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Corso Italia, la svolta dopo i filmati: l’accusa nei confronti di Rametta diventa omicidio doloso

La procura aggrava la posizione di Vincenzo Rametta, l’uomo alla guida dell’auto che ha travolto e ucciso Edoardo Corrieri dopo una lite nata perché la vittima aveva difeso due ragazze. Disposta l’autopsia, l’indagato resta a Marassi in attesa del braccialetto elettronico

L’inchiesta sulla morte di Edoardo Corrieri, il ventinovenne investito all’alba di sabato in corso Italia, entra in una fase nuova e più pesante sul piano giudiziario. La procura ha riformulato l’accusa nei confronti di Vincenzo Rametta, 28 anni, che non risponde più solo dell’investimento avvenuto dopo la lite, ma di omicidio doloso. La decisione è stata assunta dal sostituto procuratore Andrea Ranalli alla luce degli elementi raccolti nelle ore successive alla tragedia, tra cui le immagini delle telecamere, le testimonianze e le prime verifiche sulla dinamica.

Il punto centrale dell’indagine resta la ricostruzione di quei pochi minuti, tra il diverbio, la corsa verso l’auto e l’impatto. In base a quanto emerso dagli atti già esaminati, Vincenzo Rametta avrebbe raggiunto il veicolo mentre Edoardo Corrieri si trovava ancora nell’area del parcheggio. Le immagini acquisite dagli investigatori avrebbero poi documentato il passaggio dell’auto, la sterzata verso destra e l’urto con il ventinovenne, sbalzato a diversi metri di distanza. È questa sequenza, insieme agli altri riscontri, ad avere inciso sul cambio di prospettiva accusatoria.

Nella sua prima versione, Vincenzo Rametta aveva sostenuto di non avere investito volontariamente Edoardo Corrieri e di non averlo visto, anche per il bruciore agli occhi che avrebbe attribuito a uno spray urticante usato durante la lite. Una spiegazione che, secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza della giudice per le indagini preliminari Maria Antonia Di Lazzaro, non sarebbe stata confermata in modo convincente dagli accertamenti medici e sarebbe risultata in contrasto con quanto mostrato dai filmati e riferito dai testimoni.

Nelle stesse ore la procura ha disposto anche l’autopsia sul corpo di Edoardo Corrieri. L’incarico è stato affidato al medico legale Francesco Ventura, che dovrà consegnare la relazione entro 60 giorni. La famiglia della vittima ha nominato come legale di parte l’avvocata Francesca De Martini. La difesa di Vincenzo Rametta, rappresentata dall’avvocato Stefano Ganci, ha invece indicato un proprio consulente tecnico per seguire gli accertamenti.

Dopo l’investimento, Vincenzo Rametta si era presentato alla polizia di Stato nel giro di pochi minuti. Ora si trova ancora nel carcere di Marassi. La giudice per le indagini preliminari Maria Antonia Di Lazzaro ha disposto per lui gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, ma la misura non può essere eseguita fino alla disponibilità del dispositivo. Fino ad allora il ventottenne resterà in cella.

Il cambio di imputazione segna un passaggio decisivo nell’inchiesta, perché sposta il baricentro dell’accertamento sulla volontarietà della condotta. Saranno le consulenze, l’autopsia e l’analisi completa delle immagini a pesare sui prossimi sviluppi.


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