Domani la marcia della società civile per dire “no” al decreto Salvini
L’appuntamento è per domani, sabato 26 gennaio, alle 14.30 davanti alla Stazione Marittima: ci saranno, tra gli altri, Comunità di San Benedetto al Porto, Arci, da Music for Peace agli scout di Agesci, le cooperative sociali e il terzo settore, le associazioni delle famiglie, l’Anpi, Libera, Liguria Rainbow. È il mondo della società civile che ha preso coscienza della necessità di impegnarsi anche con manifestazioni i piazza in prima persona <Per Genova città aperta, accogliente, solidale>.
<Da sempre lavoriamo per una società più equa e giusta in cui nessuno resti indietro – dicono gli organizzatori, il Coordinamento per Genova città aperta -. Da sempre siamo a fianco dei piccoli e degli ultimi, degli sfruttati, dei perseguitati. Abbiamo assistito negli ultimi 20 anni ad un progressivo inasprimento delle politiche (anti)migratorie con misure sempre più restrittive e contrarie al senso di umanità; sentiamo che i valori di accoglienza, di uguaglianza, di giustizia sociale che sono alla base della nostra costituzione, delle convenzioni internazionali e delle nostre convinzioni siano pesantemente messi in discussione. Osserviamo con preoccupazione e rabbia la volontà di nascondere la povertà e di punire chi la combatte veramente.
Chiediamo giustizia, rispetto per le persone ed i diritti umani e dignità: porti aperti, un welfare adeguato ed universalistico che risponda ai bisogni delle persone, adeguato soccorso alle persone in difficoltà, corridoi umanitari, diritto ad una vita ed accoglienza dignitosa per tutte e tutti Chiediamo a tutte le persone, le istituzioni, i soggetti sociali di lavorare per la piena attuazione della Costituzione, del diritto internazionale umanitario, della carta dei diritti fondamentali dell’unione europea, delle leggi del mare; lo faremo noi per primi anche attraverso la costruzione di comunità locali unite e solidali. Questo appello è frutto della discussione fatta da decine di organizzazioni genovesi, riunitesi presso la Comunità San Benedetto al porto, che nel corso di questi giorni hanno sentito la necessità di riunirsi per mettere al centro la solidarietà per le persone i loro diritti e i loro bisogni per questo vi invitiamo ad aderire.
L’appello è aperto a tutte le adesioni>.
Ecco le prime adesioni. Sono veramente tante.
Comunita’ San Benedetto al Porto, Arci Genova, Genova che osa, Anpi Genova, Legacoop Liguria, Cgil Genova, Il Ce.Sto, Afet Aquilone, Consorzio Sociale Agora, Legacoopsociali Liguria, Confcooperative – Federsolidarietà Liguria, Fondazione Auxilium. Uisp, Massoero 2000, Unione immigrati senegalesi, Music for Peace, Gruppo regionale Rete a sinistra- liberamente, Che l’inse, Libera Genova, Libera Liguria, Rifondazione comunista Genova, Consorzio Tassano, Ora di silenzio per la pace, Generazione Antigone, Circolo Primo maggio, Arcisolidarietà Genova, Comitato per lo Stato di Diritto, Giuristi Democratici, Centro Banchi, GenovaSolidale, Left Lab, Liberalamente, Auser Genova, Cellula Genova Ass Luca Coscioni, Radicali Genova, Legambiente Liguria, Arci Liguria, Centro di documentazione Logos, Coop. La Comunità, Il Biscione scs, Anpi sez. Snsaldo, PD Genova, Art. 1 Mdp, Sinistra italiana, Ass. Pas a Pas, Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie., La Piuma Onlus, Ass la Staffetta,
Movimento Federalista Europeo Genova, #itineranti, Coop il Pane e le Rose, Possibile, Chiamami Genova medio ponente,
Senza Paura, Italia Cuba circ Foresti-deVena, Italia in Comune, Coop. Il Melograno, Ass. Avvocato di Strada Onlus- sportello Genova, Arcipicchia, consorzio Zenzero, Area migranti Lanza del Vasto, Giovani Democratici genova, Gioventù federalista Europea
La bottega solidale- Altromercato Genova, Coordinamento Liguria Rainbow, Fondazione ed associazione San Marcellino, coop. sociale Minerva, LeU Genova, Coop. soc. Coopse, Italia in comune Liguria, Comitato Valpolcevera Chiamami Genova, Associazione Daneo, Associazione A.D.e.S.S:O., Democrazia e Autonomia DemA_Genova, Il Prossimo MedioPonente, Slow food Genova, gruppo Piu europa piu Genova, Agesci Liguria, CNGEI Genova, G.A.S.F.D. S.Martino, La comunità cristiana di base di Oregina, associazione Rete Futura, Slow Food Liguria, Associazione Ambulatorio Internazionale Città Aperta, Comitato promotore dell osservatorio civico, Emergency Genova, Emergency Genova, coop. Fair, Gruppo Mafalda Sampierdarena, Ass. CarMine, Gruppo yoga Solidale, Consorzio Pianacci, Riprendiamoci Genova, Circolo Barabini di Trasta, Suq Genova, coop. Lanza del Vasto, Oltre il giardino, coordinamento per quarto, progetto Liguria Lavoro, Casa della Maddalena, ArciGay Genova, Anpi Martiri del TTurchino, associazione La Supernova, Se non ora quando – Genova, Co.Li:do.Lat, coop. il Laboratorio, african band, Movimento cooperazione educativa, A.Ma – ass. Abitanti Maddalena, Ass. di solidarietà Italo Etiope Eritrea, Liberi cittadini della Maddalena, sinistra universitaria Genova, ass. amici della Tanzania , circolo arci Perugina ,Legambiente – Giovani Energie, ass. Mesì Mesì, Narramondo teatro, circolo arci SolidEre, Yeast, Ingegneria senza frontiere, ass. Balgasar, Creamcafe, Algebar, Greenpeace Genova , ass. Famiglie:collettivo plurale, Alternativa libertaria Fdca, Comitato accoglienza migranti Multedo, Ass. per un archivio dei movimenti , Medici Senza Frontiere – Gruppo di Genova, Noi siamo Chiesa, Progettare la città, Federazione regionale solidarietà lavoro, coop Mignanego, Comitato Genitori Scuola dell’infanzia “il Delfino”, Chiesa Battista di Genova, PCL Genova, Genova 2000, Associazione Comitato Acquasola, Medici per l’Ambiente, Genova, AG About Gender, Lista Crivello, Canone Inverso, Rinascimento Genova, Defence for children international.
