Toti, ultima spiaggia per provare a tornare il delfino di Berlusconi

Santa Ruby (Rubacuori) ora pro nobis
Sante Olgettine, orate pro nobis
Sante Barbare (Guerra e Faggioli ) orate pro nobis
Santa Raissa (Skorkina) ora pro nobis
Santa Miriam (Loddo) ora pro nobis
Sante gemelline Eleonora e Imma (De Vivo) orate pro nobis
Santa Maristel (Garcia Polanko) ora pro nobis
Santa Patrizia (D’Addario) ora pro nobis
Santa Sara (Tommasi) ora pro nobis
Santa Alessandra (Sorcinelli) ora pro nobis
Santa Nicole (Minetti) ora pro nobis
Santi Emilio (Fede), Lele (Mora), Giampaolo (Tarantini), orate pro nobis.

toti

Un sogno premonitore, quello di Giovanni Toti, Governatore di Liguria con ambizioni di premier. Uno stuolo di bellissime ragazze in abito talare, magari un po’ discinto, con, in testa un trittico di santi, anche loro in saio e con tanto di zucchetto in capo a recitare quella strana litania con nomi di vergini e santi. E quell’ora pro nobis, dopo ogni nome. Una sorta di giaculatoria pagana. Cose da sooogno direbbe Briatore. I have dream proclamava il reverendo Martin Luther King. Giusto così, ognuno ha il suo sogno. Nel cassetto.
Accade ai grandi condottieri che prima della battaglia un sogno, un segnale, una premonizione indichi la strada per la vittoria. La storia di Roma e’ ripetitiva in questo senso, dal sogno vittorioso per Costantino nella battaglia di ponte Milvio contro Massenzio, a quella meno fortunata di Pompeo che concluse la sua ascesa. Un risveglio accaldato per la macaia delle prime ore della giornata festiva. Con quello strano sogno in testa che nemmeno il suo personale portafortuna, l’orsacchiotto di peluche con felpa della Fiom, riusciva a decodificare. Lo aspettava una giornata lunga e laboriosa , prima visita a Bocca di Magra, poi la festa della Lega Nord in Romagna, con pomeriggio al Papeete di Milano Marittima, in compagnia degli amici Matteo Salvini e Luca Zaia, quasi una gita fra compagni di scuola, e la tavola rotonda alla sera. La Romagna terra magica. Tanto che una militante definisce il trittico, pardon il trio Salvini Zaia, Toti. Le tre grazie, (un complimentone, anche se fa tanto Grazia, Graziella e grazie al… ) in versione testosteronica. Ecco il testosterone, trasposizione scientifica, probabilmente, del moderno celodurismo. Con quel Salvini Barbuto con la t shirt rossa con tanto di leone di San Marco in oro e la scritta Veneto. Una maglietta che ricorda tanto l’insurrezione della Serenissima di qualche anno fa. E a quel punto al Papeete il sogno mattutino deve essersi iniziato a dipanare. “Diavolo – deve aver pensato il nostro governatore, generalissimo di Liguria – io sono qui con Salvini che mi appoggera’, ah, se mi appoggera’. Appoggera’ me che sono l’adattamento democratico del celodurismo testosteronico, con la mia mole da orsetto. E quello lì. Quello lì, mi mette tra i piedi quel Parisi con la sua faccia da pretino”. E allora tutto fu chiaro, testosterone per testosterone, occorreva cercare qualche cosa che lo avvicinasse a Berlusconi, che in qualche maniera a causa di quel suo aplomb aveva sempre diffidato di lui. Doveva mostrargli il suo lato debole, per costringerlo a tornare a contare su di lui. Una cosa che li accomunasse. Il resto è la foto con bella gnocca dagli occhi verdazzurri, tette al vento, svelate dal reggiseno ridotto. E Salvini con la lingua di fuori, alla Del Piero quando segna un gol , la lingua simbolo dei Rolling, la lingua di un cane abbandonato in autostrada. La lingua tentatrice del demonio. Fate, un po’ voi, i significati si possono sprecare. Salvini a torso nudo e lingua di fuori. E lui, il governatore in versione beach con sguardo leggermente inebetito e camicia azzurra con colletto appena sbottonato. Espressione furbetta, sorriso accattivante e leggero strabismo, con l ‘occhio che magari vaga più in basso verso il reggiseno. E cervello che sotto al sole a picco continua a macinare, a ripensare alla vittoria di Costantino a Ponte Milvio. Solo che il sogno premonitore con gnocche, Olgettine, Fede, Mora e Tarantini, se presagio doveva essere, tutto sommato ricordava più Pompeo e la fine della sua ascesa. Perché la foto, beh la foto ha iniziato a girare vorticosamente sui social. A diventare virale. E i social, specie nei confronti dei potenti, quelli poi in caduta libera, così parrebbe essere almeno il suo destino nel listino di Forza Italia, sono cattivi, cinici, spietati. E tutti si scordano in un istante il gran bene che hai fatto. Se mai lo hai fatto. Impietosi, insomma. Poi nei confronti di uno tutto di un pezzo, giornalista con moglie giornalista. Ricordate lo scivolone di Piero Marrazzo fotografato con trans? E il web sobbalza. Antonio Sava’ pronostica “Questa foto ha causato