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Affreschi devastati a San Giorgio, Garassino: “Un pool con la Sovrintendenza per salvaguardare il patrimonio”

L’assessore: <Sono molto contento del lavoro della polizia locale che ha dimostrato anche sulla salvaguardia dei nostri beni culturali di essere sul pezzo>

Ricordate le due denunce per lavori abusivi in palazzi dei rolli, nel centro storico? L’inchiesta è stata svolta dalla polizia locale del I distretto di polizia locale dove ci sono tutti i palazzi dei Rolli, patrimonio dell’umanità Unesco. Tutto è partito da segnalazioni della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. In uno degli antichi edifici è andato distrutto un affresco al soffitto. Per fortuna gli altri sono stati coperti da controsoffitti. Il proprietario, un italiano di 48 anni, P.M., che si è fatto carico dell’intera responsabilità, è stato denunciato. il palazzo in cui è stato commesso il reato (e il crimine contro l’architettura e la storia Genovese) è Palazzo Basadonne De Franchi.

L’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino spiega che bisogna evitare ulteriori devastazioni: <Sono molto contento del lavoro della polizia locale che ha dimostrato anche sulla salvaguardia dei nostri beni culturali di essere sul pezzo. Costruiremo entro il 2019 un pool con polizia locale e Sovrintendenza per intensificare gli interventi a salvaguardia del nostro patrimonio culturale e artistico>

Ecco le foto degli affreschi rovinati

Palazzo Basadonne è ubicato nella piazza del mercato di San Giorgio, è proprietà delle famiglie Vento e Cattaneo Della Volta (1414); inserito nei rolli dal 1599, cambia nome quando Elianetta Baxadonne lo lascia in eredità al figlio Gio Andrea De Franchi Toso (1616), già senatore della Repubblica di Genova.
Il carattere cinquecentesco permane negli elementi strutturali oltre che nell’atrio lunettato, nel vano scale voltato e nel portale tradizionale, mentre nella facciata principale si intravedono polifore e archetti pensili in pietra nera e marmo tardomedievali. L’estinzione della famiglia nel XIX secolo accelera la trasformazione in appartamenti, inoltre la realizzazione di via Vittorio Emanuele (l’attuale via Filippo Turati) nel 1886 e la contemporanea apertura di via San Giorgio alterano il prospetto sud del palazzo.
Ad inizio Cinquecento un nuovo gusto per gli stili architettonici classici trasforma anche i portali genovesi, sostituendo la decorazione “a candelabra” e motivi vegetali con colonne doriche o ioniche e archi a tutto sesto conclusi da un fregio orizzontale, talvolta arricchiti da sculture poste alla sommità. Un cambiamento di gusto a cui non deve essere estranea la costruzione del palazzo del Principe Doria, in cui per la prima volta questa nuova tipologia di portale veniva introdotta in ambito locale, diffondendosi poi, con alcune varianti, in diverse residenze nobiliari del centro antico.
In palazzo Basadonne-De Franchi le colonne lisce poggiano su due basi decorate con panoplie, dove morbidi nastri intrecciano elmi dalle calotte istoriate, scudi, animali marini, Gorgoni e Meduse. Motivi tratti dal vocabolario decorativo dell’arte classica e che ornano anche l’architrave dove si alternano metope e triglifi mentre, alle estremità compaiono le figure di due teste di toro o bucrani.


Per quanto riguarda un altro palazzo, in via Bensa, era stata presentata la documentazione al Comune, come se si trattasse di un edificio qualsiasi, e non alla Soprintendenza per le prescrizioni del caso. Proprio in via Bensa sono già stati apposti i sigilli all’appartamento ed è stato identificato l’operaio che stava svolgendo i lavori.

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