Si uniranno anche Lsoa Buridda, Genova City Strike-NST, PCL Genova, Centro Sociale Zapata Genova, Prèoccupanti, che rappresenteranno uno spezzone del corteo e hanno emesso un loro comunicato
Né con i fascisti, né con i padroni.
Scendiamo in piazza il 26 gennaio a Genova contro il decreto infame che porta la firma del Ministro dell’interno Salvini. Si chiama “decreto sicurezza” e contiene norme durissime contro i poveri, gli immigrati, e coloro che si ribellano in difesa dei diritti di tutti. Si tratta di una legge talmente inaccettabile e pericolosa da richiedere il massimo dell’unità nel contrastarla. Unità a cui non ci sottraiamo.
Diciamo però con altrettanta chiarezza che occorre porsi il problema di come contrastare realmente queste norme, capendone le radici politiche. Si tratta infatti di un peggioramento di altre leggi che da anni cadono sulle spalle dei più deboli.
Il decreto Salvini non fa che peggiorare il decreto Minniti-Orlando varato dal precedente governo Gentiloni. Negli scorsi anni altre leggi hanno portato a situazioni intollerabili a cominciare dalla Bossi-Fini col suo portato di razzismo, repressione e inciviltà.
In questi giorni stiamo lottando per evitare lo sgombero di 4 famiglie che hanno occupato uno stabile in Via Gramsci perché il diritto alla casa non esiste, nella nostra città come altrove. Qualche anno fa, il decreto Lupi votato anche dalle forze che ora fanno finta di contestare Salvini, ha imposto a chi occupa case il taglio delle utenze di acqua, luce e gas.
Le politiche di Salvini e del governo giallo-verde vengono quindi da lontano. Lottare contro queste norme barbare non è collocarsi sui diversi gradi di crudeltà tollerabile! E’ necessario invertire la situazione, affinché i più deboli, i lavoratori e gli sfruttati possano far valere i propri diritti, indipendentemente dalla loro nazionalità e colore della pelle.
Oggi il ceto politico sembra dividersi tra coloro che usano gli immigrati come capro espiatorio per alimentare la guerra tra poveri e chi considera gli immigrati come una massa di manovra ricattabile per abbassare i diritti di tutti.
Questa contrapposizione non ci rappresenta. Immigrati e poveri, per noi, sono soggetti con cui costruire alleanze e lottare per conquistare diritti e rivendicare un’accoglienza degna per tutti e tutte.
Per questo la molla dell’indignazione è sacrosanta ma non basta.
Bisogna combattere contro le leggi che vietano a chi vive nel nostro paese di godere appieno dei diritti. Occorre lottare contro le leggi sul lavoro che rendono tutti più precari e ricattabili cominciando dai più deboli. Occorre lottare contro l’ipocrisia di una Unione Europea che straparla di diritti ma poi chiude le frontiere con chilometri di filo spinato. Occorre lottare contro le false cooperative che in realtà sono agenzie di caporalato che sfruttano l’immigrazione per creare nuovi schiavi e spartirsi un bottino in cui a immigrati e poveri non resta un euro. Vogliamo respingere ogni attacco verso coloro che praticano lotte solidali attive nei confronti dei migranti in mare, sulle coste, sui confini contro attacchi meschini e ingiustificabili.
Occorre ridefinire il concetto di sicurezza. Oggi si muore ogni giorno sul lavoro, crollano i ponti autostradali che lo Stato ha regalato a privati senza scrupoli. Oggi, la criminalità organizzata trova terreno fertile perché lo Stato Italiano tiene milioni di cittadini in condizioni devastanti, privi di ogni diritto, sbattendoli fuori da ogni progetto di inserimento e accoglienza.
Se siamo qua è per dire che occorre unire le lotte dei cittadini italiani e degli immigrati contro i razzisti ma anche contro i padroni e gli speculatori. Se siamo qua è perché abbiamo intenzione di disobbedire al decreto sicurezza perché sosteniamo il diritto alla ribellione contro leggi ingiuste e disumane.
Diamo quindi appuntamento a chi condivide questi temi nel nostro spezzone che partirà sabato 26 dalla Stazione Marittima.


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