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Toccata e fuga

È durata lo spazio breve, ma intenso, di qualche ora la notizia che il Pd genovese, nella persona del suo segretario provinciale Alessandro Terrile avesse finalmente scelto il candidato da opporre a “Cavallopazzo” Simone Regazzoni, il filosofo, già spin doctor di Lella Paita, autoproclamatosi candidato sindaco attraverso l’itinerario delle primarie. Ore in cui, oltre al diluvio di Like e di endorsement, si è pensato che i dirigenti del Pd, in vista della festa dell’Unita’ e di fronte al continuo incalzare di Regazzoni stesso, avessero intrapreso, finalmente, la linea della coerenza e della chiarezza. Poi tutto è tornato nella nebbia che avvolge, almeno in questi giorni, anche il tema dei dibattiti della prossima ottobrata.
Tutto è incominciato con un post dell’informatissimo professor Francesco Gastaldi, che a suon di messaggi sta mettendo sotto pressione l’establishement piddino. “Grande soddisfazione in città per la nomina di Luca Parodi nel CDA dell’Ospedale Galliera di Genova. La nomina di Luca Parodi detto Parodescu (dopo la svolta Cuperliana-Cofferatiana) ha raccolto consensi trasversali, sia quelli del suo antico mentore Giancarlo Mori (già presidente della Giunta regionale e provinciale), sia quelli della famiglia Sibilla da sempre legata a Parodi da sincera e profonda stima, sia quelli di alti prelati della curia genovese, sia quelli di molti dirigenti regionali (non tutti a onor del vero) che ne apprezzano le doti organizzative, sia quelli della ex Galassia PPI-Margherita, ma anche dell’area lettiana e di quella ex PCI-cuperliana (la nuova casa di Parodi, autentico cattocomunista). Marco Bagnasco anch’egli già collaboratore di Mori (ora civatiano) ha proposto ieri la candidatura di Parodi a sindaco di Genova, sono subito giunti consensi univoci”.
Con un proliferare di assensi, per “Parodescu” – così viene chiamato scherzosamente il dirigente regionale dopo la sua adesione verso la minoranza di Cuperlo – persino di vecchi compagni di partito, quando Luca Parodi militava fra le fila dei giovani democristiani. Partito da cui è partita la sua carriera amministrativo/politica, passata attraverso la scuola di Filippo Peschiera, nei primi anni ottanta, per approdare dopo tangentopoli alla Margherita e al Ppi, la stessa area del parlamentare Lorenzo Basso, con la svolta finale e l’adesione al Pd. Matteo Rosso, attualmente consigliere regionale di Fratelli d’Italia, ex democristiano confluito poi in Forza Italia e nel PdL, prima di abbracciare il partito di Giorgia Meloni, lo ha subito gratificato con un puntuale intervento sulla bacheca facebook di Gastaldi “Come molti di voi sanno io sono di un’area diversa politicamente e conosco Luca Parodi da quasi 30 anni e l’ho sempre stimato. Non credo assolutamente nelle alleanze trasversali e per me sarebbe inconcepibile un’alleanza con il PD, però se Luca fosse indicato candidato sindaco dal centrosinistra vorrebbe dire che finalmente è stata premiata la serietà e la competenza e per noi del centrodestra sarebbe un onore sfidarci con lui”.
E subito si è scomodato anche Regazzoni che da qualche settimana attende di conoscere quale sarà l’avversario di turno nelle primarie, dopo aver ribadito di essere pronto a scendere in campo e di non aver nessuna intenzione di tirarsi indietro, ormai nemmeno in presenza di un candidato unitario. Un intervento sulla pagina di Gastaldi “
Io ci sono, importante che ci siano anche altri candidati ora. In questo partito c’è bisogno di un sano confronto di idee. E Luca potrebbe dare un ottimo contributo”. Messaggio a cui ne ha fatto tempestivamente seguire, uno, un pelino più perfido, sulla sua bacheca facebook “Luca Parodi sarà il mio sfidante scelto, a quanto si dice, direttamente dal segretario Alessandro Terrile. Bene. Ne sono felice. Amo molto lo stile da vecchia DC di Luca Parodi (che proprio dalla DC viene): quella ventata di innovazione e freschezza di cui la città ha bisogno”.
