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In 400 prenotano il proprio funerale all’Asef. Tra le richieste particolari: musica di Albinoni, bare di design e abiti da crocerossina

di Monica Di Carlo

Genovesi, gente concreta, che non si lascia contagiare dalle superstizioni e ama l’organizzazione fino all’estremo. Sarà per questo che già in 400 hanno deciso di stipulare una polizza che serve per organizzare il proprio funerale e tutti i servizi funebri quando si è ancora in vita. Un servizio che è stato messo a disposizione dall’Asef, l’Azienda servizi funebri del Comune di Genova.
Quelli che, fatto i debiti scongiuri, hanno “prenotato” il proprio estremo saluto sono nati tra il 1923 e il 1947. <Una volta si è presentata anche una ragazza che aveva 27 anni – racconta Domenico Ottonello, responsabile della rete commerciale Asef -. Probabilmente era in crisi. Poi ha desistito>. È Ottonello a raccontare cosa desidera chi prenota il proprio funerale. C’è chi è solo al mondo e ritiene che nessuno possa pensare a lui dopo la dipartita e chi, invece, non vuole che i figli ci mettano becco (un signore ha lasciato uno scritto in cui indica proprio questo). Poi c’è chi sceglie la musica da suonare in chiesa: un uomo ha lasciato ad Asef persino un cd con l'”Adagio” di Albinoni. C’è poi chi ha espresso il desiderio che le proprie ceneri finiscano in una sola urna con quelle del cane e del gatto. <È stata una signora arrivata con una sorta di passeggino dove, invece di un bimbo, stava un cane di piccola taglia – prosegue Ottonello -. Le abbiamo spiegato che la legge non lo consente, ma potrà scegliere che le sue ceneri e quelle degli animali vengano disperse assieme>.
Non mancano anche i “previdenti estremi” che desiderano una bara con i colori sociali della propria squadra: quelle di Genoa e Sampdoria sono in pronta consegna, ma si possono ordinare anche bare dedicate ad altre squadre, basta non aver troppa fretta di morire e lasciare tempo ai fornitori. Un capitolo a parte va dedicato agli amanti del lusso post mortem. C’è chi non si accontenta della bara più costosa in dotazione ad Asef, in noce nazionale  e chiede all’azienda di ordinarne una “di design” da catalogo. Il costosissimo estremo giaciglio si paga circa 4 mila euro ed è prodotto a Brescia. Più comune è la scelta dell’abito che si desidera indossare quando si raggiungerà lo stato di caro istinto. C’è chi ha fornito ad Asef abiti eleganti e chi ha portato già in sede una divisa da crocerossina.
Qualcuno ha fatto dell’assicurazione sul funerale una strenna originale regalandola a madre, padre, nuova compagna del padre e moglie. Si dice che “un diamante è per sempre”, ma una bara, è innegabile, lo è ancora di più.
Certamente, il contatto tra chi ordina un servizio così delicato e chi raccoglie tutti i desiderata del caro estinto in pectore fa sì che tra i due soggetti si instauri un rapporto particolarissimo, di confidenza totale. Tanto che i telefoni degli addetti, sotto Natale, diventano roventi in occasione degli auguri.
“Ricordati di te” è una polizza che ha un duplice obiettivo, spiega l’amministratore unico di Asef Franco Rossetti: «Il titolare della polizza può esprimere le proprie volontà, definendo anticipatamente il servizio funebre e la sepoltura, per sé o per un proprio caro, in questo modo non si pesa sui familiari, ma soprattutto li si solleva da questioni burocratiche in un momento emotivamente molto difficile».
L’adesione a questo programma di previdenza prevede la consegna di una card personalizzata che consente di verificare subito tutto ciò che è stato predisposto dal titolare della polizza. Chi è interessato può chiedere informazioni nelle agenzie A.Se.F, al numero verde 800.550755, alla centrale operativa (010.2915108) o consultare il sito internet www.asef.it.
Ultimamente la tumulazione delle ceneri è  un po’ in calo. Disperderle, infondo, costa meno e siamo pur sempre genovesi. Si può farlo in mare o ai Camaldoli. Forse l’appello del papa a farle tumulare in un luogo consacrato contribuirà, ora, all’inversione di tendenza. Lo ha capito il parroco di San Giuseppe di Priaruggia che ha deciso di tornare a usanze pre napoleoniche mettendo a disposizione circa duemila cellette cinerarie in chiesa, a disposizione dei fedeli i cui parenti non dovranno affrontare i pellegrinaggi ai cimiteri e potranno onorare i resti dei trapassati comodamente vicino a casa. Un bel business, insomma. E anche chi contrae la polizza per il proprio funerale punta, tra le altre cose, a un vantaggio economico di cui godranno gli eredi: il prezzo si ferma al momento della prenotazione e se si sopravvive a lungo il conto rimane congelato, al riparo da rincari e inflazione. La spesa minima è di 1.700 euro. Si può pagare a rate con eventuale saldo, a cura dei familiari ovviamente, al momento della dipartita se non si è ancora riusciti a pagare tutto. Asef, però, annuncia che sta per farsi carico del rischio di rinunciare alle rate non ancora versate al momento del trapasso. Questo potrebbe allettare quelli che, a torto o a ragione, si sentono ormai la falce della morte sul collo e c’è da scommettere che, nello stipulare la polizza, ci sarà più di un genovese che, firmando, penserà: <Ho la mia bella convenienza>.

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(Un’immagine del film “Death at funeral”, commedia inglese del 2007)

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