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Lettera da Pre’: “Cara ministro Pinotti, promesse a vuoto. Hai tradito le nostre speranze e la situazione è peggiorata”

Una lettera per ricordare, a un anno dalle promesse, che a Pre’ non solo nulla è cambiato, ma la situazione è anche peggiorata. La ha spedita il presidente dell’Osservatorio di Pre’-Gramsci Marco Ravera alla ministro genovese della difesa Roberta Pinotti, ma anche alla Procura della Repubblica, alla Prefettura, al Comune, al Municipio. Contiene accuse pesanti come macigni per tutte le istituzioni

via pre' volti mascherati

Ravera “presenta il conto” alla ministro, pregando che le assicurazioni sono cadute nel vuoto. Intanto gli spacciatori sono passati da una decina a una quarantina, certi esercizi etnici sono sempre più appoggio e roccaforte, alle forze di polizia, carabinieri compresi, mancano uomini. Inoltre il patto per Pre’, secondo l’Osservatorio, non si è mai partito, i bandi comunali per le botteghe sarebbero andati deserti e gli anarchici occupano ancora molte case.
<Le forze dell’ordine sono in pratica sparite dal sestiere da gennaio 2015 – sostiene Ravera -. Nel marzo successivo avevamo provveduto a lanciare un’allarme a mezzo esposto depositato in Questura e Procura, documento che allego. Alla denuncia non è seguito nessun impegno, così ad agosto dello stesso anno abbiamo scritto all’Onorevole Pinotti. Grosse promesse a cui è seguita solo una timida risposta da parte dei Cc e della Questura. Il Comune che era a conoscenza di questa denuncia non è mai intervenuto con nessuna iniziativa a supporto. Passano sei mesi e la situazione invece che migliorare degrada sempre più, così incontriamo il Procuratore Capo, dott. Cozzi. A lui chiediamo il sequestro degli immobili utilizzati per il commercio del contraffatto e la chiusura dei locali “etnici” che favoriscono lo spaccio di droga, oltre a un atteggiamento meno buonista da parte della procura verso chi spaccia. Passo successivo: oltre 40 cittadini di Pre’ nel mese di luglio hanno depositato altrettanti esposti per raccontare degrado, spaccio e contraffatto. Ma ancora a oggi il nulla, la situazione si conosce ed è chiaro quanto impera l’illegalità. Il Sindaco e il Presidente del Municipio non si possono smarcare da questo stato di cose: Marco Doria e Simone Leoncini sono responsabili tanto quanto ogni altra istituzione competente che ad oggi se pur interpellata non ha dato risposte serie>.

Ecco la lettera spedita dall’Osservatorio al ministro Pinotti

Pinotti
Gent.ma Dott.ssa Pinotti,

è passato quasi un anno da quando ci siamo incontrati per raccontarLe le gravi condizioni in cui versava il sestiere di Prè. Per rappresentare meglio ogni questione, Le abbiamo illustrato gli esposti denuncia presentati in Procura e alle Forze dell’ordine, Le abbiamo consegnato le fotografie dei componenti della banda che stava progressivamente prendendo il controllo del territorio.
Il tutto molto particolareggiato per non presentare il solito “mugugno” genovese ma per consentire un intervento preciso, rapido e puntuale.
Conseguenza: si è sentita di promettere il suo impegno per stroncare l’ascesa del sistema criminale senegalese.

Le avevo spiegato che i pusher operativi erano una decina, stabili già da mesi negli stessi posti, ora la situazione è cambiata, ma in peggio: sono oltre quaranta!! Tutti senegalesi e uniti, lavorano spalla a spalla, appoggiati logisticamente da alcuni locali gestiti da loro connazionali: le gastronomie tipiche etniche site in via Pre’ e già note alle forze dell’ordine per i diversi interventi effettuati negli anni.

Ormai il gruppo di spacciatori si sente padrone del territorio e così reagisce con violenza ai tentativi di arresto e spesso il personale di polizia finisce al pronto soccorso. Questo accade perchè sono sempre più consapevoli che il territorio è abbandonato dalle istituzioni locali.

Dopo un anno vogliamo fare un bilancio e tra chi ha tradito le nostre speranze purtroppo dobbiamo inserire anche Lei.

Qualsiasi risposta in termini numerici non ci deve interessare, servono certamente i numeri ma molto più importanti i fatti e questi sono evidenti; quindi gli sforzi o non sono stati consistenti o affrontati con modalità sbagliate.

