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Volotea finanzia il restauro dell’altare de “La Madonna Regina di Genova” a Palazzo Ducale

Bertolucci, direttore della Fondazione per la Cultura: <Il restauro è parte fondamentale nel processo di valorizzazione dei luoghi della cultura. Senza la conservazione e la restituzione è impossibile immaginare un palazzo aperto al pubblico. Volotea è il primo sponsor che ha deciso di essere a fianco del palazzo nella valorizzazione della cappella del doge una opera d’arte totale come ne esistono poche in Italia sia per manifattura non esiste infatti un cm quadrato che nn sia stato lavorato e attraversato dalla tecnica artistica sia per significato laico e religioso insieme>

Volotea e Palazzo Ducale hanno firmato un accordo per il restauro dell’altare dove è custodita la statua de “La Madonna Regina di Genova”, presso la Cappella Dogale di Palazzo Ducale. L’accordo, che prevede il finanziamento da parte di Volotea dei lavori di restauro, riporterà così all’antico splendore uno dei più belli tra i simboli di Genova. 

Custodita nella magnifica cornice della Cappella Dogale e realizzata intorno al 1740 da Francesco Maria Schiaffino, la statua de “La Madonna Regina di Genova” raffigura la Vergine nella sua tipica iconografia, sorretta da angeli, con il Bambino in braccio e uno scettro nella mano destra. Considerata unanimemente un vero e proprio capolavoro, questa statua, dell’altezza di circa 2 metri, è racchiusa nella nicchia riccamente lavorata con stucchi e foglia d’oro che sovrasta l’altare della Cappella Dogale. L’altare si sviluppa tra due colonne che sostengono un timpano riccamente scolpito e che culmina con elementi architettonici sormontati, a loro volta, da figure a tuttotondo.

Il restauro, sponsorizzato da Volotea, punta a ripristinare la bellezza originale della scultura, eliminando impurità che, depositandosi nel corso degli anni, ne hanno opacizzato alcune aree e compromesso i colori. Infine, grande attenzione durante le fasi di restauro sarà dedicata al risanamento della fessura alla base inferiore della cornice della nicchia e al ripristino dei materiali che si sono distaccati all’interno dell’altare.

Volotea è presente da diversi anni a Genova e, volo dopo volo, ha arricchito la sua programmazione, offrendo un numero sempre maggiore di destinazioni, in linea con le esigenze di viaggio dei passeggeri liguri. La compagnia collega Genova con 20 destinazioni, 18 delle quali in esclusiva. Sempre a Genova, poi, la compagnia ha inaugurato nel 2017, una delle sue 13 basi europee, concretizzando, presso lo scalo, circa 50 posti di lavoro con personale assunto a livello locale.

“Abbiamo accettato con piacere di contribuire al restauro della Cappella Dogale di Palazzo Ducale, uno dei simboli di Genova, – ha affermato Valeria Rebasti, Commercial Country Manager Italy & Southeastern Europe -. Riportare agli antichi splendori questo capolavoro è il nostro modo speciale per ringraziare sia tutti i liguri che hanno dimostrato di apprezzare i nostri collegamenti sempre comodi, diretti e veloci sia le Autorità locali, partner strategici che ci hanno accompagnato nel nostro percorso di crescita. Genova è una città che, oltre ad averci conquistato con le sue innumerevoli meraviglie, ricopre un ruolo fondamentale nei nostri piani di sviluppo futuri. Vogliamo continuare a investire in Liguria, proponendo collegamenti verso un numero di destinazioni sempre più ampio e in linea con le esigenze di viaggio dei passeggeri: per l’estate 2019, ad esempio, abbiamo lanciato dallo scalo genovese 4 nuove rotte alla volta di Pantelleria, Malaga, Corfù e Malta. Ma non è tutto: abbiamo appena festeggiato un altro importante risultato! È stato recentemente tagliato a Nantes, il traguardo dei 25 milioni di passeggeri trasportati a livello internazionale”.

“Coinvolgere partner privati in importanti progetti di valorizzazione e conservazione del nostro patrimonio culturale diventa ogni giorno sempre più necessario, e non solo per una mera, seppur importantissima, questione economica; è importante soprattutto perché è un forte segnale di partecipazione della società civile, è un riconoscimento del fatto che il bene culturale è di tutti e come tale deve essere accompagnato nel suo percorso lungo i secoli, impegnandosi in prima persona – ha commentato Serena Bertolucci, Direttore Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura -. La scelta di un manufatto fortemente identitario per la città di Genova come è la Cappella Dogale con la sua straordinaria scultura di Maria Regina di Genova aumenta se possibile il valore del gesto, perché evidenzia e sottolinea una della vocazioni principali dei luoghi della cultura, quella cioè di essere portatori di memoria e interpreti della città. Ridonando bellezza alla Cappella, Volotea restituisce a Genova una chiave di lettura importante del proprio passato che stupirà genovesi e ospiti. L’auspicio è che altri partner vogliano, sull’esempio illuminato di Volotea, scendere in campo per restituire bellezza e significato a questa nostra città che ha solo bisogno di essere accompagnata in un percorso solidale, interpretativo, virtuoso per restituire la straordinaria ricchezza culturale e sociale di cui è detentrice”.

