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Criminalità, San Teodoro ha paura. Gli abitanti: “Usciamo di casa e occupiamo vie e piazze”

Di tre giorni fa è la rapina a una donna che era posteggiata in auto e aveva con sé i figli piccoli. I cittadini chiedono una presenza maggiore delle forze di polizia e pensano occasioni per convincere tutti gli abitanti della zona a vivere il territorio in modo
Intanto per venerdì è stato organizzato un flash mob della Lega


di Monica Di Carlo


Un tentato stupro denunciato da un ragazzo minorenne che sarebbe stato aggredito e rapinato in via Alizeri un mese fa. Poi, tre giorni fa, una giovane mamma con i suoi bambini (uno di 5 anni e uno di pochi mesi) rapinata mentre era in macchina e aspettava un’amica sotto casa nella zona di piazza Sopranis. È troppo per San Teodoro, un quartiere tranquillo, pieno di anziani, ma anche di bambini. Qui ce ne sono più che in altri quartieri.
È troppo soprattutto dopo che qualche settimana fa, cinque auto della polizia hanno dovuto sedare per due o tre volte princìpi di rissa tra albanesi e rom davanti a un bar di via Bologna. La serenità di una volta non c’è più e gli abitanti sono allarmati. I problemi di ordine pubblico erano scomparsi da almeno 15 o 20 anni, da quando l’eroina ha finito di mietere vittime tra i giovani del quartiere. Così un gruppo di cittadini si sta organizzando: chiede un maggior presidio di polizia e vuole occupare il quartiere in modo positivo. Certo, qualcuno la tentazione delle ronde l’ha avuta, ma alla fine ha prevalso il buonsenso. Perché la gente di San Teodoro non intende farsi travolgere dall’onda del razzismo, vuole solo trovare una soluzione. Spiega che tanti stranieri abitano in zona, tante famiglie che non danno fastidio a nessuno. Da qualche tempo, però, tra le tante persone che, arrivate a Genova, hanno deciso di vivere e frequentare questo quartiere c’è anche chi minaccia la sicurezza dei residenti.

gente san teodoro(Alcuni dei cittadini di San Teodoro che stanno pensando iniziative pacifiche per vivere il territorio)

<Una volta la polizia passava molto più spesso – dice Sebastiano -. Ormai, invece, si vede raramente>. E tutti annuiscono. Pare che l’unica presenza assicurata di divise durante il giorno sia quella della polizia municipale che alle 17 gira per dare le multe. È così: gli abitanti di San Teodoro si sentono abbandonati. <È vero che la presenza delle forze di polizia è diminuita – aggiunge Luciana -. Ora la gente ha paura ad uscire la sera. Gli anziani si rifugiano in casa anche quando si schiatta dal caldo e invece potrebbero passare qualche ora sulle panchine, all’aperto. Ma se la gente si chiude in casa lascia il territorio alla delinquenza e questo non deve accadere. È un cane che si morde la coda>. È proprio Luciana a raccontare che successe la stessa cosa una ventina di anni fa nei giardinetti di via Digione e ricorda che proprio quei giardini, rinnovati e dotati di giochi per bambini, stanno per riaprire e che è necessario tutelarli dalle cattive frequentazioni proprio vivendoli <Non serve il manganello, basta stare in giro> prosegue.

