Presenze

Sono rimasto qualche minuto interdetto con la tentazione di intitolare il pezzo quotidiano Resurrezioni, anziché Presenze, come ho fatto alla fine. Ma Resurrezioni sarebbe stato troppo, perché sarebbe risultato implicito che la pietra tombale fosse stata sollevata e che qualcuno ascendesse o fosse già asceso al cielo. Mentre è più che ovvio che le sue terga, pur importanti, sono rimaste, al massimo, incollate alla poltrona del San Carlo di Milano dove si è tenuta la convention “Energie per l’Italia” di Stefano Parisi. Indomma presenze ragguardevoli, e non solo la sua, di liguri transitati e tuttora simpatizzanti di Forza Italia. Un nome per tutti, quello dell’ex consigliere regionale del PdL, poi fuoriuscita, Raffaella Della Bianca, a lungo alla corte dell’allora ministro plenipotenziario Claudio Scajola, tanto da essere gratificata, nei momenti difficili di qualche consulenza eccellente. La Della Bianca, una volta trasferitasi a Milano è ‘ riuscita a rilanciarsi, prima nell’ufficio organizzativo alle elezioni per il comune di Milano che hanno visto Parisi sfidare Beppe Sala, per essere poi riconfermata al suo fianco nel momento in cui lo stesso Parisi e’ stato indicato da Silvio Berlusconi come l’uomo adatto per il rilancio del centro destra. Ruolo che sarebbe stato molto ambito anche dal governatore ligure Giovanni Toti, punito dal telecavaliere per i suoi sbandamenti a destra con tanto di frequentazione con Salvini e con la Meloni.
Ma la presenza maggiormente segnalata, dopo le vicessitudini giudiziarie della casa del Colosseo a sua insaputa, è stata quella dell’ex pluriministro e potentissimo esponente di Forza Italia in Liguria Claudio Scajola. Lo appunta con la solita solerte precisione il professor Francesco Gastaldi sulla sua pagina Facebook che sforna quotidianamente post sulla politica della nostra regione. Un lungo elenco suddiviso in due post. Il primo “L’ex ministro ligure Claudio Scajola in platea alla Convention di Stefano Parisi, von la figlia Lucia, giornalista di Panorama, non presente il nipote Marco assessore regionale ligure. Dovrebbero essere presenti l’ex consigliere regionale (e comunale) Raffaella Della Bianca e l’ex consigliere comunale genovese (di antica fede DC) Giuseppe Costa, così come l’ex consigliere regionale, già fedelissimo di Luigi (detto “Gigi”) Grillo, Luigi (detto “Gino”) Morgillo dalla Spezia. Presente Elisa Serafini, genovese, opinionista de La7″. E il secondo che lo completa “L’ex ministro ligure Claudio Scajola in platea alla Convention di Stefano Parisicon la figlia Lucia, giornalista di Panorama, non presente il nipote Marco assessore regionale ligure. Dovrebbero essere presenti l’ex consigliere regionale (e comunale) Raffaella Della Bianca e l’ex consigliere comunale genovese (di antica fede DC) Giuseppe Costa, così come l’ex consigliere regionale, già fedelissimo di Luigi (detto “Gigi”) Grillo, Luigi (detto “Gino”) Morgillo dalla Spezia. Presente Elisa Serafini, genovese, opinionista de La7″. Naturalmente i commenti non potevano che essere incentrati non tanto sulle persone che puntualmente si sono presentate al San Carlo, quanto sulle assenze eccellenti. Da Toti, appunto, al coordinatore Sandro Biasotti. E su quest’ultimo qualcuno si azzarda a pronosticare un rapido declino di carriera, mentre c’è chi sostiene che Silvio Berlusconi lo salverà ancora una volta. Certo è che Parisi non gradisce che il suo centrismo liberale flirti troppo con la destra estrema rappresentata dal rozzo segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini e da Fratelli d’Italia della neomamma Giorgia Meloni. Mentre qualche rapida battuta riportata dai giornali on line fa capire che dopo la lunga assenza Claudio Scajola si sia già riposizionato da par suo “Ecco Claudio Scajola, che si sente a casa alla convention di Parisi: “Berlusconi? Non c’è, ma è come se ci fosse”. Poi parla con qualcuno dello staff di Parisi: “Certo che questa roba di Salvini su Ciampi. Ma noi come facciamo a stare con questa gente. Ma Berlusconi? Manda un messaggio mi dicono, vero?””. Insomma la resurrezione con tanto di ascesa al cielo potrebbe essere prossima. Troppo il tempo per un politico di razza come Scajola passato ai margini, concedendo solo qualche rara intervista in cui centellinare accorte strizzatine d’occhio al nuovo delfino di Berlusconi. Il dibattito social riesce a scuotere persino il segretario generale dell’Anci Pierluigi Vinai.nonoatante abbia ripetuto più volte che ha abbandonato la politica, approfitta della pagina social di Gastaldi per lasciarsi andare ad un Ohibò in un dialogo a con l’ex consigliere regionale Giancarlo Manti del Pd che critica proprio il governatore ligure che dopo aver partecipato all’ultimo incontro con Salvini e Zaia si è definito, irridente, un populista moderato. Insomma più che presenze riposizionamenti in vista delle prossime mosse di Berlusconi, che come sempre vorrà avere l’ultima parola sulla designazione del candidato sindaco del centrodestra, sottraendo la pratica, come è già successo molte volte, agli organismi che dovrebbero operare sul territorio. Con Toti e Biasotti che sembrerebbero sempre più confinati al ruolo di semplici spettatori.
