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Bolzaneto, nella festa del Civ Il Borgo il maestro d’ascia insegna il recupero del gozzo cornigiotto

Roberto Guzzardi, Maestro d’ascia dell’associazione “Storie di barche”,  ha tenuto in piazza Rissotto a Bolzaneto, laboratori per far conoscere un mestiere antico. È stata l’occasione per scoprire cosa c’è dietro il restauro di una barca e quanta sapienza occorre: conoscenza dei legnami, come si lavorano, le tecniche dei cordai e dei velai.
“Storie di Barche” è un’associazione nata 25 anni fa proprio per trasmettere alle nuove generazioni il “saper fare” dei mestieri antichi, per imparare i quali è fondamentale la spiegazione orale e l’imitazione dei gesti artigiani. Essa porta avanti il progetto “Salviamo il gozzo Cornigiotto” (si chiama così perché in origine veniva fabbricato a Corniglia) che si propone di restaurare uno degli ultimi esemplari rimasti e far diventare questa tipica imbarcazione genovese, usata dai pescatori, patrimonio dell’Unesco. Il gozzo da restaurare è stato chiamato “Spicchio d’aglio” e si trova a Bolzaneto in una delle sedi dell’Associazione.
“Ho sposato con piacere l’obiettivo di salvaguardia di questo mestiere – dichiara l’assessore al turismo e al commercio del Comune di Genova Paola Bordilli -: già il nome, maestro d’ascia, evoca qualcosa d’antico, dall’origine che si perde nel tempo. Un mestiere che ancora oggi è praticato da chi, con passione e abnegazione, vuole trasmetterlo ai giovani e far sì che la storia della nostra marineria non vada perdendosi. Saper costruire un’imbarcazione significa conoscere i legnami e saperli lavorare, significa apprendere le tecniche dei cordai e dei velai e saper disegnare. La giornata di laboratori di sabato 15 vuole essere la prima di una serie che vogliamo replicare su tutto il territorio cittadino per far conoscere, apprezzare e amare un antico mestiere artigiano. Mi fa piacere partire, con questi laboratori, proprio da Bolzaneto, una delle delegazioni cittadine più distanti dal mare ma che, proprio nel suo territorio, ospita la sede dell’associazione che lavora ai gozzi: un legame, quindi, tra tutte le zone della nostra città sempre più forte e stretto”.
«Salvare il gozzo Cornigiotto – sottolinea Roberto Guzzardi – vuol dire salvare le tradizioni della marineria ligure e anche il saper fare. Alla fine del lavoro di restauro, il cornigiotto “Spicchio d’aglio” sarà collocato davanti al Museo del Mare»

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