Annunci
Ultime notizie di cronaca

Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/22 settembre 2016

rubrica Discoclub

A CURA DI DIEGO CURCIO

LE RECENSIONI

ACOUSPACE PLUS – Tid

tad.jpg
Prendetevi del tempo (“Tid” in danese) e possibilmente anche dello spazio (anche quello immaginario, garantito dall’isolamento di un buon paio di cuffie, può andar bene) e disponetevi all’ascolto. Il quartetto formato da Jesper Bodilsen al contrabbasso (è lui il cuore pulsante del trio ‘nordico’ di Stefano Bollani), Claus Waidtløw e Joakim Milder ai sax e Spejderrobot all’elettronica, richiede attenzione, ma non perché la sua musica suoni ostica o pretenziosa, semplicemente perché, fin dalle prime note, “Snowland” avvolge in un universo acustico sinuoso, curvilineo, in questo favorito dall’assenza di strumenti percussivi e anche del pianoforte. La discendenza più immediata è quella con i gruppi di Jimmy Giuffre, il trio dei dischi Verve, “Fusion” e “Thesis” insieme a Steve Swallow e Paul Bley: in comune la libertà espressiva – che non sfocia mai nel caos, nemmeno organizzato – e l’attenzione alla melodia; in aggiunta una leggerezza quasi onirica, una luminosità caratteristica di certe sere da quelle parti lassù al nord. Una delle (molto) piacevoli sorprese di quest’anno jazzistico. Danilo Di Termini

THE DOORS – The Tv Collection

doo.jpg
Lo smisurato profluvio di bootleg riportati in vinile ha molte ombre, ma anche qualche lucina intermittente, quando chi si trova a compilare materiale altrui e fuori controllo mostra almeno di aver scrupolo archivistico. Qualità che sembrerebbe fuori luogo per la sconvolgente passionalità di Jim Morrison e soci, ma che mezzo secolo dopo serve assai. Qui ad esempio qualcuno ha riunito non tutte, ma una parte succosa del sonoro dalle esibizioni televisive dei Doors, dal Rock Scene di Toronto del ’67 al Ballroom di San Francisco del ’67, e, stesso anno, due brani dall’Ed Sullivan Show. Il ’68 è rappresentato con due poco consuete tracce: Touch Me e Wild Child dallo Smothers Brothers Comedy Hour, il ’69 dal Critique di New York. Qualità mediamente più che accettabile, memorabile performance di Morrison nella prima Back Door Man riportata, con lo spirito di Howlin’ Wolf a infiammarlo, e notevole anche la versione iniziale di The End: un tempo qualcuno ha scritto che era il “buco” più notevole nella discografia doorsiana, ora c’è l’imbarazzo della scelta. Guido Festinese

OKKERVIL RIVER – Away

OKK.jpg
La separazione (nella maggior parte dei casi: essere mollati) sta alla base di un buon numero di dischi, alcuni capolavori (Blood On The Tracks di Dylan) altri meno. Away è un disco di separazione (break-up album) ma non si parla di questioni di cuore: Will Sheff è stato mollato (o ha mollato, vai a sapere) gli Okkervil River. Il gruppo, attivo da fine anni 90, torna in “Away” totalmente rinnovato; cambiano musica e volti intorno al fondatore e autore principale (Will appunto). La cosa è chiara da subito: il primo pezzo si chiama Okkervil River RIP. Passa in secondo piano il rock indipendente (addirittura con venature anni 80) delle ultime prove e arriva un cantautorato cosmico, in bilico tra folk e derive più libere (i musicisti sono di area jazz-newyorchese, nientemeno), acustico di base senza disdegnare soluzioni diverse. Una rinascita coi fiocchi. Marco Sideri

