Sabato il corteo nazionale degli animalisti contro circhi, acquari e zoo
Sabato 18 maggio il Coordinamento Gruppi Animalisti Italia organizza un Corteo Nazionale a Genova contro tutte le realtà che, ancora oggi, <sfruttano gli animali per il divertimento dell’essere umano: acquari, delfinari, circhi e zoo sono infatti immensi carceri per innocenti, dove gli animali sono condannati ad un’eterna prigionia, solo per profitto. Che siano costruite con sbarre o vetrate, restano sempre gabbie>.
<L’Acquario di Genova, meta che attrae ogni anno turisti da tutto il mondo, detiene circa diecimila animali di centinaia di specie diverse: potranno anche essere curati e nutriti, ma saranno per sempre condannati a una vita in cattività, alienante e contraria alla propria natura – dicono al coordinamento -. Tra gli animali che attirano più visitatori ci sono sicuramente i delfini, esseri senzienti e altamente intelligenti, socievoli ed emotivi, che in natura si muovono per centinaia di chilometri al giorno, spostandosi in gruppi familiari ed utilizzando un sofisticatissimo biosonar per procacciarsi il cibo e interagire con l’ambiente che li circonda. In cattività, costretti in un misero spazio di poche decine di metri quadrati, questo è impossibile, poiché rimbalzerebbe sulle pareti della vasca, facendoli impazzire. Vogliamo ricordare anche i pinguini: per loro il cielo è la vernice azzurra dei muri, e il sole la luce artificiale delle lampade.
Ma ancora più tristi sono i fiocchi rosa esposti per celebrare le nuove nascite. Per noi non c’è nulla da festeggiare. Per noi quei fiocchi dovrebbero essere sempre neri, perché sappiamo che quei cuccioli sono nati in una vasca, vivranno in una vasca, e purtroppo moriranno in una vasca, senza aver mai conosciuto il sole, le correnti, le onde>.
<Conosciamo bene l’importanza che lo sviluppo turistico comporta per la città di Genova – proseguono gli animalisti – . Ma tra i turisti “mordi e fuggi” in coda all’Acquario quanti conoscono San Matteo e le case dei Doria? Le antiche carceri nella Torre Grimaldina di Palazzo Ducale? La galleria degli specchi di Palazzo Reale? I carrugi cantati da Fabrizio De Andrè? Il panorama da Castelletto, Boccadasse, i parchi di Nervi o Villa Pallavicini a Pegli? Piazzette, scorci, musei, chiese, chiostri. E’ davvero impensabile promuovere la Superba, valorizzarne la storia, le bellezze artistiche, architettoniche e naturali… senza delegare tutto a una immensa prigione Ponendo i più giovani di fronte ad animali in gabbia, che siano acquari, circhi o zoo, li poniamo di fronte ad un’esperienza diseducativa, non solo poichè assistono a comportamenti dettati dalla cattività, ma anche perchè mostriamo loro che è giusto divertirsi osservando esseri imprigionati senza colpa. Che è un nostro diritto rinchiuderli per il nostro piacere o, peggio, per il profitto di pochi. Che è lecito farlo, perché sono diversi e indifesi. Inferiori. In questo modo è evidente come la nostra non sia “solo” una battaglia per i diritti animali, ma qualcosa di più profondo, che riguarda tutti quanti noi. La mancanza di empatia per la sofferenza altrui è alla base di ogni violenza. E allora perchè non cambiare? Perchè non trasformare l’Acquario in un grande centro dedicato alla cura e alla riabilitazione dei tanti esemplari feriti o malati che vengono recuperati in mare, attività che ora è meramente secondaria? Perchè non sostituire le vasche con sale olografiche all’avanguardia, dove i visitatori possano “immergersi” nella realtà virtuale in 3D, per imparare e conoscere la vita reale di quegli animali, e non un simulacro di esistenza in cattività? Non è fantascienza, ma una realtà già esistente in diverse città del mondo, come l’Ocean Odissey a New York. Questo sarebbe un grande segnale di rinascita e di speranza, capace di insegnare alle generazioni future valori importanti quali giustizia, libertà e rispetto. Valori dei quali c’è un disperato bisogno, per ogni creatura di questo martoriato pianeta>.


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