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Il monumento a Mameli pronto al trasloco, da via IV Novembre all’aiuola del Carlo Felice

Il monumento a Goffredo Mameli, l’autore del testo dell’Inno d’Italia, è “nascosto” in un’aiuola di viale IV Novembre, semi coperto dagli alberi. Tanto che, probabilmente, molti genovesi non sanno nemmeno che quelle pietre scolpite sono dedicate a lui. Ora il Municipio Centro Est ha deciso di portarlo nel centro città, nell’aiuola davanti al Carlo Felice. <Abbiamo già sentito la Sovrintendenza – dice il presidente del Municipio Andrea Carratù -. L’unica incognita è il peso del monumento che dovrebbe essere collocato sull’aiuola proprio davanti all’ingresso del teatro, che ha sotto un tunnel. Sono in corso aggiornamenti tecnici>.
Tre sono stati i concorsi per dedicare un monumento all’estensore del testo dell’Inno d’Italia (la musica è di Michele Novaro, sepolto a Staglieno). Nel 1924 il comune indisse il primo, indicando via Corsica come sede. Uno dei progetti presentati, denominato “Il Canto Sacro” propose di costruire sotto al monumento, accessibile da corso Quadrio, una sala in comunicazione acustica con il monumento da cui far risuonare le note dell’inno di Mameli durante le cerimonie. La Commissione Giudicatrice del concorso non promosse nessuno dei progetti, pur apprezzandone 5 più di altri e premiandoli per quello.
Quattro anni dopo, il secondo concorso per un monumento in piazza della Vittoria, di fronte all’arco dei Caduti. Anche in quel caso, però, la commissione non promosse alcun progetto.
Poi la guerra, la città in macerie. l terzo concorso arrivò solo nel 1950, per la collocazione del monumento all’Acquasola. Doveva contenere una frase dell’inno di Mameli. Secondo alcune fonti anche il terzo concorso venne annullato ma, i fatto, vicino all’Acquasola c’è proprio il monumento con scolpita la frase “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta”. Ma è così poco noto che nessuno gli ha dedicato qualche riga su internet. Ora il Municipio lo vuole portare nel cuore della città.

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