La Cappella Dogale si trova accanto alle ultime stanze dell’Appartamento del Doge, con accesso dall’angolo sud-ovest del Loggiato

Risparmiata dall’incendio del 1777 e dai bombardamenti, presenta la decorazione originale in stile barocco genovese. 

Ogni più piccola porzione di superficie è decorata: dal pavimento intarsiato con marmi policromi, alle pareti e alla volta dipinte, fino alla parete di fondo con le architetture e le decorazioni in marmi pregiati dell’altare.

L’intera composizione è di Giovanni Battista Carlone, eseguita tra il 1653 e il 1655

I programmi iconografici tradizionali degli spazi di culto sono volutamente ignorati. La liturgia e l’iconografia sacra delle immagini dei santi genovesi e del trionfo della volta non sono che un seguito, un prolungamento del fastoso cerimoniale per enfatizzare la gloria della Vergine Regina, quando in realtà la protagonista è Genova, la sua storia patria, le vicende di  schiere di condottieri, navigatori, santi, beati e vescovi. E anche la Vergine, che campeggia nella volta  con i quattro Santi protettori della città ( Giorgio, Giovanni Battista, Bernardo e Lorenzo) è qui rappresentata quale Regina di Genova, divina protettrice e sovrana virtuale di un “regno” istituito con i decreti del 1637 che consentiva alla antica Repubblica di assurgere alla pari dignità nei rapporti internazionali e nel cerimoniale con le altre monarchie.

Nella parete d’ingresso della Cappella incontriamo gli affreschi di Colombo che pianta la croce nel nuovo mondo con ai lati i Santi martiri genovesi Ursicino e Desiderio; sopra i busti del Beato Domenico e il ritratto della Beata Vittoria de Fornari; più in alto ancora il Beato Alessandro Sauli vescovo e un altro con l’epigrafe e il volto cancellati.

Nella parete di destra: La presa di Gerusalemme da parte di Guglielmo Embriaco tra i Santi Nazario e Celso; sopra i busti del Beato Jacopo da Varagine e del Beato Lanfranchino; nei medaglioni Il salvataggio di Innocenzo II da parte dei genovesi ( 1133 ) e Una reliquia della croce di Costantino donata ai De Ferrari ( 1202 ). Alla base della volta il vescovo milanese San Bono de Camilla e San Valentino vescovo genovese.

Nella parete di fronte L’arrivo a Genova delle ceneri del Battista fra L’Angelo custode e San Barnaba; sopra il busto di un domenicano e di Sant’Alberto con La consegna dell’effige del Volto Santo nei medaglioni; al centro Santa Caterina Fieschi Adorno; in alto i Santi vescovi genovesi Salomone e Romolo.

Sull’altare, illuminata da una luce naturale diffusa da un lucernaio sovrastante, è collocata la statua marmorea  della Madonna Regina di Genova, sorretta da angeli e col Bambino in braccio, scolpita da Francesco Schiaffino ( 1689? – 1763? ),  si presenta secondo la tipica iconografia dell’epoca.  Nella mano destra la Vergine tiene uno scettro, simbolo del suo potere regale. 

La statua venne sistemata sull’altare in sostituzione alla precedente pala  ad opera di Giovanni Battista Paggi (1554-1627). L’importanza dell’opera di Francesco Maria Schiaffino, immagine ufficiale destinata assieme agli affreschi seicenteschi di Giovanni Battista Carlone a illustrare la dignità della Repubblica e alcuni momenti della sua storia, fu molto probabilmente la ragione che portò a incaricare quello scultore dell’esecuzione, essendo egli il personaggio di maggior calibro operante a Genova intorno alla metà del XVIII sec. 

Il paliotto dell’altare presenta un bassorilievo marmoreo con Il Battesimo di Cristo fra gli angeli paffuti. Sulle pareti a fianco ci sono le pitture con La Fondazione dei chierici minori da parte di Agostino Adorno  e Il massacro dei Giustiniani a Scio, in alto i Santi vescovi genovesi Siro e Felice.

Lungo tutti lati alti della Cappella compaiono Angeli musicanti e cantori che ricordano, così come la stessa Cantoria sulla parete alta d’ingresso, la funzione di questo spazio anche come Cappella Musicale.

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