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Operazione “Ferragosto sicuro”, ma all’Expo non si vede una divisa e gli abusivi impazzano

LE FOTO – IL VIDEO
Ieri siamo andati al Porto Antico e ci siamo rimasti dalle 12 alle 13 per documentare l’operazione “Ferragosto sicuro” annunciata domenica dal questore Vincenzo Montemagno. L’Expo era tra le zone comprese tra quelle “a rischio” secondo il responsabile della Questura, nelle quali, in aggiunta al normale servizio, è stato annunciato che sarebbero stati impiegati 12 agenti in più per scongiurare problemi di sicurezza e terrorismo. Certamente sarà stato così, ma non dalle 12 alle 13 al Porto Antico dove, contrariamente al solito, non abbiamo visto nemmeno una divisa. Tanto che decine di venditori e posteggiatori abusivi agivano indisturbati come non accadeva da parecchio tempo

di Monica Di Carlo

C’è quello che ti “regala” il braccialettino brasiliano fatto di spaghetti colorati che, se non sottrai il polso in tempo, te lo trovi annodato e lo sanno tutti che scioglierlo prima che si rompa porta sfortuna. Non c’è niente da fare, tocca pagarlo. C’è quello che ti annuncia che ti donerà un elefantino in pura vetroresina, opera falsamente eburnea di artigianato locale (in realtà rigorosamente “made in China) che finirà nelle tue mani (dietro compenso, ovviamente) perché è la festa nazionale del Kenia, un luogo piuttosto bizzarro perché codesta festa, di fatto, quantomeno al Porto Antico, dura 365 giorni l’anno.
Parlano inglese i venditori abusivi dell’Expo, per quello riescono ad agganciare anche i turisti stranieri con un accento forse non esattamente british, ma efficace. Sono questi i venditori meno pericolosi che operano ogni giorno all’ombra del Bigo. Insieme ai venditori di occhiali assaltano chi scende dai battelli e chi sta in coda alla biglietteria dell’Expo.
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Poi ci sono i venditori di capi contraffatti, parte integrante dell’organizzazione dei falsi che può contare su svariati laboratori a Pre’ dove si compie l’ultimo atto (la cucitura delle etichette e il ricamo dei logo) della filiera dei capi “firmati” imitati più o meno pedestremente.
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Infine ci sono i posteggiatori abusivi che si piazzano nell’area del parcheggio davanti al Galeone o in zona Porta Siberia chiedendo il “pizzo” a chi già paga la salata sosta. Qualche mese fa sono stati rimpatriati, ma sono già rientrati in blocco e sono tornati a taglieggiare gli automobilisti. Però, coi pedoni sono gentili e sono pronti a offrire gratis tutte le informazioni sull’area, che conoscono bene.

posteggiatori abusivi

Ieri erano almeno una trentina gli stranieri che cercavano di fare affari in una delle zone “super militarizzata”, inserite nell’operazione “Ferragosto sicuro” decisa dal questore Vincenzo Montemagno. E questo perché di non c’era nemmeno l’ombra di una divisa, almeno tra mezzogiorno e le tredici quando abbiamo registrato i filmati e scattato le foto. Sarebbe facile e gratuita ironia dire che i terroristi non rispettano la pausa pranzo e che ieri, se qualcuno avesse voluto, avrebbe potuto agire indisturbato proprio come i venditori, senza alcuna fatica. Oltre al rinforzo “anti attentato”, mancava anche il servizio normalmente programmato, a dir la verità. Non c’erano né i finanzieri a tenere lontani i venditori dal Galeone (tanto che il trenino turistico faceva fatica a passare) né polizia e carabinieri nell’area delle biglietterie. Per carità, poliziotti e militari dell’arma potevano essere in qualsiasi altro posto del Porto Antico, che è grande, ma certo non può non suscitare perplessità la contemporanea assenza per un periodo così lungo nelle zone più calde sotto il profilo della prevenzione del terrorismo (la biglietteria dell’Acquario) e dove si concentrano la contraffazione e l’assedio dei posteggiatori abusivi. La cartina di tornasole della totale assenza di controlli è rappresentata dalla loro così numerosa e spavalda presenza.

posteggiatori abusivi 1

La percezione di insicurezza era fortissima, i passanti si sono dovuti difendere dagli assalti dei venditori, gli automobilisti dai posteggiatori. E solo la fortuna ha voluto che nessuno jihadista si sia fatto venire la voglia di agire proprio in quel momento. Non ci sarebbe stato nessuno a contrastarlo. L’unica cosa sicura, ieri, all’Expo, sembrava la possibilità per gli abusivi di agire indisturbati.
Tutto questo mentre alla Darsena, come segnala un lettore di GenovaQuotidiana, ad accogliere i turisti che passeggiavano verso il Museo del Mare era un materasso pronto a tornare ad ospitare, in serata, il sonno del suo proprietario. E anche il decoro e l’immagine turistica dell’area che ospita più visitatori è andata a farsi benedire. Proprio il giorno di Ferragosto, con la città strapiena di turisti.

materasso darsena

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