Disco club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/15 settembre 2016

rubrica Discoclub

A CURA DI DIEGO CURCIO

LE RECENSIONI

HUMAN RACE – Human Race 7”

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Non ho la più pallida idea di cosa sciolgano nei bicchieri di birra a Roma ma dev’essere roba buona davvero. Perché se per l’ennesima volta sono qui a menarvela con la recensione di un’altra band romana, la colpa non è mia. Anzi, fino a qualche anno fa, a parte alcuni nomi storici come Bloody Riot, Bingo, Banda Bassotti, Taxi, Colonna Infame e Klaxon non è che la scena capitolina mi avesse mai regalato grandi gioie. Poi però in questi ultimi anni è accaduto l’impensabile. Prima escono i Giuda, poi arrivano i Dalton, poi ancora se ne vengono fuori i Tacita, qualche anno fa fiorisce il giro della Brigata Boredom, arrivano gli Holiday Inn: insomma chi più ne ha più ne metta; e adesso non faccio altro che ascoltare punk romano. Roba da matti. Tutto sto preambolo per introdurre il singolo – neppure troppo nuovo, ma assai succoso – degli Human Race “I can’t wait/Human Race”. Un 45 giri da sturbo, con due ottimi pezzi di punk 77. Musica senza fronzoli, chitarre spianate, voce arrogante e cafona e belle melodie. Un singolo che dovrebbe essere l’antipasto di un album sulla lunga distanza, che viste le premesse potrebbe diventare uno di quei dischi che stazionano mesi nel mio stereo. I due pezzi di questo 45 – l’inno “Human Race”, per quel che mi riguarda è già un classicone – sono un mix azzeccatissimo di Buzzcocks, Sex Pistols, Weirdos e Boys. Sono già due volte di fila che sento queste due canzoni e mi sono già fottuto il cervello. Diego Curcio

RYLEY WALKER – Golden Sings That Have Been Sung

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Il giovane Ryley Walker percorre strade sonore affascinanti e impervie. Ci vuole un talento solido e precoce come il suo per seguire le orme di Bert Jansch, Tim Buckley e Nick Drake con la necessaria sensibilità e Primerose Green (secondo album del songwriter di Chicago) elargiva talento e sensibilità a piene mani. Golden Sings That Have Been Sung, album sontuoso e poliedrico, rappresenta un passo ulteriore verso l’evoluzione artistica di Ryley Walker. Il produttore Leroy Bach, polistrumentista dei Wilco, ha traghettato il retroterra musicale del cantautore verso una sorta di crossover folk-psichedelico tanto impegnativo ed ambizioso da spingersi fino a scenari sonori prog. Ma fra gli otto brani dell’album, più che lunga e tortuosa Age of Old Tales o l’ipnotica suite Sullen Mind, affascina la semplice, efficacissima struttura folk di Roundabout e A Choir Apart. In ogni caso, le premesse per un futuro ricco di brillanti innovazioni sono ben evidenti e Ryley Walker saprà coglierle una ad una. Ida Tiberio

WILCO – Schmilco

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Una cosa è certa: Jeff Tweedy è ben intenzionato a tener salde le redini della sua creatura favorita, i Wilco. Che approdano al tredicesimo disco al ventunesimo onorato anno di carriera, se contiamo anche lo splendido “Live”, qualcosa in più se aggiungete antologie e il cofanettone di demo e inediti uscito recentemente. Non ci sono stupefacenti novità in questo notevole Schmilco, in copertina un agghiacciante fumetto in salsa humor noir, con tanto di paparino contento di farsi fulminare per garantire alla figlia energia elettrica per il suo giradischi. Il fatto però che l’asticella sia rimasta più o meno al suo posto (ed è parecchio in alto, per la media di produzioni di questo tipo) non significa che i Wilco non sappiano più scrivere eccellenti brani che partono tranquilli e placidi, e poi, secondo dopo secondo, sedimentano clamorose e misteriose inquietudini, come se il leggiadro alt pop di facciata infiltrato di umori indie fosse elegante carta colorata per incartare il veleno di malesseri assortiti. In dettaglio: si parte con un’indolente ballad alt country dal cuore nero, si prosegue con qualcosa che potrebbe sere un outtake da Coney Island Baby di Lou Reed, alla quarta traccia campeggia una di quelle ballate cubiste e oblique disturbate da una chitarra noisy che hanno fatto grandi i Wilco, segue Nope, un gioellino che stavolta sembra uscito dalla penna di Lennon e McCarney, e così via. Un gran disco, insomma. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Per fortuna. Guido Festinese

