agostino chiusi per l’avvio dei lavori

In via Garibaldi è cominciata la non facile operazione di disallestimento che precederà il cantiere. In piazza Sarzano è necessaria la sostituzione dei vetri della facciata. Avviati anche i lavori in somma urgenza per i danni del maltempo al Chiossone e a Castello D’Albertis

Le ceramiche sono già state prelevate e messe al sicuro. Stamattina è cominciato il lavoro per staccare dai muri le enormi e delicate specchiere del Settecento. A Palazzo Rosso sono iniziati i lavori di disallestimento dell’esposizione, propedeutici al rifacimento di tutti gli impianti.
Chiuso per analogo motivo anche il museo di Sant’Agostino, in piazza Sarzano. Oltre agli impianti (più semplici da realizzare, visto che la struttura, ricostruita dopo la guerra su progetto dell’architetto Albini, non è storico come Palazzo Rosso) si dovranno sostituire le vetrate.

La chiusura è inevitabile: troppo lunghi e complessi i lavori, preventivati da anni e anni (tanto che la gran parte dei finanziamenti verrà dal Patto per la Città). La Asl ha deciso che non si può più aspettare: a rischio c’è la sicurezza. Il 22 dicembre, termine ultimo imposto dalla Asl per i lavori di adeguamento alle normative vigenti i due musei sarebbero stati comunque chiusi.

A Palazzo Rosso gli impianti dovranno correre anche sotto la pavimentazione. Da spostare non ci sono sono solo i quadri che, con tutte le precauzioni del caso, sarebbero i più semplici da portare via. Vista la complessità della rimozione degli arredi originali, si sta pensando di proteggere e lasciare in loco i “pezzi” i cui spostamenti risultano più rischiosi per la loro integrità. Il disallestimento sarà lungo. I lavori veri e propri cominceranno nel marzo prossimo che costeranno 2 milioni di euro (dal Patto per la città) e dureranno almeno 12 mesi, dopo di che potrà cominciare il riallestimento. Nel frattempo, da febbraio (alla fine della mostra dedicata a Strozzi) a Palazzo Bianco sarà allestita una sala con le principali opere del “Rosso”. Sarà allestita una sala multimediale con la proiezione di un video in 5G . Un’altra sala sarà allestita con 15 oculos per consentire la visita virtuale del museo chiuso.

L’assessorato alla Cultura sta cercando i fondi (che probabilmente arriveranno dalla Fondazione San Paolo) per aprire finalmente al pubblico l’alcova della Duchessa al piano mezzanino, alla quale i visitatori non hanno mai avuto accesso. Oltre agli impianti, lì ci sono restaurare anche gli arredi. La spesa sarà di 550 mila euro.

Gli interventi al Museo di Sant’Agostino costeranno un milione e mezzo di euro, anche questi provenienti dal Patto per la città. L’intervento più oneroso è quello relativo alla sostituzione delle vetrate esterne. Una era andata in frantumi (coi pezzi caduti all’interno del museo, nell’ottobre scorso). Il progetto prevede l’impegno di un milione e mezzo di euro, ma vanno reperiti ancora i fondi (circa 500 mila euro) per cambiare le vetrate che danno sul chiostro. Le due principali opere normalmente esposte (la statua del monumento funebre di Margherita di Brabante e il pallio) sono attualmente in restauro. Con fondi di somma urgenza sono già stati avviati i lavori alla copertura del museo e della ex chiesa di Sant’Agostino (che rimarrà aperta per convegni ed iniziative diverse durante la chiusura del museo vero e proprio) causati dalle precipitazioni e dal vento degli ultimi episodi di maltempo, quando era filtrata acqua all’interno.
Anche in questo caso i lavori dureranno 12 mesi e, per la conformazione del museo (con grandi pezzi scultorei, pochi quadri e nessun arredo) non sarà necessario il disallestimento. Per tornare ad esporre il pallio, quando saranno terminati i restauri, sarà necessaria una teca climatizzata che, anche quella, costerà qualche centinaia di migliaia di euro. Per quanto riguarda la cooperativa che si occupava della bigliettazione e del bookshop, i lavoratori stanno smaltendo le ferie arretrate. Poi il Comune ha chiesto che vengano impiegati, fino al termine della concessione (a marzo) per garantire una maggiore apertura della Casa di Colombo e delle Torri di Porta Soprana, anche quelle gestite dalla stessa cooperativa e sui cui orari (decisi anni fa in fase di appalto) ci sono state molte proteste per le chiusure in orari e in giorni di massimo afflusso turistico. Il personale interno del Sant’Agostino, invece, dovrà assicurare la vigilanza durante i lavori, oltre all’apertura del chiostro e dell’Auditorium nell’antica chiesa.

Al Museo Chiossone e a Castello D’Albertis sono invece cominciati i lavori di somma urgenza necessari dopo i danni del maltempo. Nel primo le gronde sono risultate intasate perché da molto tempo non manutenute mentre nel secondo sarà necessario un intervento più complesso che dovrà eliminare le infiltrazioni, che si aggiungerà alla ripulitura dei canali di gronda. Sarà anche necessaria una manutenzione del giardino, con interventi, in particolare, sui grossi alberi, alcuni dei quali sono pericolanti proprio a causa di vento e maltempo.

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