Qualcuno ci dice che la Procura rilascia ogni pusher arrestato e questo perchè le pene sullo spaccio di piazza sono state alleggerite dal Governo Renzi. Bene! Nessuno ha pensato che queste bande vanno trattate come associazioni a delinquere!? ‘Lavorano’ insieme da mesi negli stessi luoghi e utilizzano gli stessi appoggi sul territorio, come non possono essere un’associazione a delinquere!? Chi delinque in associazione è certamente sanzionabile con pene severe e mentre si fa intelligence si deve procedere a chiudere quei locali che favoriscono la logistica a questi mafiosi.
Sarebbe una soluzione per stroncare la possibilità che sul territorio si rigeneri un’altra associazione.
Insomma la soluzione non deve essere solo iniziare da oggi a contrastare lo spaccio con arresti quotidiani indipendetemente dalle sorti in Procura ma trattare una struttura criminale in quanto tale per ottenere le sanzioni idonee a debellare il fenomeno.

La mancanza di un intervento deciso delle istituzioni su un cosi grave fenomeno di occupazione del territorio da parte di bande criminali, equivale ad arrendersi:
Lo stato vuole arrendersi?
Alziamo bandiera bianca?

È evidente che attività del genere devono essere fatte col numero giusto di personale, e qui la prima promessa non mantenuta.

Infatti alla stazione dei Carabinieri della Maddalena non sono mai arrivati uomini utili per specifici servizi. A settembre, paradossalmente vista la sua competenza, aveva invece risposto la Questura, ma solo con qualche servizio. Poi il NULLA da parte di TUTTI.

Un mese fa circa, dopo i duelli rusticani tra nordafricani per la contesa di uno spicchio di territorio, visto che ormai è tutto della mafia senegalese, i cittadini di Prè, terrorizzati da tutto quello che sta accadendo, hanno depositato, nel giro di qualche giorno, oltre 40 esposti presso il commissariato di Prè.
Deve crederci se Le diciamo che tutti hanno scelto il Commissariato di P.S. non perchè lo ritengono responsabile unico di questa situazione (nonostante le nostre sollecitazioni al questore dott. Montemagno siano rimaste inascoltate dal suo insediamento), ma perchè hanno perso completa fiducia sui Carabinieri vista la loro totale assenza, non solo sostanziale, ma anche di semplice rappresentanza sul territorio.

Aggiungiamo: il Comune indice Bandi (quanti ne abbiamo visti in questi anni!!!) per aprire attività in una zona depressa senza prima far nulla per costruire un percorso che favorisca l’insediamento di attività produttive e così ogni iniziativa abortisce.
Non si capisce la strategia di Tursi ma sta di fatto che il Patto d’area ‘regalatoci’ dalla Regione di Burlando, non viene fatto rispettare dalla Giunta di Doria; al Bando aperto per le assegnazioni di locali del Comune non aderisce nessuno e in questo deserto proliferano le attività commerciali cosiddette etniche (senegalesi, sudamericane, cingalesi, marocchine, indiane, pakistane e nigeriane) che non fanno altro che aggregare ubriachi e spacciatori, ma non si devono sottovalutare le attività cinesi che favoriscono la crescita dei laboratori in appartamenti gestiti da senegalesi, siti per la contraffazione dei marchi. Anche questa attività illegale che è ormai strettamente connessa con le casse dello spaccio di droga non è più contrastata se non a spot. Un anno fa decine di blitz contro decine e decine di laboratori con grossi sequestri di materiale; i cittadini si aspettavano i tanto sperati sequestri degli immobili col quale il sistema senegalese controllava e controlla tutt’ora la contraffazione, ma anche su questo tema ‘remi in barca’. Il vuoto ancora una volta, mentre i senegalesi sono lì negli appartamenti stessi appartamenti a cucire industurbati migliaia di accessori per tutti i vù cumprà del nord Italia.

Concludiamo sottolineando che il centro profughi e le tre moschee che sono in zona Prè devono smettere di operare e le case pubbliche occupate dagli anarchici vanno sgomberate. Il centro profughi di via delle Fontane è un serbatoio di manovalanza per la mafia senegalese; almeno un Imam è chiaro, da quanto si apprende dalla stampa, che per la magistratura è pronto ad una ‘guerra santa’ e anarchici e centri sociali, per migliorare la vivibilità del quartiere, sono operativi per reclutare profughi e ogni altro disagiato creato da un meltin pot malsano voluto evidentemente da ormai 10 anni da tutta la politica genovese.

Vista la gravissima situazione, dobbiamo chiederLe ancora ancora una volta di intervenire mobilitando il giusto numero di carabinieri (non ragazzi 20enni inesperti); circa il personale dell’Esercito, come ebbi modo di dirLe un anno fa, è certo ben accetto, ma solo dopo che le caserme straborderanno di carabinieri di grande esperienza.

Con ossequio,

Marco Ravera

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