E quando ci eravamo messi il cuore in pace e ci disponevamo ad accomodarci sulla poltrona per seguire questa disfida in casa Pd, è arrivata la doccia fredda. Perché il buon Parodi, come un dio pagano, si è materializzato dal suo buen retiro dell’Olimpo delle vacanze, per dimostrarsi meno indomito di quanto, al cospetto di tanti endorsement entusiastici, ci si sarebbe aspettati. Ambiguo il suo post, in perfetto stile partito di antica provenienza, che farebbe comunque pensare ad un passettino indietro, pur lasciando aperta la strada a qualche residua speranza dei suoi supporter.
“Certo che agosto è un mese strano… Sei in vacanza, i giornali fanno il loro lavoro, su FB qualcuno lancia un sasso nello stagno e… apriti cielo…
Ringrazio gli amici per le belle parole, ma riporto quanto ho dichiarato a Genova24: se il PD vuole tornare ad essere vincente deve ripartire dalle idee, dai contenuti. Deve individuare un filo rosso che unisca forze oggi divise e persone diverse attorno ad un progetto per la nostra Città. Un progetto di governo, che leghi le periferie con il centro, che parta dalle tante povertà e sappia guidare e sostenere i segnali di sviluppo che pure ci sono. Solo poi si potrà parlare di candidati, di persone. Non ripetiamo l’errore di partire da un nome per ricercare una nuova sconfitta. Quanto a me, ho un lavoro che mi piace e nel poco tempo libero che mi resta mi è stato chiesto di svolgere un servizio per la mia Comunità. Questo è quello che ho intenzione di fare, con umiltà e senza clamori”. Perché non si può fare a meno di notare quella fessurina lasciata aperta, con tanto spirito di servizio, nel poco tempo che gli resta al di fuori dell’incarico di dirigente regionale. Fessurina che dovrebbe, almeno al momento, essere riconducibile all’incarico  come membro del CdA dell’Ospedale Galliera, ma che non si sa mai, visto che come si dice… l’appetito vien mangiando. E poi, comunque, non può sfuggire la piena adesione al progetto del segretario provinciale Alessandro Terrile, che già a suo tempo, di fronte all’incalzare di Regazzoni, aveva dichiarato di preferire temi e programmi della campagna elettorale, in modo da aver chiaro il quadro delle alleanze, prima di esporsi con un candidato. Insomma l’impressione è che con un ben calcolato pressing al rientro di questa settimana di vacanze post ferragostane, il nostro Parodi possa essere tentato di ripensarci. Magari a seguito della conclusione della prossima Festa dell’Unita’, dove non è mai bene presentare candidature già traballanti. Anche se il segretario Terrile potrebbe forse obbiettare, presentandolo, di aver ricevuto, finalmente, la sua personale visione durante il percorso-pellegrinaggio sui 316 chilometri che lo separavano da Santiago di Compostela. Ma non tutti gli iscritti al Pd hanno il cosiddetto spirito confessionale che appartiene alla componente di Parodi.
E poi ci sarebbe da esaminare ancora la possibile ricandidatura del sindaco uscente Marco Doria, che, si dice, sia stata sostenuta nei salotti-caminetti, tanto cari a Ragazzoni,  nientepopodimeno che dal guardasigilli Andrea Orlando. Tanto che, nel caso di una ricomparsa con assenso del primo cittadino, si temeva addirittura una marcia indietro di Terrile e soci che si erano già sbilanciati assicurando lo svolgimento delle primarie. Mario Tullo, parlamentare genovese, manifestatosi, pur dalle sue vacanze montane,  sulla pagina facebook di Regazzoni per smentire qualsiasi tipo di manovra sotterranea, prevede invece primarie con tanti candidati, uomini e donne. In completa osservanza a  pari opportunità e quote rosa. Insomma la sensazione e’ che al capitolo primarie ne vedremo ancora delle belle. E che ad onta di quanto ci ha confidato Tullo, queste siano soltanto manovre di avvicinamento e carotaggi sul terreno dell’elettorato del Pd.
Intanto la polemica politica registra l’ennesimo capitolo sui migranti- tema su cui il Pd brilla, fra l’altro per assenza – con la discutibile scelta di utilizzare un edificio da tempo inutilizzato di proprietà del Comune per collocarvi e ospitare un gruppo di 25 migranti. Il particolare, non di secondaria importanza, che ha fatto insorgere gli abitanti e alcuni politici, già in campo in vista delle comunali, è il gatto che l’edificio in questione è ubicato nel bel mezzo della centralissima via XX Settembre.