Presenza anche per un redivivo Vittorio Pezzuto, radicale allievo del compianto Giacinto Marco Pannella, politico passato dagli scranni del consiglio comunale genovese a quelli della fu sala verde regionale, poi reinventatosi giornalista e scrittore. Epica la sua dichiarazione d’esordio a palazzo Tursi, quando avvertì un assessore di lungo corso, come Il defunto Nino Catrambone, socialista manciniano e nume tutelare dei voti dei calabresi di Genova: “Io gioco duro, assessore le consiglio di iniziare ad indossare i parastinchi”. Il buon Vittorio è stato intervistato recentemente come autore di un libro intitolato “Applausi e Sputi” che rievocava il periodo dell’arresto di Enzo Tortora, il 18 maggio del 1983, e scarcerato proprio il 15 settembre di trenta a anni fa. Ma Pezzuto, che è sempre stato un politico che mai le ha mandate a dire, anche in questo caso non si smentisce, demolendo servizio e intervista mandata in onda sul Tg1. Un post condiviso dal suo vecchio amico e compagno di avventure in consiglio regionale, l’ex senatore del PdL Giorgio Bornacin, che nel momento di incontro con il radicale risultava iscritto ad An. E Pezzuto, nemmeno in questa situazione rinuncia la sua naturale irriverenza, dando una volta di più l’idea di che cosa significhi venir a contatto con il servizio pubblico”
pezzuto pezzuto-postÈ IL TG1, BELLEZZA, E TU NON PUOI FARCI NULLA. Ti cercano per un’intervista, accetti. La giornalista Grazia Graziadei si presenta impanicata («Non so come fare, per raccontare una storia del genere non basterebbe un libro di 500 pagine!» «Beh, forse non lo sai ma io ce l’ho fatta…»). Le dai alcune indicazioni sui filmati da prendere in TecheRai. Poi, per aiutarla in sede di montaggio, resti nei tempi indicati: 25 secondi netti. La sera scopri che erano decisamente troppi, ne bastavano solo 8. Guarda caso, il ‘troppo’ erano i nomi dei magistrati che arrestarono e condannarono Tortora così come una pillola garantista in cui spiegavi che in Italia si è innocenti fino a condanna definitiva mentre oggi sei già colpevole per il semplice fatto essere indagato. Risultato? Sembro uno che passa per caso, e infatti mi fanno dire un paio di banalità che potevano benissimo rientrare nello script del pezzo. E poi a che titolo parlo? Nel sottopancia vengo definito “Giornalista” quando avevo espressamente chiesto di mettere “Autore di APPLAUSI E SPUTI”. Richiesta irragionevole e strampalata, I suppose”.
Noi non abbiamo problemi e siamo a Cesare quel che è di Cesare. A Scajola la naturale inclinazione a rilanciarsi. Perche’ la politica, quando mancano appena due anni al raggiungimento delle 70 primavere e dopo aver messo a posto nel tempo una miriade di congiunti fra posti in organismi politici o di sottogoverno, risulta avere per lui ancora una straordinaria attrazione. A Pezzuto la predisposizione alla polemica. Poteva, forse, accontentarsi di una comparsata al Tg1, anche se nemmeno hanno menzionato il suo libro, editato, fra l’altro parecchi anni fa. Otto, per la precisione. Lui, allievo del Giacinto Marco Pannella, uomo polemista per natura, non ha saputo resistere a sputtanare almeno un po’ le altre sfere della Rai e inviati di punta, sfidando addirittura la casta, quella dei giornalisti e la supercasta degli inviati, che per natura non sono soliti vestire i panni di chi ammicca e perdona. Agli esordi politici lo chiamavano Vittorio la peste. Fa piacere riscontrare che raggiunti i cinquant’anni e nonostante il passato incarico di portavoce delll’ex ministro Renato Brunetta, – per il ciclo contaminazioni- non sia cambiato. O almeno, così pare.

Il Max Turbatore

2 thoughts on “Presenze

  1. Resto un filino basito: mai pensato di andare a Milano per ascoltare Parisi. Nel week-end ho semmai partecipato a Roma al debutto ufficiale della Marianna (www.lamarianna.eu), la creatura politica che in queste settimane si sta raccogliendo intorno alla leadership di Giovanni Negri e che guarda agli homeless della politica così come ai tanti radicali, laici, sociali e liberali da tempo dispersi o allontanatisi dalla politica.

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