Fiera e partita il giorno dello sciopero della “Locale”, è andata bene, ma poteva essere un dramma
Per evitare rischi e disagi non sempre la fortuna basta. Intanto Marassi è stata vittima del soliti assalto di mezzi, auto e moto. Parcheggi per handicappati invasi dalle auto dei tifosi
La buona riuscita della fiera di Sant’Agata e il mancato cortocircuito della viabilità prima e dopo la partita sono stati frutto dell’abilità di comandanti di distretti e reparti che sono scesi in strada come agenti semplici e di agenti esentati dallo sciopero per garantire i servizi minimi di legge o non scioperanti (fondamentalmente i nuovi assunti, ancora non integralmente formati e, nel caso dei temporanei, ancora senza arma, fischietto e divisa) nonché di una buona dose di fortuna, ma qualsiasi intoppo si sarebbe potuto trasformare in un dramma senza il personale necessario per gestirlo. Comandanti che sgomberano di notte le auto abbandonate nei posteggi destinati alle bancarelle coordinando i carri attrezzi e si mettono a spostare birilli e transenne come operai, altri che da soli cercano di contrastare i (per fortuna pochi) abusivi. Poi, neoassunti che devono essere riforniti di fischietti comperati all’ultimo minuto in un negozio di giocattoli per fortuna aperto in occasione della Fiera perché non erano stati forniti. Non s’illuda, l’amministrazione comunale: è andato tutto liscio, ma solo per un puro e semplice colpo di fortuna e perché chi s’è trovato in ballo, per senso di responsabilità, non ha potuto fare altro che ballare, e al meglio, per evitare situazioni di pericolo per i cittadini. Una città, però, non si governa approfittando del senso di responsabilità dei cantuné né confidando in una eterna forrtuna. Ovviamente, con un personale così ridotto non si sono potuti fare controlli annonari e antiborseggio (quasi tutti gli agenti erano impegnati nella viabilità), né si è potuto intervenire in maniera organica su abusivi che possono reagire malamente o scappare tra la folla travolgendo cittadini in una bolgia fatta da migliaia di genovesi tra le bancarelle. C’è il rischio che, com’è accaduto in passato, qualcuno si faccia molto male.
Sarebbe bastato un incidente automobilistico a paralizzare tutta la zona. Marassi è rimasta, comunque, ostaggio delle auto e degli scooter dei tifosi che un’altra volta hanno invaso il quartiere anche in divieto, in mezzo alla carreggiata, nei posteggi riservati ai disabili, come denuncia uno di loro inviando queste foto di auto prive di contrassegno nei posti destinati a chi non può camminare agevolmente.
Lo sciopero della polizia locale proclamato dal Diccap Sulpl (anche se oggi è stato meno compatto) va avanti da tempo nonostante proseguano anche le trattative sindacali che, però, “non quagliano”. Cgil, Cisl e Uil hanno dichiarato che se a tavoli, discussioni e vaghe proposte dell’Amministrazione non seguiranno velocemente i fatti (non solo per la polizia locale, ma anche per i servizi educativi) scongeleranno l’agitazione e riprenderanno anche loro la protesta: il messaggio al Sindaco è chiarissimo. Il braccio di ferro mette a rischio tutti: il personale della polizia locale che oggi ha fatto l’impossibile mettendo a rischio anche la propria incolumità, i cittadini, ma anche l’amministrazione, perché se fosse successo qualcosa, alla fine, il conto sarebbe arrivato anche al livello politico, se non altro in termini di immagine. Comunque, non è stato materialmente possibile garantire quel servizio ordinario di controllo della fiera e del traffico per cui sarebbe servito il triplo del personale. È evidente che non potrà sempre andare di lusso come oggi. A giocare alla roulette russa qualche volta, come oggi, si vince, ma più spesso si perde.




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