ANGEL OLSEN – My Woman

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Nel caso abbiate deciso di comprare, quest’anno, solo un disco di ‘rock al femminile’ è molto probabile che sia giunta l’occasione buona. La Olsen aveva dato buona prova delle sue doti nel 2014, con Burn Your Fire For No Witness e qui conferma ed estende quell’impressione. Le sfumature country del precedente disco sono sparite, e non se ne sente la mancanza. Nell’iniziale “Intern”, appaiono come novità dei sintetizzatori, ma in generale è tra rock e ballate sensuali (come la torch song Those Were The Days) che si muovono i dieci brani di My Woman, scaletta che si può anche ampliare scegliendo le varie edizioni: Cd secco, Cd con selz, (altri quattro brani in un secondo disco), frizzante LP con download o, per gli spendaccioni, tutta la roba in un cocktail che comprende anche poster, 45 giri con For You di Roky Erickson e Tougher Than The Rest di Springsteen. Ma la sporca decina di questa versione può senz’altro bastare a soddisfare la propria sete. Alla salute! Fausto Meirana

IL DIARIO

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Diario del 14 settembre 2013
Scendo in macchina e alle otto son già in negozio. Ieri il corriere è arrivato tardissimo e sul banco c’è un gran casotto di dischi, spero non entri subito qualche cliente in maniera di avere il tempo di mettere un po’ d’ordine. Detto, fatto, non solo entra un cliente, ma quel cliente è l’Uomo Del Monte! Le liste cartacee sono state sostituite dall’iPad, ma il risultato non cambia, i nomi sono più o meno sempre gli stessi, e la conclusione rimane “ricerche, ricerche, ricerche”. Lo faccio aspettare un bel po’, segno l’incasso del giorno prima, conto il fondo cassa, rispondo a più telefonate, innaffio la pianta veterana (quasi ventennale) all’esterno, metto un po’ d’ordine, ma lui rimane impassibile, sposta le scatole dei dischi, posiziona al loro posto la sua borsa tuttofare, tira fuori l’iPad e aspetta che io lo serva. Devo rassegnarmi, incominciamo con le ricerche. A questo punto entra un altro cliente, Gianni, fraternizzano e alla fine UDM giunge a una conclusione “Certo che siamo proprio matti, abbiamo già un sacco di dischi e siamo sempre alla ricerca di altri”, “Il problema è la moglie, lei non capisce e mi chiede perché continuo a comprare cd con tutti quelli che ho in casa”, raggiante UDM “Anche a te! Tu la moglie, io la mamma, la stessa frase”, “Sì, ma con la mamma è più facile, in qualche maniera ti arrangi, la moglie ti controlla più da vicino … e non sprecare soldi … con tutto quello che spendi potremmo farci una bella vacanza … perché non ti senti quelli che hai e così via, perciò ti tocca inventare i modi per fare entrare i nuovi acquisti senza che lei se ne accorga”, UDM, sempre più contento “E’ vero! Per fortuna (sua o di un’eventuale lei?) io a cinquantadue anni non ho ancora trovato una ragazza (chissà come mai), così posso fare quello che voglio, a parte qualche lamentela della mamma”, Gianni conclude “Bravo, dai retta a me, non sposarti mai”. In lontananza sento un boato, subito non capisco cosa sia, poi mi rendo conto che sono urla di gioia delle papabili compagne di UDM che esultano per lo scampato pericolo.

LE PROSSIME USCITE

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Domani
PETER CASE – PETER CASE
FRANCO D’ANDREA – TRIO MUSIC VOL.II
DALIS CAR – INGLADALONENESS
DAWES – WE’RE ALL GONNA DIE
LED ZEPPELIN – THE COMPLETE BBC SESSIONS
LORDI – MONSTEREOPHONIC
WILLIE NELSON -FOR THE GOOD TIMES: A TRIBUTE TO RAY PRICE
MADELEINE PEYROUX – SECULAR HYMS
JOHN SCOFIELD – COUNTRY FOR OLD MEN
TOTO – LIVE AT MONTREUX 1991
TRENTEMOLLER – FIXION

11 novembre
PINK FLOYD – The Early Years 1965-1972

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA

1 NICK CAVE & THE BAD SEEDS – SKELETON TREE
2 KING CRIMSON – RADICAL ACTION TO UNSEAT
3 BEATLES – LIVE AT THE HOLLYWOOD BOWL
4 OKKERVIL RIVER – AWAY
5 WILCO – SCHMILCO
6 JACK WHITE – ACOUSTIC RECORDINGS 98-16
7 TEENAGE FANCLUB – HERE
8 PARTON/RONSTADT/HARRIS – The Complete Trio Collection
9 REDMAN/MEHLDAU – Nearness
10 RYLEY WALKER – GOLDEN SINGS THAT HAVE BEEN SUNG

 

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