Stazione della metro in piazza Giusti, appello per l’officina Fs che occupa 100 persone

Il sindacato Fast Confsal ha scritto al Comune per chiedere di trovare il modo di salvare l’officina di Brignole dopo le chiusure della Squadra Rialzo di Trasta e dell’Officina di Rivarolo. Ipotesi: il trasferimento al Campasso

La lettera è firmata dal segretario regionale Fast/Confsal Liguria Mario Pino e dal segretario provinciale Marcello Mannucci e, oltre che all’assessore ai Trasporti di Tursi, il vice sindaco Stefano Balleari, anche ai capigruppo del consiglio comunale e alle Ferrovie. Il sindacato chiarisce subito di considerare importante l’avanzamento della Metropolitana, ma sottolinea l’importanza di non perdere l’officina.

La metropolitana di Genova, che di metropolitana ha ben poco, potrebbe finalmente ampliarsi. Il vecchio progettodi prolungarla fino a San Fruttuoso, arenato per motivi principalmente economici, tornerebbe infatti in voga per via di un possibile finanziamento da Roma di 30 milioni di euro reso possibile dal progetto “Sblocca Italia”.

La metropolitana, che al momento copre il tratto Brin-Genova Brignole, acquisirebbe così una fermata in più verso levante, ovvero piazza Terralba, tutto in superficie, senza opere di scavo, togliendo buona fetta di traffico a San Fruttuoso. La zona identificata è infatti l’Officina locomotori di piazza Giusti, di proprietà di Ferrovie dello Stato, con cui il tracciato della nuova linea metropolitana interferirebbe. La domanda che oggi sorge spontanea è: <O l’officina o la metropolitana?>.
Noi riteniamo, innanzitutto, che il proseguimento della metropolitana fino a Terralba sia una conquista positive che si inserisce nel lungo movimento di modernizzazione dei trasporti della città di Genova.
Tuttavia,  siamo fermamente convinti che la città metropolitana di Genova non possa e non debba rinunciare – ancora una volta dopo le passate chiusure della Squadra Rialzo di Trasta e dell’Officina di Rivarolo – ad un impianto industriale come l’Officina di Genova Brignole.
Non può e non deve per almeno tre specifiche ragioni:

tecnica, perché la maggior parte dei veicoli in riparazione devono avere il baricentro della manutenzione su Genova, per la migliore tempestività delle riparazioni dei treni;

occupazionale, perché risulta gravoso trasferire lavoratori (sia ferroviari che degli appalti) molti dei quali, peraltro, già pendolari dalla Riviera di levante.

economico, sopratutto, perché gli ultimi decenni della storia di Genova sono stati contrassegnati dalla progressiva desertificazione di impianti industriali.

Genova deve oggi resistere nella difesa dei residui impianti industriali, deve certamente puntare allo sviluppo del terziario avanzato (il software), ma ha parimenti la necessità di conservare un’ossatura industriale (l’hardware) e, non ultimo, dobbiamo difendere gli impianti industriali, dove ancora funzionano, perché sono necessari all’economia complessiva del “Sistema città”. Come risolviamo, dunque, la questione dell’impatto della metropolitana sull’officina di Brignole?
Se bisogna far proseguire la Metropolitana bisogna altresì reperire un’area cittadina alternativa  per conservare il potenziale industriale completamente intatto dell’Officina ferroviaria di Brignole.
Nel recente passato i sindacati avevano ipotizzato il Campasso quale area alternativa.
Dobbiamo, comunque, difendere la continuità di questo Impianto industriale su Genova. Come? Trovando un’area cittadina alternativa o integrando l’Impianto con il Sistema manutentivo della metropolitana stessa.

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