MORGAN DELT – Phase Zero

AAA.jpg
Specchio, specchio lisergico delle brame rock, chi è il più psichedelico del reame? In questo momento la bacchetta del rabdomante deve indicare, per forza, il Signor Morgan Delt. Che vive tra i boschi in California, da bambino dev’essere cascato in una tinozza di tè alla cannabis, ed aver avuto in sorte, da ascoltare, un bel quintale di ellepì d’antan che partivano con gli episodi più strampalati della Incredible Band, quando erano cose sicure, e sfumavano in una “purple haze” di puro peyote quando le copertine erano troppo colorate per capire chi fosse, il gruppo. Questo è il suo secondo disco, e se riuscite a immaginare una nuvola colorata piena di echi, riverberi, nastri al contrario, e via citando, che inizia con i Byrds “otto miglia su nel cielo” e finisce da qualche parte smarrita nelle terre ambigue degli Animal Collective siete già sulla buona strada. Mettendo in conto anche diversi giri di pattuglia (a bordo di teiere volanti, ça va sans dire) in specifici territori Gong, Sua Freakitudine la buonanima di Daevid Allen benedicente. Guido Festinese

IL DIARIO

rubrica discoclub

Diario del 23 settembre 2013
“Oggi inizia l’autunno”, la butto lì come tutti gli anni e, come tutti gli anni, i clienti presenti ribattono “Ma cosa dici? E’ iniziato il 21” e mi guardano come a dire “Si è rimbambito”. Ora quando a dirmi così sono i giovani, ai quali probabilmente i maestri e professori non hanno insegnato nulla sull’equinozio, non hanno insegnato a fare i calcoli a mente senza uso della calcolatrice, non hanno fatto imparare a memoria poesie inutili come “Ei fu siccome immobile…” che mi è rimasta incollata in testa da più di cinquantanni, passi, ma quando a farmi questa obbiezione sono dei miei più o meno coetanei m’innervosisco: è successo anche oggi e per poco non perdo un vecchio cliente, che ho maltrattato per la sua ignoranza e testardamente insisteva sul 21, per fortuna adesso c’è internet e si è dovuto arrendere all’evidenza di quanto scriveva wikipedia, anche se ha insistito a dire “A me a scuola hanno insegnato che incominciano tutte il 21”.
Passiamo alle richieste. Un quarantenne si affaccia sulla porta e mi chiede, “Scusi, è vero che hanno ricominciato a fare le musicassette?”. Una signora, “Voi mettete le diapositive su cd?”. Una ragazzina con madre al seguito “Avete i cd degli One Direction?”, “No”, “Dove posso trovarli?”, “Da Feltrinelli”, e la mamma, “Ma mi figlia vuole i cd musicali”. Telefonata, “Avete i cd di Moreno?”, “No”, “Ma li avete finiti o non li tenete?”, “La seconda”, “E perché? Lo sa che è il rapper più famoso d’Italia?”, “Appunto”, “Buonasera”, “Buonasera”.
Anche oggi chiusura con le frasi celebri di Ivano: “Ho di nuovo litigato con mia mamma. Mi ha chiesto lo shampoo, io glielo avrei anche dato, ma lei lo voleva tutto”.

LE PROSSIME USCITE

rubrica discoclub

Domani
MADELEINE PEYROUX – SECULAR HYMS
JOHN SCOFIELD – COUNTRY FOR OLD MEN
AIRBOURNE -BREAKIN’ OUT OF JAIL
BIOSPHERE – DEPARTED GLORIES
JOE BONAMASSA – LIVE AT THE GREEK THEATRE
BILLY BRAGG & JOE HENRY – SHINE A LIGHT
DEVENDRA BANHART – APE IN PINK MARBLE
MARILLION – F E A R
BRUCE SPRINGSTEEN – CHAPTER & VERSE
VANGELIS – ROSETTA

11 novembre
PINK FLOYD – The Early Years 1965-1972

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA
1 NICK CAVE & THE BAD SEEDS – SKELETON TREE
2 KING CRIMSON – RADICAL ACTION TO UNSEAT
3 BEATLES – LIVE AT THE HOLLYWOOD BOWL
4 OKKERVIL RIVER – AWAY
5 LED ZEPPELIN – THE COMPLETE BBC SESSIONS
6 ANDREA SCHROEDER – VOID
7 WILCO – SCHMILCO
7 THE HANDSOME FAMILY – UNSEEN
9 JACK WHITE – ACOUSTIC RECORDINGS 98-16
10 RYLEY WALKER – GOLDEN SINGS THAT HAVE BEEN SUNG

Annunci

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: