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Tavolini vuoti, locali deserti, aziende in ginocchio. La rivolta mediatica dei locali della movida viaggia sui social

<Il Sindaco ha dimostrato, quando ci ha ricevuti, di non conoscere nemmeno l’ordinanza che ha firmato sostenendo che vi era solo l’indicazione dell’orario del termine della somministrazione, mentre alle ore indicate i locali devono essere proprio chiusi, puliti e con la saracinesca giù – si arrabbia Marina Porotto, vice presidente dei bar Fepag Ascom -. La differenza è, di fatto, di un’ora in più o in meno. Tantomeno, noi crediamo, Doria conosce la realtà di questa zona del centro storico di sera, di notte e forse anche di giorno. L’amministrazione in questo periodo ha completamente abbandonato la città vecchia, se si eccettua la zona della Maddalena>. Ai gestori dei locali che ora Doria <venga a pontificare, a 5 mesi dalle elezioni, su come si debbano rilanciare i carruggi> sembra <la beffa che si aggiunge al danno>

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La foto di piazza delle Erbe il mercoledì sera, quello che una volta era la “serata universitaria”, quella degli studenti Erasmus, completamente deserta. L’immagine dove non si vede una sola persona seduta ai tavoli dei locali, è stata scattata alle 23, 2 ore prima rispetto all’obbligo di chiusura imposta dall’ordinanza del Sindaco Marco Doria all’1 da domenica a giovedì e alle 2 il venerdì e il sabato. Marina Porotto, vice presidente dei bar Fepag Ascom, vice presidente della Consulta Civ Ascom e presidente del Civ delle Erbe, risponde così, “a mezzo social”, al sindaco che martedì aveva detto <No alla monocultura Movida> per il centro storico relazionando in consiglio comunale a proposito della querelle tra lui e le imprese della vita notturna della città vecchia che lo accusano di non aver risolto, col provvedimento, i problemi di ordine pubblico e vivibilità e contemporaneamente di aver distrutto le loro imprese. Secondo Porotto e i suoi colleghi, che la settimana scorsa avevano organizzato anche una manifestazione per convincere il primo cittadino a cambiare l’ordinanza, il provvedimento di Marco Doria punterebbe a chiudere i locali facendo fallire le imprese e lasciando i dipendenti senza lavoro. La piazza vuota, per Porotto, è la prova che i locali sono in estrema difficoltà. C’è chi ha già licenziato parte dei dipendenti e chi non riesce più a pagare l’affitto. Molti locali sono già sul mercato perché i titolari stanno cercando di venderli prima che si deprezzino completamente per trasferirsi altrove. Alcuni sono già stati venduti e a comprarli sono stati quei bengalesi titolari dei market che vendevano chupiti a un euro ai quali l’ordinanza ha imposto la chiusura alle 21. Per questo, gli stranieri si sono buttati sui pubblici esercizi. Qualcuno lo hanno già rilevato mentre per altri hanno fatto offerte ai titolari.

A rilanciare il post di Porotto è, tra gli altri, Ludovico Cattanei, titolare di una birreria: <Un sindaco e una giunta capaci…>, scrive commentando il deserto in piazza delle Erbe.

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Durissimo Massimiliano Morettini, ex presidente Arci, ex assessore della Giunta Vincenzi, Pd, anche lui titolare di locali.

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<Marco Doria: “Il nostro modello di centro storico non è quello dei giovani che vanno nei bar a bere a notte fonda, ma di un quartiere vivibile e restituito alla cittadinanza”. Non solo l’ordinanza che è sbagliata, inutile per gli obiettivi che si pone, dannosa per gli effetti che produce su tante attività economiche – scrive Morettini -. Ora anche queste parole sciatte, superficiali, da sinistra bigotta. Culturalmente deprimenti nel descrivere una realtà che non è più. La città ha convissuto con il fenomeno orrendamente chiamato movida quando era 10 volte più imponente. Ora parliamo del simulacro di quel fenomeno. Certo in alcuni aspetti molto dannoso e fastidioso. Ma descrivere i ragazzi di oggi e la più bella parte della città così è ingiusto, non corrispondente al vero e dannoso. E aggiungo: per chi non ama stare in casa alla TV alla sera e invece ama mangiare bere e ascoltare della musica in giro senza dare fastidio a nessuno, queste parole sono irrispettose>.

