Villetta Di Negro, morto in ospedale l’uomo indagato per l’omicidio Signor

Cisse Camara era ricoverato e piantonato al San Martino dopo il fermo per la morte di Pietro Alberto Paolo Signor. Le sue condizioni si erano aggravate nei giorni scorsi: resta aperta la ricostruzione delle ore precedenti al delitto nel parco del museo Chiossone

È morto nella Rianimazione M3 del Monoblocco dell’Ospedale Policlinico San Martino Cisse Camara, l’uomo indagato per l’omicidio volontario di Pietro Alberto Paolo Signor, ucciso la mattina del 30 maggio nei giardini di Villetta Di Negro, nell’area del museo d’arte orientale Chiossone. Il decesso è stato confermato dall’ospedale, dove l’uomo era ricoverato e piantonato dopo il fermo eseguito dai carabinieri nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del corpo.

Le sue condizioni erano precipitate nei giorni scorsi. Cisse Camara era stato trasferito dalla rianimazione del primo piano del pronto soccorso alla Rianimazione M3, diretta dal professor Nicolò Patroniti, dopo un aggravamento del quadro clinico. Era intubato e sedato, quindi non era stato possibile procedere con l’interrogatorio. Anche il suo difensore, l’avvocato Filippo Guiglia, si era recato in ospedale, ma l’uomo non era in grado di parlare. La situazione sanitaria, già complessa dopo una crisi psicomotoria e aggravata anche da una forma di polmonite, aveva di fatto bloccato uno dei passaggi più attesi dell’inchiesta: ascoltare la versione dell’indagato.

La vicenda risale alla mattina del 30 maggio. L’allarme era scattato poco prima delle 10, quando una passante aveva visto un uomo trascinare un corpo con mani e piedi legati all’interno del parco storico di Villetta Di Negro, uno dei giardini pubblici più centrali e frequentati della città, a pochi passi dal museo Chiossone. I carabinieri erano intervenuti rapidamente e avevano fermato Cisse Camara poco dopo. La vittima era Pietro Alberto Paolo Signor, uomo senza fissa dimora, da tempo presente a Genova.
La scena aveva colpito immediatamente per la sua violenza e per il contesto in cui era avvenuta. Secondo le prime ricostruzioni investigative, Signor sarebbe stato aggredito con cocci di vetro. L’autopsia aveva poi orientato gli accertamenti su una profonda ferita al collo, ritenuta compatibile con la causa della morte. Sul corpo erano state riscontrate anche altre lesioni, che non avrebbero però interessato zone vitali.
Gli investigatori hanno lavorato fin dall’inizio sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza del museo Chiossone e sulle testimonianze raccolte dopo la richiesta di aiuto. Uno dei punti centrali riguarda le ore precedenti all’omicidio. Dalle carte dell’inchiesta è emerso che Camara e Signor sarebbero arrivati insieme nell’area di Villetta Di Negro diverse ore prima del delitto. Le telecamere li avrebbero ripresi davanti all’ingresso intorno alle 6 e poi mentre entravano nel parco. Che cosa sia accaduto da quel momento fino all’aggressione resta il nodo principale della ricostruzione.
I filmati acquisiti non hanno audio. Per questo il lavoro degli inquirenti si è concentrato anche sui racconti dei testimoni, che avrebbero sentito urla di aiuto prima di chiamare il numero unico per le emergenze. Il fascicolo è coordinato dal pubblico ministero Francesco Cardona Albini. Restano da definire il movente, la natura dei rapporti tra vittima e indagato, le condizioni di Cisse Camara al momento dei fatti e l’eventuale ruolo di sostanze trovate o assunte prima dell’aggressione.
Con la morte dell’indagato, l’inchiesta cambia inevitabilmente scenario sul piano processuale, ma non si chiude il lavoro di ricostruzione sulla morte di Pietro Alberto Paolo Signor. Gli accertamenti raccolti dai carabinieri, le immagini, le testimonianze, gli esiti medico-legali e le verifiche sulle ore precedenti all’omicidio restano necessari per mettere in fila l’intera sequenza dei fatti e chiarire come si sia arrivati alla tragedia nel parco.
La vicenda aveva suscitato anche la reazione della sindaca Silvia Salis, che nei giorni successivi aveva espresso cordoglio per la vittima e ringraziato le forze dell’ordine per il rapido intervento. La sindaca aveva collegato il caso a due temi distinti ma entrambi centrali per la città: la sicurezza degli spazi pubblici e la fragilità estrema di chi vive in strada. Ora il decesso di Cisse Camara aggiunge un ulteriore elemento tragico a una storia già segnata dalla morte di Pietro Alberto Paolo Signor e da molti interrogativi ancora senza risposta.
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