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Omicidio del Geirato, ricercati Guido ed Enzo Morso

Sarebbe stato Guido Morso, 34 anni, ad aver sparato, uccidendolo, al ventottenne Davide Di Maria, “Davidino Scommesse” come aveva scritto lui stesso sulla sua pagina Facebook perché in passato ha gestito, appunto, una sala slot. Proprio il gioco, cioè le scommesse clandestine, sarebbero la causa scatenante dell’esecuzione progettata e messa in atto, secondo gli investigatori guidati dal sostituto procuratore Silvio Franz, da Guido (ultrà del Genoa, già destinatario di un Daspo) insieme al padre. Questa è l’ipotesi degli inquirenti che ricercano anche il padre Enzo, 60 anni, già coinvolto in diverse inchieste di mafia riguardanti le cosche di Gela. Non è trascurata nemmeno la pista di un regolamento di conti nell’ambito degli ambienti del traffico di droga.
Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile della Questura, guidata dal primo dirigente Annino Gargano, padre e figlio avrebbero fatto irruzione ieri, verso le 17, nella casa di via San Giacomo di Molassana, al Geirato, condotta in affitto da Mor Marco N’Diaye, italiano di origine senegalese, carrozziere, rimasto ferito durante la colluttazione coi Morso insieme al colombiano Christian Beron, muratore incensurato e residente a Bogliasco che anche lui si trovava nella casa.
Gli investigatori sono convinti che i due Morso siano entrati per uccidere. Entrambi, secondo la squadra mobile, erano armati. Avrebbero suonato al campanello e appena gli è stato aperto avrebbero cominciato a sparare con le pistole che avevano con sé.  Di Maria, che avrebbe aperto la porta e per questo sarebbe stato per primo colpito dai proiettili, avrebbe cercato la salvezza arrancando verso le scale esterne e lì è spirato.
Gli altri due avrebbero approfittato del fatto che una delle due pistole, proprio quella di Guido, si sarebbe inceppata mentre tentava di tirare addosso a loro. A quel punto N’Diaye e a Beron hanno tentato di resistere a Guido ed Enzo. Da qui è nata una colluttazione nel corso della quale i Morso avrebbero usato il calcio di una delle pistole (N’Diaye è stato colpito al volto e alla testa) e delle armi da taglio (le coltellate ricevute dallo stesso N’Diaye sono, però, poco profonde). A Beron è stato, invece, sfondato il naso con un pugno.
Ad assistere i due ricercati è l’avvocato Mario Iavicoli. Potrebbe essere lui ad assistere Enzo e Guido Morso nel caso in cui decidessero, come pare probabile, di costituirsi. Entrambi sarebbero rimasti feriti nella colluttazione e avrebbero bisogno di cure.

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