<<Il Sindaco – aveva detto lo stesso Marco Doria martedì scorso in consiglio comunale parlando di se in terza persona – è disponibile a 360 gradi, fatti saldi i cardini del provvedimento, per un’azione volta a mettere in atto tutte le iniziative per vivacizzare in centro storico>.
<Allora inizierei a restituire la vivibilità al quartiere anche di giorno – commenta Alessio Narizzano, anche lui titolare di locali -. Cosa vuole fare l’amministrazione comunale rispetto al turismo? A parte le vie principali, come si intende spingere i turisti nei vicoli più interni del centro storico? Quale politica di incentivo alle nuove aperture diurne? Quale iniziativa di valorizzazione e pubblicità alle iniziative di animazione dei Civ? Forse sarebbe meglio iniziare da questo e non limitarsi a “chiudere” le attività legali e oneste del centro storico, senza alcun effettivo miglioramento della situazione>. la promessa, da parte dell’Amministrazione, era quella di lanciare un bando per favorire l’apertura di negozi che ripopolassero via Giustiniani, dove ormai è quasi tutto chiuso e via San Bernardo. Ma poi il bando era statao completamente destinato alla Maddalena. Arrivò dall’assessore alle attività produttive e al centro storico Emanuele Piazza una seconda promessa, quella di dare l’avvio a un bando per quella zona a settembre, il settembre scorso. Siamo a metà novembre ma il bando non c’è ancora alcuna traccia.

L’obiettivo dei pubblici esercizi della zona, spiegano i gestori, è quello di mostrare che quanto viene affermato da Doria non corrisponde al vero e che l’ordinanza, ben lungi da risolvere i problemi di vivibilità (la parte alta di via Giustiniani, salita Pollaiuoli, piazza Ferretto, piazza San Bernardo e piazzetta dei Maruffo dove agisce un circolo che resta aperto con la musica alta fino alle 5 del mattino senza che nessuno si degni di sanzionare il presidente dono ancora un inferno e, inoltre, lo spaccio continua indisturbato in tutta l’area) sta creando disoccupazione e desertificazione. Così è cominciata la campagna mediatica attraverso Facebook e Twitter che nelle intenzioni dei gestori tende a ristabilire la verità e a far comprendere la città cosa sta veramente accadendo nella città vecchia. I titolari dei locali condividono i post dei colleghi e la campagna mediatica è cominciata, ovviamente graditissima alle opposizioni perché va a sottrarre consensi alla compagnie di maggioranza che sostiene Doria anche se molti esponenti Pd hanno firmato la raccolta firme dei locali per cambiare il provvedimento del primo cittadino. Solo la pagina di piazza delle Erba ha 15 mila iscritti. Diventerà la macchina da guerra di chi vuole salvare le aziende e la movida buona. Tra i sostenitori della protesta dei locali una nuova associazione di cittadini. Obiettivo? <Salvare la vivibilità, promuovere servizi al turismo, chiedere più sicurezza e impedire che il valore degli appartamenti crollino, cosa che accadrebbe se la zona si desertificasse o fosse colonizzata dai bengalesi> dicono gli abitanti.

2 Commenti su Tavolini vuoti, locali deserti, aziende in ginocchio. La rivolta mediatica dei locali della movida viaggia sui social

  1. basta resistere fino a maggio 2017. Poi finalmente se ne andranno e finiranno di causare danni alla citta’ di genova. avviso di sfratto

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  2. Nostro? Ora parla anche al plurale di se stesso?

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