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L’Albergo dei Poveri si apre alla città. Quattro secoli di storia in un libro che sarà presentato venerdì

L’Istituto Brignole riconsegna alla città il suo patrimonio artistico fatto di tele, sculture, paramenti sacri, antichi libri e documenti, a rappresentare la intensa vita dell’Albergo dei Poveri, oltre quattro secoli di storia di Genova. Un patrimonio artistico salvato in extremis, recuperato per buona parte in pochi mesi di lavoro certosino, da parte degli esperti dell’università e delle soprintendenze. Ora l’Albergo dei Poveri, oramai svuotato da anni di ogni sua funzione sociale, rimasto chiuso su se stesso e sul proprio degrado per un bel po, spalanca oggi i portoni offrendo la vista di spazi immensi di nuovo illuminati e quindi già destinati a eventi culturali ambiziosi.

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Si comincia venerdi con la presentazione di un libro e una visita a ciò che di piu bello ci appare subito. La chiesa con la strepitosa Madonna di Pierre Puget, su cui non piovono piu calcinacci perché la cupola è stata ristrutturata, l’atrio con le statue giganti dei benefattori ora ripulite, i lunghi corridoi resi più ospitali e anche il giardino sottratto ad ogni disordine. E poi ci si prepara ad una primavera che è davvero di rinascita. Si sa, l’Albergo custodisce da anni il meglio della pittura genovese dal Seicento e oltre. Tele molto danneggiate da un abbandono di anni, su cui i restauratori hanno compiuto miracoli: a primavera circa una trentina di queste opere verrà esposta in una mostra che vuole essere ruotante e quindi in qualche modo permanente, comporranno una esposizione singolare anche di paramenti sacri (sono circa settecento, antichissimi ricamati preziosamente dalle ospiti dell’Albergo) e una trentina sarà visibile in chiesa. Così come usciranno dai cassetti e dai bauli fotografie di questa basilica della pietà dove migliaia di genovesi hanno trovato riparo da una vita di stenti.

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E sono in mano ai restauratori anche mobili importanti, perlopiù settecenteschi, che si intende poi collocare in spazi per la consultazione, lo studio, la lettura. Perché il futuro immediato dell’Albergo è proprio questo: un utilizzo da parte della collettività di questo edificio, 60 mila metri quadri il piu vasto di Genova, oggi in parte occupato dall’Università, mantenendo tuttavia ancora molte stanze da dedicare alla cultura, all’arte, alla storia.

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Ci crede molto il commissario Piero Piciocchi che ha affidato a Emanuele Mattiello il compito di togliere agli ambienti del Brignole la patina del degrado. La collaborazione con le soprintendenze, l’intervento di sponsor, i finanziamenti derivati dal lotto, hanno fatto il resto. Dunque in attesa di ammirare i Piola e i Cambiaso, i Carlone e ancora i Castello e il Paggi per citare solo alcuni nomi di un orizzonte artistico molto ampio, che arriva all’Ottocento, ecco la presentazione del libro di Annamaria de Marini sulla storia dell’Albergo e del suo fondatore alla presenza delle istituzioni. Si terrà una tavola rotonda cui parteciperanno Paolo L.Bernardini professore di storia moderna, Lauro Magnani, professore di storia dell’arte all’università di Genova che ha seguito passo passo questa stagione di recupero, il geriatra Ernesto Palummeri, coordinatore Rete Demenze della Regione Liguria e l’autrice. Appuntamento alle 18 di venerdi 18 novembre all’Albergo dei Poveri. Intermezzi musicali ma anche un buffet offerto dagli studenti dell’Istituto Bergese

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