Stefano Balleari, al momento unico rappresentante in campo del centro destra a contrastare l’iperattivismo di Simone Regazzoni, ha postato un messaggio vocale sulla sua pagina Facebook, a cui ha fatto seguito un comunicato stampa del meno tecnologico, ma sempre sul pezzo, Gianni Plinio, vice coordinatore Regionale Fratelli d’Italia-AN. Insieme a Massimo Spinaci, coordinatore genovese,hanno proposto l’istituzione di un Comitato civico unitario cui possono aderire partiti, gruppi ,movimenti  e singoli cittadini contrari all’iniziativa per dare vita al più presto ad una grande manifestazione di protesta. “Via XX Settembre non può diventare profugopoli! Questa volta occorre reagire in maniera unitaria e forte. E’ da irresponsabili pensare di allestire un megacentro profughi in via xx settembre accanto al frequentatissimo Mercato Orientale e nel cuore pulsante della città: non mi risultano iniziative dissennate analoghe in corso Vittorio Emanuele a Milano , in via del Corso a Roma o in via Roma a Torino. Una politica dell’accoglienza come quella di Tursi così confusionaria , dilettantesca e senza mai preventiva consultazione della cittadinanza è ad elevato rischio di provocare tensioni e reazioni popolari anche gravi. Invitiamo ,pertanto,  le Autorità competenti a desistere dall’insano proposito ed individuare soluzioni alternative condivise. Diversamente prepareremo una grande manifestazione di civile protesta insieme a tutti coloro che ,al  di là delle appartenenze , non accettano che venga impunemente deturpata una delle zone più significative in termini commerciali e turistici della nostra città. Tra i primi inviti quello all’autorevole esponente PD Simone Regazzoni notoriamente critico sull’accoglienza migranti formato Doria”.
Naturalmente scatenato sulla vicenda Regazzoni che si è immediatamente dichiarato contrario “Genova ha dimostrato di essere una città aperta e solidale, capace di accogliere i migranti. Sono i numeri a dirlo: 2200 migranti, oggi, sono ospitati nella nostra città. Con i numeri degli arrivi che continuano a salire, e l’esigenza di liberare il padiglione C della Fiera, c’è la necessità di trovare nuovi posti in città. In questa cornice si inserisce la notizia dell’apertura di un centro di accoglienza per migranti in via XX Settembre. Sulla carta il centro dovrebbe accogliere 25 migranti, ma sembra destinato, come scrive oggi Francesca Forleo sul “Secolo XIX”, ad ospitarne molti di più.

La decisione non brilla per buonsenso: nel merito e nel metodo. Si era deciso, con il Patto d’area, di rilanciare via XX Settembre, e ora, senza nessuna forma di consultazione o condivisione, si decide di aprire un centro di accoglienza nel cuore della via dello shopping. Le esigenze dell’ospitalità vanno rispettate, ma vanno contemperare con quelle di una città in difficoltà che ha bisogno di crescere. È questione di buonsenso. La decisione di aprire un centro di accoglienza nella centralissima via XX Settembre rischia di danneggiare il commercio, lo sviluppo della nostra città e la sua immagine. Una danno per tutti, non solo per i commercianti coinvolti. Una decisione di questo tipo non può essere presa senza preventiva discussione e approfondita valutazione. Il sindaco Doria intervenga subito. Chiediamo che l’apertura del centro venga fermata e che si apra subito un tavolo con Prefettura, Comune, Regione e Terzo settore per valutare altre opzioni. Privilegiando soluzioni che abbiano, in termini numerici, un impatto meno forte sul nostro tessuto sociale”. Mentre l’assessore ai servizi sociali Emanuela Fracassi, intervenuta in assenza di Doria, ha parlato di una situazione delicata assicurando che in accordo con la Prefettura ci sarà la massima vigilanza. Anche se, a risultare particolarmente discutibile, è proprio la scelta della zona, centralissima, dove ospitare gli extracomunitari, che già hanno provocato le proteste degli abitanti della Foce, per la loro presenza alla Fiera. Al momento, comunque, pare che un dibattito sul problema dell’immigrazione, cavallo di battaglia del candidato alle primarie Simone Regazzoni per la sua campagna elettorale, non sia stato previsto. A meno che, dopo le recenti proteste degli intellettuali sinistrorsi di Capalbio, preoccupati per lo sfregio al loro buen retiro dovuto alla presenza di una cinquantina di migranti, con tanto di ricorsi  al Tar, non facciano repentinamente cambiare idea agli organizzatori. Si tratterebbe, comunque di parole in libertà. Per figure barbine, sottolineate nei fatti da grottesche retromarce, c’è sempre tempo. Capalbio docet.

Il Max Turbatore

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