la morte di almeno 20 social media manager. Spirito di Bcube se ci sei batti un colpo”. Luca Bizzarri la tocca piano “Alle volte basterebbe avere un amico, uno che viene con te, che ti sta vicino, e ti dice:”questa cosa qui sì, quest’altra magari un’altra volta”…un amico”. E inizia a fare il pieno di likes. Simone Regazzoni, ex spin doctor della Lella Paita, probabilmente ancora inacidito per la sconfitta delle regionali, uno che non dimentica, gira il coltello nella piaga. “Puoi anche non avere il senso del ridicolo, caro Governatore Toti, ma almeno il senso delle istituzioni, e il loro rispetto, andrebbero conservati”. Dando il la sulla sua pagina fb a un diluvio di post. Guerino Nuccio Bovalino “Caro Simone cosa c’è di ridicolo? E soprattutto come si intacca il senso delle istituzioni con una foto con una ragazza in bikini? Soprattutto nell’epoca della Repubblica del Selfie?”, Gianna Luca Maurone “Se lei non trova sto selfie di cattivo gusto, che sdogana la nuova era del cumenda e del troione, vuol dire che siamo oltre e ce lo meritiamo”, Elisa Araldi “Che schifo. Tutti e tre”, Michela Fasce “Ma…..mi sembra tutto normale visto le sue origini… del resto il “papi” docet!!!!”. E chi gioca in difesa “, pochi, per la verità, Vil Ejlli Detto Willy “Pensavo che il tempo della superirioritta morale della sinistra fosse fallito e finito con Marazzo ?! E con Renzi sembrava essere cominciato un confronto politico”.
E, come si dice in simili frangenti, la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Perche’, come se non bastasse, lunedì, assente lui, e con qualche altro consigliere in ritardo , il consiglio regionale si blocca. Mancanza del numero legale. Il consigliere regionale del Pd Giovanni Lunardon, archeologo prestato alla politica, spazientito per i continui rinvii posta un messaggio sulla sua pagina facebook in cui tartassa proprio il presidente assente della giunta. Non pervenuto, si dice, per ragioni istituzionali. “Ho capito perché il Consiglio regionale convocato per stamattina alle dieci alle 14.20 non ha ancora esaminato un punto all’ordine del giorno (il primo punto era il rendiconto 2015, non una pratica qualunque) tra ripetute mancanze del numero legale (che deve garantire la maggioranza) e continui rinvii da parte della Presidenza del Consiglio. Toti che e’ anche assessore al bilancio ha fatto le ore piccole… Meno male che nel suo discorso di insediamento aveva promesso di lavorare anche a Ferragosto…Puoi anche non avere il senso del ridicolo, caro Governatore Toti, ma almeno il senso delle istituzioni, e il loro rispetto, andrebbero conservati”. Solo che, siccome è un bravo ragazzo, allega la foto sbagliata. Oddio, anche lì, in tema di senso istituzionale c’è ben poco. Salvini e’a torso nudo, con cuffie da dj al collo, accanto a una consolle, Toti con lo smartphone in mano e’ intento a scattare un selfie o a cercare pokemon. Eppero’, l’immagine scovata da Sava’ e da Regazzoni e postata sulle loro bacheche e’ ben altra cosa con quei rimandi all’ingordigia di papino. Eppoi, per quel che si diceva della sfiga, sui social appare anche l’immagine di Stefano Parisi, il pretino, con occhialino circolare da intellettuale, giacca blu, camicia perfettamente abbottonata nonostante il caldo canicolare e, con tanto di cravatta. Tutto per benino e alle spalle si palesa addirittura, come fa notare nel suo post Francesco Gastaldi, no, non un pokemon, ma addirittura una vecchia conoscenza della politica ligure. C’è’ la biondocaschettata Raffaella Della Bianca, ex consigliere regionale del PdL, poi gruppo misto, coinvolta nell’inchiesta spese pazze in Regione. Ora nello staff di Parisi. Ma glie l’avranno detto al cavaliere che quella della lingerie acquistata con i soldi della Regione, non era lei, ma la Maruska Piredda dell’Idv? Perché, anche io ho fatto un sogno, tra caldo, macaia e sudori. Del resto non è’ stata la Paita a definire la seduta di oggi surreale? È così ho sognato, un vaticinio, forse, Il Telecavaliere, che, alla fine della favola, come un novello Caligola che nomino’ senatore il suo cavallo, fra l’usco e il brusco, mise a riposo il due pretendenti per scegliere come suo successore e candidato premier la gnocca. Proprio quella con capelli scuri, abbronzatura e occhi verdeazzurri, che nella foto di cui sopra si staglia al centro fra Salvini accaldato e Toti con sguardo malizioso. Sancendo un accordo con il barbudos capataz della Lega.e c’è’ il finale. E vissero tutti felici e contenti.Surreale quanto volete. Ma sarebbe la prima volta che quel grand’uomo cede alle virtù femminili? Tanto, come si usa dire. Tra i due litiganti, lui se la gode.

Il Max Turbatore

sava

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