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Tre appartamenti in Santa Maria di Castello ai rifugiati? Rivolta in centro storico

Ieri alcuni uomini salivano Santa Maria di Castello con dei materassi che sono stati portati, pare, in appartamenti di proprietà del convento, ma affittati e quindi gestiti da terzi. Fino a quando ci abitavano gli studenti erano gestiti da Arte che li cedeva ad Ersu. Immediatamente si è sparsa la voce (non confermata) che stiano arrivando molti richiedenti asilo e l’intera zona è ora pronta alla rivolta. Anche il circolo Pd del centro storico prende netta posizione contraria: <Valutiamo in maniera molto negativa la decisione di insediare nuovi richiedenti asilo in una parte della città vecchia che ha già moltissimi problemi di vivibilità e ordine pubblico – dice la segretaria Michela Fasce -. Crediamo che non sia positivo nemmeno per gli stessi rifugiati, perché proprio in quella zona operano molti spacciatori loro connazionali. Come usciranno di casa, le persone che verranno sistemate nelle case entreranno in contatto con facilità con chi parla la loro stessa lingua e lì intorno troveranno solo il peggio. Le persone che arrivano con un percorso così doloroso da paesi in guerra o dove la democrazia non esiste e dove la maggior parte della popolazione è certamente un bersaglio facile per chi cerca manovalanza per la criminalità.  Si rischia di consegnare all’esercito dello spaccio queste persone che, invece, abbiamo il dovere di aiutare>.
A sistemare lì i richiedenti asilo non sono né il Comune né la Prefettura, secondo la quale Genova ha raggiunto il tetto massimo sopportabile dal territorio. Qualsiasi privato, però, può farsi carico di uno o più richiedenti asilo (ottenendo in cambio dallo stato una prebenda diaria piuttosto consistente) comunicando semplicemente la decisione.
Gli appartamenti che sarebbero destinati a questo uso erano occupati prima da studenti, anche stranieri, che portavano comunque nella zona consumi e vitalità. il “cambio della guardia” non è gradito dai residenti che si stanno organizzando per cercare di impedire qualsiasi insediamento.
<Crediamo che quel territorio sia troppo fragile per aggiungere problemi che vanno affrontati, ma con un minimo di sale in zucca, in modo da non danneggiare i territori né compromettere il futuro dei richiedenti asilo. Non si fa loro un favore a gettarli in una situazione che rappresenta un potenziale rischio. Abbiamo il timore che sull’accoglienza ci siano troppe persone che vogliono fare cassa e non hanno, comunque, la capacità di valutare l’opportunità dell’installazione di un nuovo nucleo di rifugiati in una determinata zona>.
La gente spera ancora che si tratti solo di un falso allarme.

Articolo in aggiornamento

salita santa maria di castello

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