giardini san teodoro
<Ora, quando si torna a casa, bisogna stare attenti a non essere mai da soli – prosegue Luciana, che poi racconta quanto le è stato detto dalla sua amica rapinata da uno straniero: <Era in macchina ad aspettare mia figlia, davanti a casa – dice -. Si è avvicinato un uomo e le ha intimato di consegnare i soldi e il cellulare. Lei gli ha risposto di prendere tutto, ma di non toccare i suoi figli. Aveva cappellino, occhiali e un chiaro accento albanese. Aveva i capelli scuri e non portava la barba. La figlia di cinque anni, quando la madre ha fatto denuncia ai carabinieri, ha spiegato: “Mi ha fatto paura, ha fatto piangere il mio fratellino”>.
Fatti come questo terrorizzano la gente che si chiude in casa, soprattutto la sera. <Servirebbero anche le telecamere> aggiunge Barbara. <È brutto da dire, soprattutto quando si parla dei giardinetti dove vanno i bambini, ma in queste condizioni serve anche un sistema di videosorveglianza>. Cristina
 aggiunge che nella zona abitano tanti stranieri e dice che <Non c’è mai stato alcun problema>, ma poi aggiunge che da qualche tempo alcune persone che frequentano il territorio le fanno paura. <In via Bologna di notte – racconta – senza i miei cani non esco>.
La gente del quartiere insiste: <Servono polizia e carabinieri e controlli puntuali> dicono, spiegando che l’apertura del night club in cima a via Venezia ha portato un netto peggioramento delle frequentazioni notturne del quartiere. Lì davanti nel giugno scorso e avvenuto addirittura un tentato omicidio. Al termine di una rissa, alle 2 e mezza di notte, un ventenne albanese ha colpito alla testa un connazionale con una piccola accetta ed è poi fuggito. <Le condizioni della sicurezza sono molto peggiorate, ma noi abbiamo perso i “passaggi” delle auto delle forze di polizia che prima avvenivano ogni due ore> raccontano i residenti.
<Sono nato e cresciuto all’inizio degli anni 70 tra salita degli Angeli e via Venezia – spiega Fabio Di Meola -. Ho vissuto le trasformazioni del quartiere,sia in modo positivo, come la realizzazione della metropolitana e del terminal traghetti, sia purtroppo in modo negativo ossia la chiusura dei moltissimi negozi che animavano via Venezia ed il conseguente degrado della zona. Il quartiere ha si avuto dei problemi di sicurezza anche in passato, ma erano episodi marginali riguardanti solo alcune zone specifiche, mentre ora non solo la grossa affluenza di immigrati, ma anche la chiusura di molte attività, hanno favorito il brulicare di attività illecite e il conseguente aumento della delinquenza sia da parte di varie etnie estere che di delinquenti locali. Resta di certo un quartiere ancora abbastanza vivibile, ma se continua questa escalation di furti, scippi, rapine e risse finiremo per regredire diventando un’area pericolosa come altre zone città. Le istituzioni latitano e sembrano dimenticarsi del quartiere se non quando succedono fatti di cronaca nera come le risse, alcuna delle quali culminate con omicidi, nella zona del terminal traghetti dove c’è una discoteca chiusa e riaperta giù volte o gli scontri tra bande rivali verificatesi qualche tempo fa nella zona di piazzale Pestarino. Ora bisogna sollecitare la popolazione residente a riappropriarsi degli spazi comuni rendendo di nuovo il quartiere vivibile come un tempo e soprattutto servono interventi decisivi delle autorità preposte alla tutela degli onesti cittadini italiani e  stranieri>. San Teodoro ha storicamente tante anime quante sono le zone in cui è divisa. Quella di Dinegro la notte è decisamente la più compromessa, tra prostituzione, spaccio e malavita. Nella zona del terminal il problema è rappresentato dai sudamericani ubriachi. Ora le aggressioni tra via Venezia e via Digione. Su via Bologna risono due “scuole di pensiero”. C’è chi parla di una situazione apocalittica con scontri tra bande di rom e albanesi e di macchine rubate posteggiate in zona come in una enorme autorimessa abusiva e chi invece pensa che almeno la zona di via Bologna sia vivibilissima. Tra questi, Vincenzo Quarenghi, secondo il quale non ci sono maggiori criticità di tante altre zone di Genova e <Non si sono problemi di sicurezza>. Si dice sicuro che i rom non siano una fonte di problemi per il quartiere, ma ammette che, invece, certi albanesi che bevono troppo <mentre i rom non bevono>. Anche Quarenghi è, comunque, d’accordo sul fatto che servirebbero più controlli e segnala il problema del mercato di via Bologna, abbandonato, usato da qualcuno per rifugiarsi e dormire al coperto.

mercato via Bologna

Intanto, la Lega Nord prepara per venerdì alle 11 un flash mob in piazza Sopranis. <Lo abbiamo organizzato a seguito degli ultimi episodi di criminalità – spiega il segretario provinciale Stefano Garassino -. C’è poi il problema delle auto rubate e delle corse notturne: qualcuno usa i curvoni di via Bologna come una ista da rally. In zona si segnalano, poi, risse e la presenza di personaggi sgradevoli. La maggior parte dei residenti del quartiere è composta da persone per bene. Questa non è certo una zona malfamata, ma sta diventando una zona a rischio. A nostro parere si sta sottovalutando un problema che sta crescendo. Saremo in piazza Sopranis per ribadire che bisogna prestare attenzione alla zona. Chiediamo ad abitanti e commercianti di intervenire numerosi come all’ultima manifestazione>.

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